On site visit 2004-2014. Risultati del primo esercizio del secondo ciclon.68, 2015, pp. 3094-3104, DOI: 10.4487/medchir2015-68-4

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Abstract

The first repetition of the second course of the Site-Visit Project by CPPCLMC is completed. It appeared to be more agile and standardized than before and it leaded to the first internal provisional validation of all Italian CLMMCs, within the CPPCLMC, on the basis of the requirements commonly accepted. Comparison and integration with the Site-Visit Project by ANVUR is needed as far as official acceptance by MIUR in terms, also, of its recognition as possible instrument of teaching activity evaluation.

Articolo

Introduzione

Il progetto On Site Visit della CPPCLMMC, insieme al Progress Test, rappresenta la testimonianza dell’impegno della Conferenza, e di tutti i corsi di laurea magistrale di medicina e chirurgia italiani, nella ricerca di sistemi di autovalutazione sempre più obiettivi e affidabili sulla qualità nella formazione della figura del medico. Quelli che vengono sinteticamente riportati nel presente articolo sono i risultati del I esercizio del II ciclo (2013-2014). Il precedente ciclo di On Site Visit, che si è svolto in tre diversi esercizi, ha proposto, realizzato e affinato un metodo per costruire un vero e proprio sistema di accreditamento tra pari basato sul rispetto di requisiti minimi realmente raggiungibili, ai fini di un continuo miglioramento dell’attività dei corsi tramite la progressiva eliminazione delle criticità e la condivisione delle eccellenze riscontrate e divulgate. L’attuale esercizio ha rappresentato un primo tentativo reale di accreditamento effettivamente basato su requisiti minimi condivisi, stilati anche sulla scorta delle simulazioni effettuate sui risultati del precedente ciclo, e ha impegnato tutti i corsi di laurea a lavorare per il loro raggiungimento e mantenimento in modo “sostenibile”.

Metodologia

Il primo esercizio del secondo ciclo ha previsto quattro fasi:

– una fase propedeutica in cui è stato comunicato ad ogni Presidente di CCLMMC il risultato della simulazione effettuata per il proprio corso concepita come confronto tra i risultati dell’ultimo esercizio effettuato e i requisiti minimi condivisi dalla Conferenza e riportati in Tabella 1.Schermata 2016-01-15 alle 15.37.51

– una prima fase in cui è stato compilato on line, da ogni Corso di Laurea, un questionario di autovalutazione, attualmente volto ad accertare soprattutto i requisiti condivisi, che è stato reso disponibile in tempo reale alla commissione di coordinamento centrale e da questa messo a disposizione delle commissioni visitatrici;

– una seconda fase in cui le commissioni, costituite q
uesta volta da un minimo di due componenti (due Presidenti di CLMMC in carica di
cui uno con funzioni di coordinamento, appartenente alla commissione centrale o alla task-force e con possibilità di invitare un Past-President) hanno effettuato le visite presso le sedi dei Corsi di Laurea; in questo esercizio, accanto alla check-list già utilizzata in passato che prevede i passi fondamentali da effettuare durante la visita stessa, è stata predisposta anche una check-list per la verifica dei requisiti minimi e un modello per la stesura delle relazioni in modo da garantirne la comparabilità;

una terza fase in cui le commissioni hanno compilato e trasmesso alla commissione centrale le relazioni conclusive su quanto riscontrato; anche per questa fase, come in passato, è stata prevista una check-list con le stesse finalità di quella stilata per la fase II.

Nel complesso i Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia censiti tramite il questionario sono stati 49 e corrispondono a quelli attesi, che in realtà non sono perfettamente corrispondenti a quelli censiti nel precedente esercizio; infatti mentre in una sede è stato deciso di accorpare i 3 C.d.L. presenti, in un’altra il processo di separazione in 3 corsi di laurea differenti dell’unico corso originario è stato ultimato.

