Programmazione del fabbisogno di medici. Il progetto europeo per un nuovo modellon.69, 2016, pp. 3118-3121, DOI: 10.4487/medchir2016-69-1

Autori: Rossana Urgenti
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Abstract

Italian Ministry of Health is one of the leaders of the Joint Action on Health Workforce Planning and Forecasting, an initiative funded by the European Commission. One of its main objectives is to analyze and disseminate health workforce planning methodologies in use in some EU countries, with a focus on five health professions: Doctors, Dentists, Nurses, Midwifes and Pharmacists. The results of this analysis are described in the Handbook on Health Workforce Planning Methodologies across EU Countries.

In the Joint Action framework, the Ministry of Health is leading a pilot project in Italy with the aim to develop a new methodology for gathering the health workforce needs in strong collaboration with the Regions, the Professionals Orders and other national and local stakeholders.

A mathematical forecasting tool, including both supply and demand side, has been developed as part of the new methodology and spread to all the main stakeholders. This tool will help the policy makers to build future scenario (up to 2040), thus supporting the process inherent the yearly decision on the number of student intakes to the Medical Degree Courses (ex art. 6-ter d.lgs. 502/92).

Articolo

Il progetto europeo

La Joint Action on Health Workforce Planning and Forecasting, è l’iniziativa promossa dalla Commissione europea  con lo scopo di migliorare la programmazione e la previsione del personale sanitario in Europa. Il progetto, di durata triennale (aprile 2013 – giugno 2016), coinvolge circa 90 partner provenienti da tutti i paesi europei. Il Ministero della Salute, in partnership con Age.Na.S., oltre a collaborare all’iniziativa, è anche leader di una delle 7 linee di attività in cui il progetto è organizzato. Obiettivo di questa specifica linea di attività (denominata WP5) è lo studio e la diffusione delle buone pratiche inerenti le metodologie di pianificazione e previsione di personale sanitario in uso nei paesi dell’Unione Europea. Seppur i sistemi di pianificazione e le metodologie di previsione possono rivolgersi a qualsiasi professione sanitaria, il focus del progetto è ristretto alle 5 professioni sanitarie oggetto della direttiva comunitaria sul mutuo riconoscimento tra gli Stati membri, ossia medici, odontoiatri, farmacisti, infermieri e ostetriche.

In questi due anni di lavoro abbiamo studiato ed analizzato le metodologie ed i sistemi di pianificazione utilizzati in Europa. A seguito di tali analisi abbiamo prodotto un documento relativo al set minimo di dati utili per la pianificazione ma, soprattutto, abbiamo pubblicato un manuale sulle metodologie di programmazione della forza lavora sanitaria nei Paesi europei, contenente le cosiddette “good practice” sviluppate sul tema (Handbook on Health Workforce Planning Methodologies across EU Countries).

Attualmente, siamo impegnati nella fase di sperimentazione delle buone pratiche contenute nel manuale sopracitato. Nello specifico, stiamo conducendo due progetti pilota, uno in Italia e uno in Portogallo, finalizzati allo sviluppo di un sistema di pianificazione del personale sanitario. Stiamo inoltre coordinando due studi di fattibilità, uno in Germania e uno congiunto tra Romania e Moldavia, con l’obiettivo di valutare le condizioni per lo sviluppo di un sistema di programmazione in tali paesi.

Il progetto pilota in Italia

Il progetto pilota in Italia si inserisce nell’ambito del processo di determinazione dei fabbisogni formativi del personale sanitario, così come definito dall’art. 6 ter del d.lgs. 502/92. Obiettivo specifico del progetto pilota in Italia è pervenire, per le 5 professioni oggetto del progetto europeo sopra richiamate, ad una metodologia comune di determinazione dei fabbisogni formativi concordata e utilizzata da tutti gli stakeholder che partecipano al processo, tra cui un ruolo primario hanno le regioni oltre che le Federazioni degli Ordini e Collegi professionali. Il progetto pilota, coordinato dal Ministero della Salute, è stato avviato a gennaio 2015 e terminerà ad aprile 2016.

Il modello teorico di riferimento per la definizione dei fabbisogni è il seguente:

  1. Il numero di operatori sanitari che erogano servizi e prestazioni ai cittadini (offerta) dipende principalmente da:
    1. lo stock di professionisti esistente;
    2. i flussi di nuovi professionisti che arrivano dai percorsi formativi o da altri paesi (immigrazione);
    3. i flussi di professionisti in uscita dal mercato del lavoro per pensionamento o emigrazione verso altri paesi.
  2. La domanda futura di professionisti sanitari dipende da una molteplicità di fattori. Tuttavia, è possibile identificare due tra le sue maggiori determinanti:
    1. la dimensione della popolazione e il suo stato di salute generale;
    2. la fornitura, o la disponibilità, dei servizi sanitari.
  3.  Le politiche pubbliche finalizzate a garantire la copertura universale del sistema sanitario, la qualità delle cure, la sicurezza dei pazienti, nonché adeguate condizioni lavorative per i professionisti, agiscono attraverso diverse leve, tra le quali la pianificazione degli ingressi ai percorsi universitari.

