Proposta di un modello sperimentale per la selezione e l’accesso ai Corsi di Studio in Medicina e Chirurgian.57, 2013, pp.2555-2558, DOI: 10.4487/medchir2013-57-6

Abstract

Many universities all over the world assess both cognitive and ‘non cognitive’ skills of examinees at the entry test for the Faculty of Medicine. In Italy, many divisions of public administration as well take into consideration the assessment of non cognitive skills e of psychological status. The current procedures to assess the examinees for the academic course of medicine and surgery are based only on the results of cognitive tests. For a better future selection, the Authors suggest an experimental research that, beside the current criteria, proposes a new way to identify the main non cognitive predictors of success within the academic courses of Medicine and Surgery. The research calls for test, questionnaires and value interviews administration in between the entry tests and the graduation thesis. It also considers the collaboration between the universities within the experimentation and the high schools joined to them. It provides a follow up as well. Different are the short, middle and long term outcomes expected.

*Gruppo ‘Selezione all’accesso e test attitudinali, riforma e monitoraggio’ della Conferenza.

Articolo

Introduzione

Ci sembra importante sottolineare in premessa diversi aspetti che sono implicati nella selezione dei candidati ai corsi di studio in medicina e chirurgia.

La finalità della formazione della Facoltà di Medicina è sostanzialmente professionalizzante, ovvero fornisce conoscenze atte a permettere l’attività medica. Questa ha forti implicazioni psicologiche, relazionali e sociali su tutti i piani, dall’etico all’economico. Per tale ragione, un numero sempre crescente di sedi universitarie nel mondo, in aggiunta ai test che valutano le abilità cognitive dei candidati, si sta avvalendo di una serie di strumenti volti a valutare anche le abilità “non cognitive”1,2,3. In Italia in molti ambiti pubblici, come il Ministero dell’Interno ed il Ministero dei Trasporti ed in moltissimi privati dalle università alle grandi aziende, la valutazione delle abilità non cognitive e dell’assetto psicoattitudinale è già prassi4, mentre in alcune sedi come l’UCSC da tre anni non vengono più somministrati test cognitivi ma solo psicoattitudinali.

 

Le procedure attuali di selezione dei candidati ai corsi di studio in medicina e chirurgia in Italia sono basate solamente sull’esito della prova di ingresso ministeriale che non tiene conto delle differenze individuali nella personalità ovvero di caratteristiche “non cognitive” come gli interessi, le inclinazioni e le attitudini individuali. A tale riguardo, un approccio più flessibile e moderno alla valutazione5,6 e più in linea con le istanze che sembrano delinearsi in ambito internazionale, dovrebbe mirare ad un migliore riconoscimento delle specifiche psicoattitudinali dei candidati ed alla possibilità di un miglior orientamento professionale per gli stessi. Una più attenta selezione dei candidati permette da una parte di ottimizzare la qualità della professione ed offrire professionalità più valide e da un’altra, di diminuire i drop out e quindi i tempi di latenza tra la fine della scuola superiore e l’ingresso nel lavoro. Ciò comporta, sul piano sociale un aumento della produttività, ottimizzando le capacità dei singoli e le specifiche risorse e, per converso, una diminuzione degli sprechi.

La proposta del modello sperimentale, di seguito descritto, per la selezione e l’accesso ai corsi di studio in medicina e chirurgia è stata presentata e discussa nel corso della riunione della Conferenza Permanente dei Presidenti de Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia che si è tenuta a Firenze il 5 e 6 Ottobre 2012.

Integrazione delle attuali procedure di selezione: proposta di ricerca pilota

Nell’ambito dei compiti che il gruppo di lavoro “Accesso a Medicina” si è dato, rientra anche quello di identificare una serie di possibili criteri che tengano in maggior conto le dimensioni individuali “non cognitive” di cui sopra. Questi criteri non ambiscono a sostituire i criteri di selezione attuali, ma possono rappresentare un importante complemento per raggiungere l’obiettivo di una selezione più accurata.

E’ importante a tale riguardo individuare quali caratteristiche “non cognitive” possono essere rilevanti nell’associarsi significativamente a “buoni esiti” accademici e professionali. A tale proposito viene proposta una ricerca pilota che possa condurre alla individuazione di tali caratteristiche. La ricerca rappresenta un “modello sperimentale” che può fornire elementi conoscitivi per la messa a punto di un successivo protocollo da applicare gradualmente nelle procedure di selezione dei candidati ai CDS in Medicina e Chirurgia. Di seguito delineeremo le principali caratteristiche della ricerca pilota.