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Nel complesso, dal punto di vista metodologico, possono essere tratte due considerazioni principali:

L’aderenza delle visite alla check-list approvata dalla CPPCLMMC è stata ottimale, e comunque molto migliore del precedente esercizio (vedi Fig. 1) sebbene la percentuale di sopralluoghi nelle strutture assistenziali non sia ancora del tutto soddisfacente

L’utilizzazione di un check-list da compilare e restituire insieme alla relazione ha consentito di superare le criticità legate alle differenti modalità di “resa” delle relazioni, stante l’eterogeneità degli stili e, verosimilmente, ha fornito uno stimolo importante per commissari e visitati nell’organizzazione della visita

Risultati

I questionari

L’accreditamento e la qualità

Come nei precedenti esercizi anche in questo è risultato che la totalità dei corsi di laurea possiede documenti pubblici in cui sono indicati la mission e gli obiettivi formativi del CLM che, in oltre i 2/3 dei casi, sono diffusi e condivisi moltissimo.

Oltre il 95% dei CLM ha elaborato una strategia per assicurare la qualità dell’offerta formativa e nelle relative dichiarazioni di intenti appare in aumento, rispetto al passato, la considerazione degli aspetti, organizzativi, comportamentali e di relazione. Anche il dato relativo alla reale operatività delle dichiarazioni sulla qualità appare in netto miglioramento confermando il trend in crescita riscontrato negli ultimi esercizi (Fig. 2).

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È evidente che il bisogno di organizzare un sistema di controllo di qualità ai fini anche di un processo di accreditamento, già precedentemente censito, sembra avere ormai compiuto un importante viraggio verso l’operatività. Anche gli indirizzi appaiono maturati nel senso di una maggiore attenzione agli aspetti organizzativi, comportamentali e di relazione (e in questo senso ci piace credere che ci sia stato un effetto positivo del lavoro della Conferenza) oltre che a quelli strutturali e visibili. Resta da capire quanto questo sia dovuto realmente alla consapevolezza dell’importanza della presenza di un sistema qualità efficiente più che ad una necessità di adempimento formale (ANVUR – AVA). Certo l’occasione è ghiotta per cercare di colmare il divario tra adempimento formale e adeguamento sostanziale e intraprendere un virtuoso cammino di miglioramento continuo della qualità dell’offerta formativa dei corsi.

L’organizzazione

La situazione organizzativa attuale dei Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia italiani è riassunta nella Tabella 2 dove è riportata la percentuale di presenza nei vari corsi delle principali strutture e figure organizzative e/o di elaborazione pedagogica. Le commissioni tecnico-pedagogiche sono la struttura portante praticamente in tutte sedi sebbene ancora in 1/3 dei casi non sia stato previsto un regolamento scritto. Rare sono ancora le Commissioni di Medical Education presenti solo in ¼ dei corsi, peraltro la specificità delle stesse e la difficoltà della loro diffusione deve cominciare a far pensare alla possibilità di sperimentare strutture intercorsi/interfacoltà. Migliorato è il dato relativo ai coordinatori di semestre rispetto al passato nel senso che circa più dei 2/3 delle sedi se n’è ormai dotato. Di interesse appare anche l’aumento delle sedi che hanno a disposizione un supporto di personale amministrativo dedicato a tempo pieno alle attività del CLM che sono quasi il 90%.

Presenza di strutture/figure organizzative e/o di dibattito/elaborazione pedagogica
Struttura/figura percentuale Tot/risposte
Consiglio di Corsodi Laurea 94% 46/49
Commissionetecnico-pedagogicao Commissione didattica 96% 47/49
Commissione MedicalEducation 23% 11/48
Coordinatore di Semestre 71% 35/49
Coordinatore CorsoIntegrato 98% 48/49

Tab. 2

In sostanza l’organizzazione dei C.d.L. italiani non risulta ancora omogenea (anche perché basata sulle contingenze locali) e il rischio, almeno apparente, di cadere nella manutenzione più che gestire in modo innovativo, è ancora presente. Va sottolineato comunque un “miglioramento” rispetto al precedente esercizio sia per quel che riguarda il completamento dei sistemi di coordinamento, sia per la dotazione di personale amministrativo che deve proseguire fino al raggiungimento di uno standard minimo che permetta un’agevole funzionalità dei corsi.