Partendo dalle raccomandazioni e dalle buone pratiche contenute nel citato manuale europeo, in questi mesi, insieme gli stakeholder sopra menzionati, abbiamo lavorato su alcune dimensioni chiave per la determinazione del fabbisogno legate in particolare alla proiezione nel futuro dello stock attuale di professionisti sanitari. Abbiamo, infatti, definito un modello di natura “quantitativa” che permette di stimare il numero di professionisti sanitari che saranno attivi nel mercato del lavoro nei prossimi 20 anni, tenendo conto di una serie di variabili e di flussi in entrata e in uscita (vedi fig. 1).

Fig.1_0

Il modello teorico per la definizione dei fabbisogni formativi dei medici (così come per le altre professioni sanitarie considerate nel progetto) è stato poi sviluppato in un file Excel.

In particolare, per quanto concerne l’offerta, i dati presenti nei file Excel sono relativi a:

– numero di professionisti iscritti agli Ordini e Collegi professionali al 31/12/2014 per genere e anno di nascita;

– numero di professionisti stimati come “attivi” sul mercato del lavoro al 31/12/2014 secondo criteri e informazioni contenute nelle banche dati ENPAM, ENPAF, Co.Ge.A.P.S. e ISTAT, per genere e anno di nascita;

– numero di professionisti stimati come “sopravviventi” dal 2015 al 2040 in base alle probabilità di sopravvivenza per singola età anagrafica al 2013;

– numero di professionisti stimati come nuovi ingressi nel mercato del lavoro dal 2015 in poi sulla base dei posti disponibili negli specifici corsi di laurea da decreto nazionale.

I dati inerenti lo stock consentono una prima essenziale analisi basata sull’osservazione della situazione attuale che può essere sinteticamente riprodotta attraverso le figure 2 e 3.

Fig.2_0 Fig.3_0

La descrizione dell’offerta attuale, così come la sua proiezione negli anni, è completata da una serie di assunti e di ipotesi:

– i professionisti di età maggiore di 74 anni sono considerati inattivi (come da definizione ISTAT);

– i professionisti di età inferiore ai 40 anni e non attivi al 31/12/2014 sono considerati “attivabili” ossia “in cerca di occupazione”;

– le uscite per pensionamento dal mercato del lavoro dei professionisti avvengono al raggiungimento di una certa età anagrafica, specifica per genere e professione;

– i nuovi professionisti, stimati come nuovi ingressi nel mercato del lavoro, sono considerati tutti immediatamente “attivabili” ma passano allo status di “attivi” solo se la domanda all’anno precedente supera l’offerta;

– lo stock di professionisti è misurato come numero di “teste” e il “tempo pieno equivalente” (o Full Time Equivalent – FTE) per ogni professionista è stimato uguale a 1, sia per gli uomini che per le donne.

Per quanto riguarda la domanda, i dati presenti nei file Excel sono relativi a previsioni annuali della popolazione residente con distinzione per genere fino al 2040.

La descrizione della domanda attuale, così come la sua proiezione futura, è definita attraverso l’indicatore “numero di professionisti per 1000 abitanti”, ossia dal rapporto tra professionisti necessari a soddisfare la domanda e la popolazione stimata per ogni anno.

La proiezione dello stock fino al 2040

I dati sui professionisti attivi sono proiettati negli anni fino al 2040 in tre passaggi.

  1. Invecchiamento dello stock. Lo stock al 31/12/2014, per ogni età anagrafica, viene proiettato per ogni anno futuro, dal 2015 al 2040, nell’età anagrafica successiva, fino alla soglia dei 74 anni.
  2. Sopravvivenza dello stock. Lo stock proiettato in precedenza dal 2015 al 2040 viene diminuito, per ogni anno e per ogni età, applicando le probabilità di sopravvivenza associata alla singola età (probabilità come da fonte ISTAT e relative all’anno 2013).
  3. Pensionamento dello stock. Il precedente stock proiettato dal 2015 al 2040 viene diminuito rispetto ai pensionamenti stimati secondo ipotesi di pensionamento.

