Presentazionen.68, 2015, pp. 3077-3078

Autori: Andrea Lenzi
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Schermata 2016-01-15 alle 10.19.04La storia della Conferenza, le tappe fondamentali del suo cammino, gli uomini che l’hanno creata e che ne hanno fatto parte, le attività svolte ed i documenti prodotti sono stati ricordati nel primo dei due numeri di Medicina e Chirurgia, dedicati ai suoi primi trent’anni.

In questo numero vengono presentati i principali risultati raggiunti dalla Conferenza nella sua opera di coordinamento, innovazione didattica, sperimentazione, soffermandosi in particolare su quattro progetti strategici portati avanti per più anni e tuttora in svolgimento, il core curriculum, il progress test, le site visit, la formazione pedagogica continua.

La preparazione del core curriculum e dei suoi periodici aggiornamenti è stata una delle principali preoccupazioni della Conferenza. Il processo è iniziato con Cesare Scandellari che negli anni ’90 e ’92 presentò il Programma Nazionale di riferimento, non un vero core curriculum, ma una griglia fornita a tutti i corsi di laurea perché su di essa costruissero il proprio core. Dieci anni dopo, nel 2002, fu invece preparato il primo core curriculum, perfezionato poi nel 2005, con l’elencazione, divise per ambiti culturali integrati, delle unità didattiche essenziali, cioè dei saperi irrinunziabili che gli studenti dovevano apprendere nel loro corso di studi. Fu determinante in quegli anni l’apporto di Luciano Vettore che, insieme ad Aldo Tomasi ed Antonio Gaddi, e poi anche di Giancarlo Torre ed Eugenio Gaudio, e con la collaborazione di tutti i presidenti di corsi di laurea, fornì un modello a cui tutti i corsi di laurea poterono fare riferimento. Ora è in atto un’opera di revisione che tende a trasformare l’attuale core di conoscenze in un core di competenze. Preliminare a questa riedizione è il lavoro recente di un gruppo coordinato da Calogero Caruso, che ha aggiornato il core curriculum integrando le precedenti con quelle nuove unità rese necessarie dalla evoluzione delle conoscenze in questi ultimi dieci anni e dalle nuove esigenze di salute.

Un giorno, in Conferenza, Paola Binetti tenne una bella lettura sul Progress Test, all’epoca sconosciuto nel nostro Paese ma largamente sperimentato negli Stati Uniti. L’argomento interessò Alfred Tenore che pochi mesi dopo portò in conferenza un modello di Progress Test applicabile nei nostri corsi di laurea; subito approvato, il test esordì nel 2006 e da allora si è ripetuto puntualmente ogni anno sino all’ultima edizione del 19 novembre scorso. Oggi questa esperienza è oramai consolidata e può addirittura proporsi come modello ad altri corsi di laurea. Infatti, il Progress Test ha più finalità, tutte pedagogicamente rilevanti: consente ai docenti di monitorare l’efficacia del loro insegnamento e agli studenti di misurare il loro grado di apprendimento, man mano che crescono le loro conoscenze, ma anche maturano le loro competenze in un’ottica professionalizzante; questo perché nel tempo sono aumentate le domande del test che valutano le capacità nella soluzione di problemi e che dovranno sempre più rispecchiare i contenuti del core curriculum orientati alle competenze professionali.

Per tutte queste ragioni proprio dall’archivio delle domande preparate per il Progress Test si potrebbero in futuro estrarre i quiz da utilizzare nella nuova versione dell’esame che certificherà l’abilitazione alla professione di medico chirurgo.