Le risorse umane

Il numero medio dei docenti di ruolo per corso di laurea è in evidente contrazione passando dai 201 dello scorso esercizio ai 162 dell’attuale con una perdita secca di quasi 40 unità per corso, mentre quello dei docenti a contratto è rimasto sostanzialmente invariato (17vs18); questi ultimi sono attualmente di circa cinque anni più giovani rispetto ai primi che risultano avere ancora un’età media oltre i 50 anni sebbene in diminuzione rispetto al precedente esercizio (Tab. 3).

Corpo docente:
Opzioni di risposta Media tot Risposte
Numero di docenti di ruolo che svolgono attività didattiche nel CLM 162 7303 45
Numero di docenti a contratto che svolgono attività didattiche nel CLM 18 815 45
Età media dei docenti di ruolo nel CLM 51 35
Età media dei docenti a contratto nel CLM 45 3

Tab. 3

Il dato relativo alla carenza di docenti in specifici SSD resta costante con circa il 75% delle sedi che si trova in questa situazione e questo appare sostanzialmente dovuto all’impossibilità sia di ottenere forze nuove, sia di fare eccessivo ricorso alle docenze a contratto. Migliorata appare la situazione relativa alla valutazione dei curricula per gli affidamenti didattici che finalmente, in almeno ¾ delle sedi, è effettuata direttamente dal CCL.

In sintesi, continua la flessione del corpo docente (il cui apparente ringiovanimento al momento è fittizio in quanto determinato dalla fuoriuscita degli “anziani” più che dall’entrata di “forze nuove”), mentre stabile è la situazione delle docenze a contratto con il conseguente persistere della carenza, nel 25% circa delle sedi, di qualche SSD. Esiste, in altre parole, un reale problema di assottigliamento delle risorse umane mentre migliora l’appropriatezza della loro selezione.

Le risorse strutturali e i servizi

Le risorse strutturali appaiono in genere quantitativamente e qualitativamente adeguate con l’eccezione di alcune criticità per le aule che mal sopportano l’aumento di iscrizione dovuto al flusso dei cosiddetti ricorsisti sebbene in genere la dotazione appaia congrua (Fig. 3)

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L’offerta bibliotecaria appare in ulteriore miglioramento oltre che ormai quasi completamente informatizzata. Si conferma il dato per il quale nel 95% dei casi sono presenti spazi dedicati esclusivamente agli studenti e nella stessa percentuale sono presenti laboratori informatici. Purtroppo si conferma ancora il dato negativo relativo alla dotazione di spogliatoi per gli studenti dal III al VI anno, solitamente maggiormente coinvolti nelle attività professionalizzanti, che sono presenti in meno delle metà delle sedi (Fig. 4).

L’informatizzazione dei servizi appare ormai pressoché completata e buona permane l’offerta dei servizi per il diritto allo studio. (Fig. 5)

Per quel che concerne l’accessibilità alle strutture assistenziali, oltre l’85% delle sedi ha un rapporto posti letto/studenti immatricolati pari o superiore a 3. Nel 100% dei casi sono presenti più strutture diagnostiche dichiarate fruibili ai fini didattici e, nel 98%, esiste un Dipartimento Emergenza Accettazione a diretta gestione da pare di Unità Operative Complesse a direzione universitaria o in convenzione.

In definitiva si conferma la presenza di risorse strutturali generalmente adeguate, anche se, a fronte di un diffuso miglioramento qualitativo delle stesse in più sedi riscontrato, esiste ancora un problema della non costante presenza di una politica realmente guidata dalla didattica dell’utilizzo/rinnovamento delle stesse.

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La didattica

L’intervento nella metodologia didattica segna il passo, almeno in termini di risultati, come è evidente dal prevalere ancora della risposta abbastanza ai quesiti sulla integrazione tra gli insegnamenti. L’applicazione del Core Curriculum Nazionale, dichiarata in circa il 90% delle sedi, andrebbe verificata in termini di riscontro sui programmi pubblicati, stante il dato del non frequente utilizzo delle UDC e delle UDE. È confermata la presenza di crediti relativi alle discipline gestionali/di medicina di prossimità/di scienze umane in tutti i CDL mentre le ADP restano in grandissima parte svolte presso i plessi assistenziali malgrado sia ormai diffuso l’utilizzo dei laboratori di simulazione presenti in embrione in almeno i ¾ dei CDL (Fig. 6)

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Lo sforzo propositivo di innovazione didattica si scontra ancora con un difficile governo dell’attività didattica svolta dai singoli docenti. La variazione più significativa rispetto le precedenti esperienze appare l’incremento evidente dell’utilizzo della simulazione per la didattica professionalizzante.