Attraverso una serie di elaborazioni dei dati, di assunti e di ipotesi, abbiamo ipotizzato delle proiezioni 2015 – 2040 dello stock esistente al 31/12/2014 simulando uno “Scenario gruppo chiuso con domanda”. In tale simulazione non vengono ancora contemplati i flussi in entrata di nuovi professionisti e, pertanto, parliamo di scenario “a gruppo chiuso”. I risultati di tale esercizio evidenziano in particolare la differenza negli anni tra la domanda presunta e lo stock “in riduzione”. E’ importante evidenziare come, negli anni in cui la domanda è superiore allo stock stimato (offerta), l’anno successivo vengano attivati i professionisti “attivabili” fino a coprire il fabbisogno stimato.

E’ evidente, pertanto, come il valore puntuale della domanda sia elemento  determinante nella definizione delle stime.

I flussi in ingresso e la stima dello stock fino al 2040

Il modello sviluppato è un modello cosiddetto “stock and flows” e, accanto ai flussi in uscita già considerati nello scenario a gruppo chiuso, nella stima dello stock dal 2015 al 2040 sono completati anche i flussi di ingresso di nuovi professionisti. Il modello teorico considerato e sopra rappresentato, prevede che i flussi di ingresso possano provenire dalla formazione o dalla immigrazione. Le ipotesi relative ai flussi migratori saranno inserite nel modello nazionale. Il modello proposto prevede la formulazione delle ipotesi sui flussi di ingresso da formazione necessari a soddisfare la domanda, tenuto conto dello stock esistente e dei professionisti già formati e non ancora attivi.

La stima del flusso di nuovi professionisti provenienti dai percorsi formativi universitari dal 2015 al 2040, è definibile secondo una doppia logica.

  1. Le stime dal 2015 fino al 2025 (2027 per i farmacisti, 2028 per i medici e gli odontoiatri) sono in tutto o in parte determinate dagli ingressi ai corsi di laurea degli anni precedenti all’anno accademico 2016/2017, prescindono dal luogo in cui lo studente si è iscritto o laureato (il modello non prende in considerazione la mobilità interregionale dei professionisti né tanto meno degli studenti) e sono calcolate partendo dai posti resisi disponibili nei diversi anni precedenti il 2015 a livello nazionale (utilizzati come proxy degli immatricolati).
  2. Le stime dal 2019 (per infermieri e ostetriche), dal 2021 (per i farmacisti), dal 2022 (per i medici e gli odontoiatri), sono invece influenzate anche o del tutto dalle ipotesi sul numero di “aspiranti nuovi professionisti” che si iscriveranno a partire dall’anno accademico 2016/2017 e che costituiranno i flussi di nuovi professionisti negli anni successivi. Il numero di “aspiranti nuovi professionisti” è tradotto in “percentuale variazione annuale delle immatricolazioni” e ogni fruitore del modello potrà definire i suoi valori di riferimento. Tali valori, ricordiamo, non devono dipendere dalla capacità formativa di eventuali atenei territorialmente limitrofi, ma dovranno essere definiti sulla base della propria domanda, tenendo conto dello stock esistente e dei professionisti già formati.

La stima dei laureati per ogni anno è in funzione del numero di iscritti nei precedenti anni di immatricolazione.

I flussi di nuovi professionisti così stimati sono aggiunti per ogni anno dal 2015 al 2040 allo stock esistente al 31/12/2014. Il “nuovo stock”, con la stessa logica riassunta nello scenario a gruppo chiuso, è proiettato negli anni fino al 2040 ed è ridotto applicando i tassi di mortalità e le ipotesi di pensionamento.

I risultati delle proiezioni del “nuovo stock” sono riassunti nello “Scenario gruppo aperto con domanda”. In tale simulazione la domanda stimata viene confrontata, negli anni dal 2015 al 2040, con i dati relativi al “nuovo stock” (integrato quindi con le ipotesi dei flussi in entrata dei nuovi professionisti). Anche in questo scenario, come nel precedente, i risultati evidenziano la differenza negli anni tra la domanda presunta e lo stock stimato alla luce delle ipotesi di ingressi di nuovi professionisti. A differenza del precedente scenario, i professionisti “attivabili” ogni anno sono dati dalla somma del numero dei professionisti disoccupati all’anno precedente con il numero di nuovi professionisti in ingresso dalla formazione (neo-laureati) di quell’anno. I neo-laureati che non vengono assorbiti dal mercato del lavoro nell’anno, confluiscono nel contingente dei disoccupati dell’anno successivo. Come per lo scenario precedente, il ragionamento è imperniato intorno al livello atteso di domanda.

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Urgenti R., Programmazione del fabbisogno di medici. Il progetto europeo per un nuovo modello, Medicina e Chirurgia, 69: 3118-3121, 2016. DOI: 10.4487/medchir2016-69-1

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