Essa mira, in particolare:

a) alla individuazione dei principali predittori cognitivi e non cognitivi del successo nei CDL di Medicina e Chirurgia

b) allo studio dei percorsi e delle traiettorie individuali di cambiamento e crescita negli anni della istruzione universitaria

c) alla individuazione delle variabili (curricolari ed extra-curricolari) che rappresentano fattori di protezione e fattori di rischio rispetto alla carriera accademica

d) alle identificazione delle dimensioni che possono risultare maggiormente associate alla riuscita professionale.

Il progetto ha un carattere longitudinale e multicentrico e prevede la partecipazione di diverse sedi universitarie e di istituti di scuola media superiore ad esse correlate, per facilitare l’orientamento e il passaggio alla vita universitaria.

In particolare, sono previste le seguenti strutture didattiche coinvolte:

Università: 2 a Nord, 2 al Centro, 2 a Sud (sia statali che non statali)

Scuole Superiori: in stretta correlazione con le Università di riferimento

Tempistica della ricerca, modalità di somministrazione e aree indagate

Lo schema successivo riportato nella Tabella 1, descrive l’articolazione della ricerca. Sarebbe auspicabile articolare la rilevazione dei dati lungo un arco temporale che consenta di prendere in considerazione sia l’intero ciclo della “vita accademica” nei sei anni in cui gli studenti frequentano il CDS, sia il periodo dell’ingresso nel mondo del lavoro (a due anni di distanza dalla laurea). Lo schema fornito di seguito quindi prevede un monitoraggio lungo 5 momenti temporali, nei quali agli studenti vengono richieste informazioni relative alle caratteristiche individuali, alle aspettative accademiche e professionali, alla soddisfazione rispetto all’esperienza universitaria.

Tabella 1 – Articolazione della ricerca

La somministrazione dei questionari (implementabile attraverso il web, in modo tale da abbattere radicalmente i costi legati alla produzione del materiale cartaceo, e alla acquisizione su supporto informatico dei dati da analizzare) dovrà essere integrata da colloquio di orientamento/counseling, per approfondire eventualmente quanto emerge dalle risposte ai questionari, per restituire ai partecipanti i risultati dei “test” e per saldare un commitment che consenta quindi di non perdere troppi partecipanti strada facendo. Non è esclusa la possibilità di impostare almeno il primo colloquio come intervista semi-strutturata al fine di poter utilizzare una metodologia valutativa anche su questo specifico aspetto.

Gli strumenti di misura previsti indagheranno diverse aree e verranno mutuati dalla letteratura scientifica relativa alla misura delle attitudini, della personalità, degli interessi, delle aspettative, delle motivazioni7,8. Si cercherà di privilegiare (ovunque possibile) strumenti agili e di pubblico dominio, in modo da non dover affrontare problematiche legate ai copyright e/o ai costi di acquisto del materiale.

Il test “Conosci Te Stesso” (CTS, Caprara e Barbaranelli)9 è disponibile online gratis sul portale Sapienza. Esso contiene scale di misura che possono essere utilizzate nei diversi tempi di assessment previsti dal progetto, come la personalità (Big Five)10, le capacità (autoefficacia), gli interessi professionali. Si tratta di un test validato e ampiamente utilizzato nell’ambito dell’orientamento accademico. Attualmente il database della Sapienza contiene circa 9.000 valutazioni completate.

