Ricordo di Aldo Pincheran.57, 2013, p.2523

Autori: Andrea Lenzi
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Caro Aldo, Caro Maestro,

se tu fossi qui ti chiederei “cosa devo dire alla Comunità Accademica attonita quando scompare un Grande Maestro, cosa devo dire se alla grandezza scientifica egli coniugava la riconosciuta capacità di essere leader con qualità straordinarie, e se tutto questo ci lascia sconvolti e soli?”.

Questo ti avrei chiesto, come tuo Allievo, e so che mi avresti guardato con i tuoi occhi che lanciavano lampi di intelligenza e avresti detto: ‘Andrea, assieme abbiamo trovato soluzioni in situazioni difficilissime, l’esperienza comune al CUN ci ha insegnato che per noi due nulla era impossibile se mettevamo assieme le nostre risorse, con gli Amici e i Colleghi abbiamo cambiato l’intero assetto del nostro mondo, basta che pensi che siamo ancora assieme!’

Tu sei stato, non solo per la Comunità Endocrinologica e Medica, ma per tutta la Comunità Accademica, un vero Maestro, hai condotto tutti con la forza del tuo carattere e con una capacità di ideazione senza pari e per noi Endocrinologi sei stato capace di costruire, assieme agli altri Padri Fondatori, una vera Scuola Nazionale, in grado di scoprire talenti, di farli crescere e di valorizzarli.

Le tue intuizioni, il tuo modo di presentarle in modo lucido e talora ironico, la tua capacità di tradurre idee in realizzazioni pratiche, sono state uniche per  la rapidità del ragionamento, la logica della dimostrazione e la immediata concretizzazione.

I tuoi occhi Aldo, come detto, lanciavano lampi di una intelligenza viva e bruciante, fondata su una profonda cultura e rivelavano una mente indomita, una mente pronta alla trasformazione in pratica di ogni idea che potesse raggiungere lo scopo.

Un Maestro come te è un Esempio da non perdere e dimenticare, non solo come scienziato, ma anche come Medico per il tuo rapporto straordinario con i Pazienti ed, infine, anche nel coraggio di confrontarsi con la politica e la società tutta e con le difficoltà del mondo reale, fuori dalle mura dei nostri laboratori, dei nostri ambulatori e dei nostri consessi, dove l’Uomo e l’Accademico hanno saputo sempre conquistarsi il rispetto reverenziale di mondi difficili e talora aggressivi.

Tutto questo e mille altre sensazioni mi sono ritornate alla mente ripensando all’ultimo nostro incontro, pochi giorni fa, in cui abbiamo gestito assieme l’ennesima criticità del nostro mondo accademico coordinando la Comunità Accademica di Medicina per uno scopo comune, quello di preservarla da qualsiasi interferenza esterna.

Professor Aldo Pinchera come Presidente del Consiglio Universitario Nazionale e del Collegio degli Endocrinologi, onoro la tua memoria e con essa la tradizione della nostra Grande Comunità Accademica, le cui radici affondano nella storia della scienza e della cultura e che ha le sue fondamenta nei Grandi Padri di cui ora anche tu fai parte.

Ti saluto Aldo, il tuo Esempio sarà con noi e ci guiderà per sempre.

Andrea

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