Il progetto On Site Visit della CPPCLMMC, insieme al Progress Test, rappresenta la testimonianza dell’impegno della Conferenza, e di tutti i corsi di laurea magistrale di medicina e chirurgia italiani, nella ricerca di sistemi di autovalutazione sempre più obiettivi e affidabili sulla qualità nella formazione della figura del medico. Il progetto si è fino ad ora sviluppato in due diversi cicli. Il primo ciclo di On Site Visit, articolato in tre diversi esercizi (2005-2006, 2008-2009, 2010-2011), ha proposto e realizzato un metodo, sempre di volta in volta più affinato, per costruire un vero e proprio sistema di accreditamento proteso al continuo miglioramento dell’attività dei corsi tramite la progressiva eliminazione delle criticità e la condivisione delle eccellenze riscontrate e divulgate. Tale esperienza, nel suo complesso ha consentito, in base alle simulazioni effettuate, di stilare i requisiti minimi per un possibile accreditamento e ha impegnato tutti i corsi di laurea a lavorare per il loro raggiungimento e mantenimento in modo “sostenibile”. Attualmente si è appena concluso il primo esercizio del II ciclo (2013-2014) in cui per la prima volta ci si è confrontati con i requisiti condivisi ai fini di un primo accreditamento dei corsi interno alla Conferenza; dai risultati sembra proprio che le ambizioni del progetto possano essere considerate soddisfatte.

In questo fascicolo celebrativo, Pietro Gallo, a nome del Gruppo di Lavoro Innovazione Pedagogica, illustra una delle strategie fondanti, uno degli obiettivi prioritari e permanenti della Conferenza: le attività di formazione pedagogica continua per i Presidenti di Corso di Laurea Magistrale in Medicina.

La strategia di formare i formatori si realizza, in primo luogo, tramite la sistematica organizzazione di eventi pedagogici in tutti gli incontri della Conferenza. Nelle riunioni di un giorno vengono tenute brevi conferenze, mentre negli incontri di due giorni si tengono laboratori didattici con un duplice formato: quello dell’atelier, nel quale fungono da animatori dei lavori di gruppo degli esperti di pedagogia medica; e quello del forum, dove i laboratori sono condotti da Presidenti di CLM che mettono in comune la loro concreta esperienza.

Ma la Conferenza mira ad esportare la sua formazione pedagogica nelle singole Sedi, promovendo la costituzione di Commissioni Medical Education che: a) formino gli operatori (i docenti del CLM); b) formino i formatori (gli organizzatori della didattica); c) animino un miglioramento continuo della didattica che sia pedagogicamente fondato; e d) promuovano la valutazione e valorizzazione della competenza didattica dei docenti, e lo sviluppo di attività di ricerca scientifica in Pedagogia Medica.

I progetti strategici non si limitano a quelli citati, perché in realtà ne comprendono altri.

La valutazione, ad esempio, è stata studiata non solo come verifica dell’apprendimento degli studenti o di valutazione “tra pari” dei nostri corsi di laurea, ma anche in altre forme; cito tra tutte la preparazione del Manuale-Questionario di accreditamento tra pari, frutto dell’opera intelligente e protratta nel tempo di Massimo Casacchia.

Altrettanto doveroso è citare altri settori di sviluppo delle attività della Conferenza: l’impegno di Giuseppe Familiari nella ricerca sulle prove di accesso agli studi medici, che potrà concretizzarsi nelle iniziative di orientamento alle scelte universitarie degli studenti mentre ancora frequentano le scuole superiori e in modalità più efficaci di svolgimento delle prove di selezione; le ricerche di Riccardo Zucchi sui modelli europei di insegnamento della medicina e quelle sul Progress Test di Stefania Basili che ne cura brillantemente la realizzazione; infine, l’opera di un Autore che non compare in queste pagine, ma scrive più volte e più di tutti, compilando esaurienti verbali che ripercorrono la storia della Conferenza. Mi riferisco ad Amos Casti, che ringrazio nell’occasione anche perché il suo lavoro prezioso si svolge lontano dalle luci della ribalta.

Il fascicolo continua con la presentazione da parte del Presidente Prof.ssa Luisa Saiani della intensa e proficua attività realizzata negli ultimi diciotto anni dalla Conferenza Permanente delle Classi di Laurea delle Professioni sanitarie. Il fascicolo si chiude con la consueta rubrica dedicata ai Libri che hanno fatto la storia della medicina. In quest’occasione Fiorenzo Conti presenta un saggio magistrale su Claude Bernard e la sua fondamentale opera L’Introduction à l’étude de la médecine expérimentale, la summa della visione bernardiana della Fisiologia e della Medicina, che ha plasmato e informato tutto il successivo sviluppo delle Scienze della Vita e della Medicina.

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