L’internazionalizzazione

Alta resta la percentuale delle sedi (oltre il 95%) in cui è favorita l’internazionalizzazione degli studenti con un aumento delle situazioni in cui ciò è fatto molto o moltissimo e sempre alta è la prevalenza dei Progetti Erasmus/Socrates e/o SISM, sebbene comincino ad essere favoriti anche progetti gestiti direttamente dalle sedi tramite rapporti diretti di collaborazione (Fig. 7). In pressoché tutte le sedi sono registrati gli studenti in uscita e in entrata.

La coscienza dell’importanza del raggiungere un livello sovranazionale della formazione e del sapere è sempre più diffusa. I progetti Erasmus/Socrates e SISM costituiscono i progetti leader, ma cominciano a comparire altre realtà gestite direttamente dalle sedi che, in oltre l’80% dei casi, registrano gli studenti in entrata e in uscita dimostrando un incremento della mobilità, in ambedue le direzioni, rispetto l’ultimo esercizio.

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Il controllo e la valutazione degli studenti

È confermato il dato secondo il quale in tutti CLM è controllata efficacemente, sebbene con metodologia diversa, la presenza degli studenti alle differenti attività didattiche e, generalmente, il limite di tolleranza delle assenze è del 30% per tutte le attività obbligatorie e dello 0% per quelle elettive. Immutata appare la metodologia della valutazione dell’apprendimento che rimane prevalentemente effettuata tramite l’esame orale (nel 60% dei casi), prove scritte, integrate o no con le prove orali, in circa il 30% dei casi e prove pratiche per la verifica delle abilità acquisite in circa il 10%. Sempre molto incentivata è la valutazione espressa da più esaminatori appartenenti a diversi SSD presenti nel medesimo corso integrato.

Pressoché la totalità dei corsi ha ormai sperimentato il progress test (Fig. 8) che è spesso utilizzato come misura della capacità di apprendimento e della qualità dell’insegnamento.

La necessità di pervenire a modalità omogenee e obbiettive di verifica delle presenze degli studenti alle attività didattiche è sempre più stringente per quanto le attuali metodologie in uso siano già sufficientemente efficaci. Prevalgono ancora le valutazioni effettuate tramite il solo esame orale, ma la composizione multidisciplinare è molto incentivata. Il Progress Test è ormai ubiquitario e comincia ad essere utilizzato come strumento obbiettivo di misurazione sia dell’apprendimento, sia, indirettamente, dell’insegnamento.

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Il controllo e la valutazione dei corsi e dei docenti

La valutazione e il controllo dei corsi e dei docenti è effettuata ovunque, principalmente tramite la somministrazione semestrale agli studenti dei questionari di valutazione. In crescita le esperienze di valutazione tra pari (docenti vs docenti) ormai presenti in quasi ¼ delle sedi. Le sedi privilegiate di discussione dei risultati appaiono il CCL e la CTP denunciando un aumento dell’esigenza di discussione collegiale a fronte di una comunque sempre ben rappresentata abitudine alla discussione diretta tra docenti e Presidente di C.d.L.; ancora scarso appare il coinvolgimento, in questa fase così delicata e importante, delle figure di coordinamento, CS e CCI (circa 1/3/dei casi). I risultati sono utilizzati maggiormente per intervenire sull’organizzazione didattica e per migliorare la dotazione di attrezzature, mentre permane il disagio dovuto alla mancanza della possibilità di utilizzare mezzi di incentivazione/disincentivazione per il miglioramento della qualità. Il Progress Test è sempre più utilizzato come strumento di valutazione dei corsi (Fig. 9).

L’esigenza sempre più sentita di un metodo di valutazione non formale, ma realmente utile e possibilmente informativo, sta portando a una maggiore diffusione di sistemi di discussione collegiale dei risultati dai classici questionari di valutazione degli studenti ai nuovi strumenti, costituiti principalmente da percorsi di valutazione tra pari e dal Progress Test. Quest’ultimo risulta essere lo strumento di valutazione più utilizzato nella valutazione dei corsi dopo il questionario semestrale del NVA. Permane la necessità di individuare meccanismi di incentivazione/disincentivazione per applicare in modo efficace i risultati delle valutazioni, comunque ottenute, ad un reale processo di miglioramento continuo della qualità.

