Presentazionen.67, 2015, pp.3009

Autori: Andrea Lenzi
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La Conferenza dei Presidenti dei CLM in Medicina e Chirurgia è nata nella metà degli anni 80, in un momento di pieno fermento di idee e di proposte per rinnovare la formazione del medico, adeguandola alle nuove richieste di una società in evoluzione e alla necessità di formare un medico in grado di esercitare liberamente negli altri paesi europei.

Occorreva soprattutto produrre un medico capace di rispondere alle richieste delle persone assistite, divenute consapevoli dei propri diritti, quelli dell’ascolto, dell’informazione e dell’autodeterminazione; cambiava in realtà il rapporto medico/paziente che, da una situazione di paternalismo, si trasformava in un rapporto più umano ed anche più efficace di condivisione delle scelte e quindi di collaborazione.

Sono stati inoltre anni in cui cadevano molti orpelli della vecchia università, gli istituti mono-cattedra (e mono-potere) si trasformavano in dipartimenti, il tempo destinato alle tradizionali lezioni ex cathedra veniva ridotto e sostituito dal lavoro sul campo, il laboratorio, il letto del malato, il territorio; l’insegnamento diveniva apprendimento, con lo studente e non il docente collocato al centro del progetto formativo, ed il docente non era più tale per grazia divina e sine die, ma doveva ogni anno ricevere dal Consiglio di Facoltà il proprio compito didattico nell’ambito del settore scientifico-disciplinare di appartenenza; gli insegnamenti non erano più individuali, ma confluivano in Corsi integrati, che dovevano possedere comunità di obbiettivi, programmi, modalità di verifica. Si sviluppava anno dopo anno la cultura della valutazione, non più autoreferenzialità ma giudizio obbiettivo delle attività didattica e di ricerca svolte dal docente.

La nostra Conferenza nacque quindi in questo clima di tensione innovativa ed un anno prima della pubblicazione del nuovo ordinamento emanato dal ministero (1986), giusto in tempo per recepirlo ed applicarlo.

Ci si trovò quindi a vivere ed a gestire il cambiamento per cui ci fornimmo degli strumenti necessari, tra questi i Gruppi di lavoro, che dovevano analizzare ognuno un tema specifico del quale identificare obbiettivi, compiere un’analisi accurata e proporre soluzioni applicative; l’Osservatorio permanente sulla formazione che raccoglieva da ogni corso di laurea i dati relativi al proprio percorso formativo; una prestigiosa rivista, oggi giunta al ventottesimo anno di puntuale pubblicazione, ed il sito web che ha ampliato notevolmente il numero dei lettori.

La Conferenza ha curato la realizzazione di percorsi formativi aderenti all’ordinamento e allo spirito europeo, realizzando una vera rivoluzione rispetto al passato: i semestri hanno sostituito l’anno accademico, si sono introdotti i crediti che indicano il tempo necessario allo studente per apprendere un obbiettivo definito, si è costruito il core curriculum, cioè l’insieme dei saperi minimi necessari da acquisire e si sono attuate nuove forme didattiche, quali l’attività didattica elettiva scelta dallo studente per personalizzare il proprio percorso, l’attività formativa professionalizzante, sul campo, ospedale e territorio, la didattica multi-professionale, con la quale si mettono insieme studenti di diversi corsi di laurea della Facoltà per formarli alla collaborazione, la didattica a distanza, che può felicemente integrare quella tradizionale; si si sono attivate nuove discipline richieste dalla evoluzione delle conoscenze e si è dato largo spazio alle scienze umane rispondendo alla diffusa esigenza di umanizzazione; si è stabilito un nuovo esame di stato, preceduto da un tirocinio svolto, per la prima volta, presso gli ambulatori dei medici di medicina generale.

Si sono realizzati alcuni importanti progetti strategici, portati avanti per più anni e che hanno caratterizzato il cammino della Conferenza; tra questi, la preparazione del core curriculum, programma nazionale di riferimento con l’indicazione dei saperi essenziali; il progress test, la più moderna forma di valutazione longitudinale delle conoscenze – quante permangono e quanto sono servite alla crescita dello studente -; le site visit, modello efficace di autovalutazione e di valutazione tra pari, realizzata da commissioni di presidenti che visitavano le sedi di altri presidenti; l’innovazione pedagogica, un insieme di momenti formativi con cui la Conferenza si è presa cura di formare i propri presidenti; tantissime altre realizzazioni che chi è interessato potrà trovare nelle pagine che seguono.

Tanto lavoro è stato compiuto e molte cose sono state cambiate.

Allora, Portonovo 2015 è una stazione d’arrivo? No di certo, è la sede ed il momento per ripartire per altre ricerche, per altre sperimentazioni didattiche.

Con nuove idee, nuove energie, la stessa fede.

Per tutte le opere compiute, sento il piacere di salutare e ringraziare quanti le hanno realizzate, iniziando dai cinque presidenti – Claudio Marcello Caldarera, Luigi Frati, Luciano Vettore, Guido Coggi, Giovanni Danieli – che mi hanno preceduto nella guida di questo straordinario coacervo di personalità che è la Conferenza; i Presidenti dei Corsi di Laurea che si sono succeduti nei nostri trent’anni, senza dei quali questa vicenda non sarebbe mai stata scritta; i Curatori del fascicolo, che sono stati abili a raccontarci la nostra storia.

Da qui parte il nostro futuro.

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