Inoltre, altri strumenti di misurazione verranno presi in considerazione, ad integrazione della valutazione ottenibile tramite il CTS. Potranno essere introdotti alcuni test di personalità che possano orientare sulle diverse strutture, sul vissuto circa la qualità della vita e sugli stili di difesa. In linea con altri studi già in corso, come quelli che si stanno realizzando a Milano Bicocca, verrà altresì valutata l’area dell’empatia e dell’intelligenza emotiva che ‘accanto alla conoscenza dei contenuti disciplinari, sono dimensioni fondamentali per sviluppare le capacità d’uso delle conoscenze acquisite al fine di svolgere adeguatamente il ragionamento clinico ed il processo diagnostico indispensabili prerogative di un buon medico’.11 In particolare è importante utilizzare un questionario informativo che permetta di conoscere, oltre alle informazioni personali, le eventuali esperienze lavorative, il gradimento scolastico, le competenze personali, relazionali e tecniche, le motivazioni alla scelta della Facoltà, gli interessi culturali, artistici e sportivi, al fine di avere un quadro autodescrittivo dei singoli candidati. Tale questionario è di importanza cruciale per poter orientare un colloquio di approfondimento. Si potrebbe, in un tempo successivo, immaginare un gruppo di ‘ammessi con riserva’ che verranno seguiti con maggiore attenzione dai tutor ed eventualmente inviati all’opportunità offerta dagli sportelli counseling della Facoltà. La riserva dovrà essere sciolta entro l’anno accademico. Parti integranti del questionario infine saranno: a) scale per rilevazione in ingresso delle aspettative rispetto al Corso di Studi, e alla professione medica, e delle motivazioni individuali relative alla scelta effettuata; b) scale per la rilevazione della qualità del e della soddisfazione verso il corso di studi (da utilizzare nella valutazione in itinere). E’ importante rilevare, sia in ingresso sia in itinere, dimensioni legate alla valutazione della qualità della vita, al benessere psicologico e fisico, all’adattamento sociale e agli stili di difesa. E’ importante considerare anche una o più scale di validità, per tenere sotto controllo stili di risposta influenzati dalla desiderabilità sociale. La scelta degli strumenti di rilevazione dovrà comunque tenere conto della complessità della siglatura degli stessi (tempi non troppo lunghi) e degli eventuali costi (copyright).

Risultati attesi

Risultati generali e indicazioni operative

– individuazione delle variabili veramente importanti nella spiegazione e previsione del successo accademico e del drop-out

– individuazione delle traiettorie di sviluppo/crescita nel percorso accademico.

– revisione della procedura di selezione in ingresso nei corsi di medicina e chirurgia alla luce dei risultati ottenuti.

Risultati a breve termine

Un primo risultato consentirà di esaminare le differenze tra gli studenti che hanno superato la prova selettiva e gli esclusi, rispetto alle variabili rilevate in fase di iscrizione alla prova (personalità, opinioni, motivazioni, aspettative, voto di maturità). Questa analisi può dare indicazioni importanti sulla necessità di una revisione della prova di ingresso per ridurre al minimo gli errori di classificazione (falsi positivi, falsi negativi).

Alla fine del primo anno di corso sarà già possibile effettuare una serie di analisi statistiche multivariate (regressioni, modelli di equazioni strutturali) considerando come variabili dipendenti la media dei voti conseguiti negli esami di profitto e la regolarità del percorso di studio (rapporto tra crediti ottenuti e crediti previsti), e come variabili indipendenti i risultati del test di ammissione, il voto di maturità e le variabili “non cognitive” rilevate nel primo anno di misurazione. In questo modo è possibile fornire una valutazione della rilevanza differenziale delle variabili indipendenti rispetto al successo accademico, quindi quantificare quale è il peso dei fattori “cognitivi” (carriera scolastica, test di ingresso), e di quelli non cognitivi (personalità, interessi, aspettative, orientamenti, benessere individuale). Altre analisi considereranno come variabili dipendenti la valutazione della qualità e la soddisfazione verso il corso di studio in Medicina e Chirurgia per evidenziare le eventuali criticità e i punti di forza, e per individuare quali dimensioni rendono meglio ragione nell’influenzare tali importanti percezioni di qualità.

Risultati a medio termine

Si tratta in questo caso di esaminare l’impatto delle variabili rilevate all’inizio del corso (tempo 1) e all’inizio del secondo anno (tempo 2), sulle misure rilevate alla fine del IV anno (tempo 3), un momento che rappresenta un reale punto di svolta nella carriera accademica del futuro medico. In questo periodo, infatti incomincia una parte critica per lo studente, poiché passa dalla formazione teorica a quella clinica ed al rapporto diretto col malato. Un processo di selezione nell’ambito della facoltà di medicina dovrebbe tener conto, innanzitutto, di due aree molto importanti e strettamente connesse. Da una parte il rapporto con il corpo, la malattia e la morte e dall’altra, la responsabilità e lo stress che da questo derivano.

Risultati a lungo termine

Varranno considerati due momenti importanti per quanto riguarda gli esiti del percorso formativo: a) la laurea; b) l’ingresso nel mondo professionale. Nel primo caso si tratta di un completamento naturale del percorso iniziato con la rilevazione dei dati in ingresso, momento fondamentale per valutare appieno il potere predittivo del test di ingresso “canonico”, della preparazione scolastica conseguita alla fine della scuola superiore, e delle dimensioni “non cognitive” rilevate in ingresso.