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La Medicina Generale

Stabile è la situazione del rapporto con la Medicina Generale del territorio che è presente in tutti CLM italiani con una media di 3 crediti dedicati, prevalentemente concentrati negli ultimi anni di corso, i cui contenuti di apprendimento sono ancora al momento valutati in modo non completamente standardizzato (giudizio più o meno strutturato del tutor e frequenza). In crescita la presenza di comitati costituiti con rappresentanze esterne ai CDL attualmente presenti in circa la metà delle sedi.

Oramai consolidato è il rapporto con la Medicina Generale che comincia ad essere meglio strutturato. L’ulteriore organizzazione/strutturazione dovrebbe fungere da volano per un rapporto più complessivo con le esperienze di medicina di prossimità.

I risultati

Circa il 55% degli studenti dei CLM italiani si laurea in corso e l’80% lo fa entro il I anno fuori corso. Attualmente in media la percentuale degli iscritti come ripetenti o fuori corso è del 20% in netto miglioramento rispetto al 30% precedentemente registrato. Il tasso di abbandono stimato sulla base degli immatricolati nell’anno accademico 2010-2011, confrontati con gli iscritti al III anno nell’anno accademico 2012-2013, ha dato un risultato dell’1%, evidentemente falsato da fenomeni riconducibili sia al subentro in anni successivi al primo di studenti in trasferimento o che hanno sostenuto esami utili pur essendo iscritti in altri C.d.L. prima di aver superato il test di ammissione.

Sebbene questi dati vadano ulteriormente raffinati, il quadro è stabilmente buono (soprattutto in confronto agli altri CDL, e risulta in miglioramento per quel che riguarda il rapporto in corso/non in corso confermando la necessità e il possibile successo di interventi di recupero/supporto per gli studenti in difficoltà.

La percezione soggettiva e… quella oggettiva

Il 97% dei Presidenti di CLM dichiara da abbastanza a del tutto raggiunti la missione e gli obiettivi del corso con un importante superamento da parte dei molto sugli abbastanza (Fig. 10).

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Tale percezione soggettiva appare confermata dalla percezione delle commissioni che, nelle conclusioni delle loro relazioni, hanno giudicato positivamente i C.d.L. in ordine a organizzazione e sintonia con il nuovo ordinamento didattico nella grande maggioranza dei casi (rispettivamente nel 75% e nel 63%).

Abbiamo finalmente superato il famigerato “abbastanza” con il “molto” confermando la percezione soggettiva dei Presidenti di CLMMC circa una buona realizzazione della “mission”. La soggettività del dato non lo deve sminuire in quanto ampiamente confermato dalle percezioni delle commissioni visitatrici e in linea con il nostro sano ottimismo “della ragione” che ci deve spronare nella continuità dell’azione di miglioramento dell’offerta formativa dei nostri corsi.

Relazioni e check-list sui requisiti minimi

Come già rilevato in passato, è arduo sintetizzare l’enorme messe di dati, impressioni ed emozioni che scaturisce dalla lettura delle relazioni delle commissioni che hanno effettuato le site-visit: l’atto della visita, andando oltre l’istituzionale funzione di verifica e di correzione di quanto riportato nei questionari, rappresenta infatti un formidabile momento di confronto e di crescita culturale, organizzativa e umana, sia per coloro che hanno effettuato la visita, sia per coloro che l’hanno ricevuta. Il fatto di aver adottato nel presente esercizio un modello condiviso di relazione, ha permesso un più facile confronto delle esperienze che si tenterà di rendere cercando anche di sottolineare il valore aggiunto, costituito principalmente dall’interpretazione della visita quale occasione di compartecipare la missione didattica per il miglioramento continuo della formazione del medico. L’introduzione dei requisiti minimi di accreditamento, e della conseguente check-list per il loro rilevamento, ha permesso da un lato di valutare il raggiungimento o meno del livello di accreditamento, che in questa fase è stato immaginato come corrispondente alla certificazione della presenza di almeno l’80% dei requisiti minimi, e dall’altra, grazie alle simulazioni elaborate sui dati del presente esercizio, di misurare il miglioramento reale dei singoli C.d.L.

Le informazioni

Nelle Figg. 11 e 12 sono riportati gli ambiti rispettivamente delle eccellenze e delle criticità, confrontati con quelli rilevati nel precedente esercizio e censiti nell’attuale esperienza nei CLM italiani.

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Per brevità ci si limiterà a considerare come alcuni effetti di apparente contraddizione rispetto al dato oggettivo siano probabilmente dovuti a fenomeni di “adattamento”. Per esempio, mentre il dato oggettivo di un Progress Test ormai diffuso ovunque ne dimostra la condivisa affermazione, la presenza dello stesso non è più percepita come eccellenza, così come il dato, anch’esso obbiettivo, della contrazione del corpo docente, evidentemente ormai considerato scontato, è meno denunciato come criticità. Un’altra considerazione utile all’interpretazione individuale dei dati è quella relativa all’ambito dell’organizzazione didattica, saldamente al primo posto sia tra le eccellenze, sia tra le criticità, situazione solo apparentemente contraddittoria.

Rimandando considerazioni più articolate al dibattito interno della Conferenza dei Presidenti di Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia e dei corsi stessi per utilizzare al massimo le informazioni raccolte e svilupparle, si propongono sinteticamente le seguenti riflessioni:

La percezione di eccellenza strutturale per la didattica in quasi il 50% delle sedi rafforza il dato positivo derivato dal questionario; ciononostante questa volta la percezione di criticità nello stesso settore supera il 30% e appare in aumento probabilmente in relazione all’aumento degli iscritti;

A fronte di un netto miglioramento del rapporto qualitativo studenti/docenti, evidentemente segnale di una aumentata consapevolezza dell’importanza della partecipazione di tutte le componenti al progetto didattico, preoccupa il permanere delle criticità più frequenti (quasi nel 50% delle sedi) nell’ambito dell’organizzazione didattica; in questo senso grande importanza riveste, in quanto ripetutamente denunciata nelle relazioni, la confusione gestionale causata dalla non chiara definizione delle competenze in tema di didattica tra i Dipartimenti e le Facoltà/Scuole/organi di raccordo che spesso paralizza le attività dei C.d.L; i Presidenti sono quindi costretti a barcamenarsi sulla esclusiva base delle capacità personali di mediazione che permettono accordi operativi non scritti (ratifiche, approvazioni formali sequenziali, ecc), pericolosamente dipendenti dalla capacità e dalla volontà personale dei singoli. Tutto ciò è di evidente fragilità anche in considerazione dell’altrettanto pericolosa dicotomia progressiva tra direzioni strategiche e direzioni amministrative a qualsiasi livello delle strutture organizzative degli atenei. La crescita di eccellenze nello stesso ambito dell’organizzazione didattica dimostra un grande fervore di idee e di soluzioni apparentemente però ancora non strutturate;

Anche l’ADP, sempre più croce (nel 49% delle sedi) e confermata delizia (nel 22% delle sedi), è ambito di grande fermento che, però, ormai necessita di un intervento coordinato e razionale in grado di realizzare linee guida precise e diffondere gli strumenti elaborati dalla Conferenza anche in ordine a quanto offerto dall’innovazione tecnologica;

Preoccupa che, nell’ambito delle criticità di tipo logistico, rimangano largamente rappresentate problematiche inerenti banali servizi per gli studenti che rivestono grande importanza per la garanzia del diritto allo studio.