Il valore applicativo di tali analisi è immediatamente evidente: le tecniche di analisi statistica che verranno utilizzate consentiranno di ponderare l’impatto differenziale delle diverse variabili di cui sopra sugli esiti finali misurati obiettivamente tramite il voto di laurea e la regolarità del percorso accademico, e soggettivamente tramite le misure di soddisfazione e di percezione della qualità.

Infine, il follow up a due anni dalla laurea, se possibile, consentirà di valutare ulteriormente le variabili in gioco in relazione alla condizione occupazionale dei laureati e alla soddisfazione in merito ai corsi di studio seguiti: tali risultati potranno essere interpretati anche alla luce di quanto emerge dal monitoraggio Almalaurea www.almalaurea.it sulla condizione occupazionale dei laureati italiani.

Il carattere longitudinale e multicentrico della ricerca consentirà di avvalorare i risultati.

Elementi di carattere operativo/normativo

La realizzazione dei questa ricerca presuppone:

a) l’autorizzazione del Ministero dell’Istruzione ed eventualmente di quello della Salute perché tutti gli iscritti alla prova di selezione nelle diverse sedi che partecipano alla sperimentazione compilino online il questionario per la misura delle caratteristiche “non cognitive”. L’anonimato verrà mantenuto tramite l’utilizzo della matricola assegnata al candidato come identificativo necessario per la compilazione della prova online. Per stimolare la partecipazione alla sperimentazione si possono prevedere diversi incentivi;

b) l’autorizzazione da parte dei Comitati Etici di Facoltà alla ricerca longitudinale. In questo caso i partecipanti non potranno essere anonimi. E’ da valutare la possibilità di incentivi ai partecipanti (crediti?)

c) la messa a disposizione di risorse economiche ed umane (ad esempio, assegnisti di ricerca, dottorandi) che curino gli aspetti operativi e metodologici della ricerca (raccolta e analisi dei dati, restituzione dei risultati agli studenti, colloqui e counseling).

Bibliografia

1) Lumsden MA, Bore M, MIllar K, et al. Assessment of personal qualities in relation to admission to medical school. Med Educ 2005;39:258-65

2) Carr SE. Emotional intelligence in medical students: does it correlate with selection measures?. Med Educ 2009;43:1069-7

3) Elam C. Use of ‘emotional intelligence’ as one measure of medical school applicants’ non-cognitive characteristics. Acad Med 2000;75 (5):445-6.

4) Cucè P, Cosciotti F. La selezione del personale in Polizia quale forma di prevenzione primaria del disagio psichico nella dialettica tra valutazione psicologica e psichiatrica. II Convegno Psichiatria e Psicologia Miliare e di Polizia. Roma, 27-29 Ottobre 2009.

5) Familiari G, Falaschi P, Morisani L, et al. Corsi di orientamento in preparazione alle prove di accesso ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia e nelle Professioni sanitarie: una proposta di cooperazione Scuola-Università. Med Chir 2006;35:1413-7.

6) Familiari G, Relucenti M, Ziparo V, Gaudio E, Lenzi A, Frati L. Come selezionare i medici della nuova generazione: proposte in tema di ammissione a medicina e chirurgia. L’Arco di Giano, 2009;61:221-234

7) Siu E, Reiter HI. Overview: what’s worked and what hasn’t as a guide towards predictive admissions tool development. Adv in Health Sci Educ 2009;14:759-75.

8) Peskun C, Detsky A, Shandling M. Effectiveness of medical school admission criteria in predicting residency ranking four years later. Med Educ 2007;41:57-64.

9) http://w3.uniroma1.it/conoscitestesso/

10) Barbaranelli C, Caprara GV, Steca P. Big Five Adjectives. La lista degli aggettivi secondo il modello dei Big Five. Firenze, Giunti OS, 2002.

11) Strepparava MG. Comunicazione privata.

Ringraziamenti

Si ringrazia la Prof.ssa Strepparava per lo stimolante contributo apportato, nella realizzazione del presente lavoro.

Cita questo articolo

Cavaggioni G., Barbaranelli C., Di Liegro I., et al, Proposta di un modello sperimentale per la selezione e l’accesso ai Corsi di Studio in Medicina e Chirurgia, Medicina e Chirurgia, 57: 2555-2558, 2013. DOI:  10.4487/medchir2013-57-6

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