Il valore aggiunto

Per quel che concerne il valore aggiunto, così come definito in precedenza, di sicuro esso resta il dato di più difficile resa perché in apparenza poco palpabile anche se estremamente reale e particolarmente entusiasmante. Esso è testimonianza della capacità, da parte di chi è direttamente e quotidianamente impegnato nell’organizzazione e nella gestione dei CLM, di perseguire soluzioni che nei fatti, a fronte di contingenze non sempre favorevoli, permettono in tutta Italia una formazione del medico omogenea e di alto livello, come il Progress Test continua a dimostrarci. Si fa di seguito riferimento a due contesti che si ritengono di particolare rilevanza:

Il “valore percepito” della visita

Come anche nei precedenti esercizi, le visite sono state ben preparate e generalmente i Presidenti di CLM e il loro collaboratori hanno utilizzato la presenza della commissione per fare divulgazione e dibattito interno ai CLM sui problemi della didattica cercando di aumentare il consenso e la condivisone della missione del corso. A misura di questo impegno vale la pena di riportare il dato relativo alle figure istituzionali, non previste dalle varie check-list, che hanno partecipato alla visita incontrando la commissione (Fig. 13).

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È evidente l’ormai rilevante peso che l’evento Site-Visit riveste non solo per la realtà propria del C.d.L., ma anche per l’ateneo nel suo complesso e per i suoi organismi gestionali oltre che, in una proporzione crescente nel tempo, per le Aziende Sanitarie di riferimento..

Il confronto con tali figure istituzionali si è spesso rilevato momento reciprocamente utile in termini sia di condivisone di intenti, sia di stimolo motivante al perseguimento di obiettivi utili al miglioramento della qualità del C.d.L. visitato.

La figura del Presidente di CLMMC – Gli eroi e i mulini a vento

Anche in questo esercizio l’analisi delle relazioni ha permesso di censire frequenti citazioni relative alla centralità della figura del Presidente di CLM, cruciale sia a livello organizzativo, sia come motore motivazionale dell’attività del Corso e come riferimento per gli studenti. Piace ripetere quanto già in passato affermato circa la figura del Presidente di CLM che si ritiene possa essere a pieno diritto assimilata a quella di un dirigente con la responsabilità di un processo che coinvolge una media di 200 unità di personale (i docenti), destinato a circa 600 utenti fissi per un periodo di 6 anni (gli studenti) e il cui prodotto (il medico) è valutato dall’intera società civile; tutto questo viene svolto senza alcun strumento di incentivazione/disincentivazione oltre che senza un reale potere di dirigenza. Questo impegno, che senza retorica può essere definito quasi eroico, spesso cozza contro le difficoltà contingenti e va mantenuto anche negli avvicendamenti fisiologici di una carica sempre meno ambita in quanto sempre più onerosa e poco tutelata. Il lavoro svolto dalla Conferenza in questo ambito è stato, ed è, cruciale sia in termini di stimolo nei confronti degli organismi istituzionali accademici e non, sia come momento formativo dei nuovi Presidenti di CLM. L’intento delle visite e dell’intero progetto è stato anche quello di assistere i Presidenti nel loro lavoro e di farli sentire parte di una comunità pronta a sostenerli tramite la condivisone delle esperienze. La sensazione è che ciò sia stato raggiunto.

L’accreditamento provvisorio

Il dato conclusivo di estrema rilevanza che resta da considerare è quello relativo al raggiungimento, o meno, da parte dei C.d.L. della percentuale dei requisiti stabilita come soglia per l’ottenimento dell’accreditamento provvisorio che, come si ricorderà, era corrispondente all’80%. La Fig. 14 mostra la situazione così come censita dalle check-list compilate dalle commissioni.

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È evidente come tutti i CLMMC italiani abbiano raggiunto la soglia stabilita e pertanto debbano essere considerati come titolari dell’accreditamento provvisorio interno alla CPPCLMMC. Tale importante risultato riveste un significato ancora più rilevante alla luce di quanto dimostrato dalla simulazione, effettuata sui medesimi parametri, relativa ai dati del precedente esercizio di Site-Visit (Fig. 15) che fotografa una situazione ben diversa con più di 1/3 delle sedi sotto il livello di accreditamento e nessuna con il 100% dei requisiti.

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In altre parole in tre anni di lavoro mirato, ed evidentemente stimolato dalla motivazione indotta anche dalla partecipazione al progetto Site-Visit, i CLMMC italiani sono stati in grado di realizzare i correttivi necessari al raggiungimento dei parametri comunemente stabiliti. L’aver colto tale obiettivo, ci piace pensare anche grazie agli strumenti messi a disposizione dalla Conferenza, dimostra che si può ingenerare quel circolo virtuoso di miglioramento continuo della qualità votato, non già alla censura e alla “punizione” di chi è in difficoltà, ma alla individuazione delle criticità per la loro soluzione e alla condivisione delle eccellenze.

Considerazioni conclusive

Il processo di trasformazione del Progetto Site-Visit in un vero sistema di accreditamento tra pari è ormai concluso. Nello specifico i requisiti minimi di accreditamento sono stati stilati e condivisi e le linee guida per il raggiungimento/mantenimento in tempi ragionevoli di tali requisiti sono stati indicati. La simulazione di accreditamento sui dati già presenti e relativi al III esercizio del I ciclo, effettuata rispetto i requisiti minimi condivisi, ha dimostrato che quasi 2/3 dei corsi sarebbe già stata potenzialmente accreditabile, ma soprattutto ha indicato ad ogni singolo corso i propri punti di debolezza. Il I esercizio del II ciclo di Site-Visit è stato concepito in modo da essere più agile e strutturato in termini di standardizzazione delle procedure e con finalità di accreditamento interno alla Conferenza; in prima applicazione l’accreditamento è stato considerato raggiunto con il soddisfacimento di almeno l’80% dei requisiti minimi. Una criticità nel prossimo futuro sarà sicuramente rappresentata dalla necessità di adeguare i requisiti strutturali alle repentine fluttuazioni del numero degli studenti, il rispetto della cui programmazione è nei fatti continuamente inficiato dall’accoglimento da parte della magistratura, dei ricorsi circa presunte irregolarità del test di accesso. Il quadro della situazione dei CLMMC italiani è definito e questo può essere di grande utilità anche in considerazione dell’avvenuto avvio delle Site-Visit dell’ANVUR con le quali è sempre più necessario un processo di reale integrazione. Un primo passo può essere rappresentato dal fornire, nell’ambito della documentazione messa a disposizione dei commissari esperti valutatori impegnati nella visita per conto dell’ANVUR, la relazione della commissione della Site-Visit della CPPCLMM. Il passo successivo su cui puntare è la legittimazione ministeriale del programma delle Site-Visit della CPPCLMMC sia in termini di ufficializzazione, sia anche ai fini del suo riconoscimento quale strumento di valutazione della didattica relativamente alle strutture coinvolte (Atenei, Facoltà, Dipartimenti).

In sintesi:

– Ce l’abbiamo fatta: lo strumento di accreditamento tra pari c’è, è abbastanza agile e funziona, ovviamente è migliorabile.

– Il salto di qualità in termini di motivazione al miglioramento sembrerebbe pienamente raggiunto, nonostante le difficoltà intrinseche del momento.

– Cominciano a essere palesi esperienze di governo vero e proprio dei C.d.L. che debbono sostituire gradualmente, ma velocemente, la semplice manutenzione.

– La totalità dei C.d.L. ha raggiunto l’accreditamento provvisorio secondo i criteri della Conferenza, ma solo una piccola parte avrebbe raggiunto quello definitivo con il 100% dei requisiti raggiunti.

– Diventa cruciale a questo punto mettere a punto ulteriori azioni che aiutino tutti i C.d.L. a raggiungere il 100% dei requisiti minimi in tempi ragionevoli e a mantenerli.

 

 Ringraziamenti

Si ringraziano i colleghi Presidenti di tutti i CLMMC, veri protagonisti di questo risultato. Un particolare ringraziamento va ai componenti della commissione centrale, Francesco Romanelli e Riccardo Zucchi, e alla task-force costituita da Raffaele De Caro, Luigi Demelia, Pietro Gallo e Bruno Moncharmont senza i quali il compimento di questo esercizio non sarebbe stato possibile.

Si ringraziano infine la dottoressa Carmen Mazzitelli per il supporto costante in tutte le fasi della realizzazione del presente esercizio e per l’attenta revisione dell’articolo e la dottoressa Martina Leopizzi per il prezioso ausilio nell’elaborazione dei dati.

Cita questo articolo

Della Rocca C., Lenzi A., On site visit 2004-2014. Risultati del primo esercizio del secondo ciclo, Medicina e Chirurgia, 68: 3094-3104, 2015. DOI:  10.4487/medchir2015-68-4

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