Notizie dall’ANVUR, dal CUN, dal SISM, dalle Conferenze Permanenti dei Corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, dalla Conferenza Permanente delle Classi di Laurea delle Professioni Sanitarien.74, 2017, pp. 3376-3677

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Agenzia Nazionale Valutazione Università e Ricerca – ANVUR

Stagione questa densa di impegni istituzionali per l’ANVUR. Il primo aspetto che riguarda da vicino il mondo della Medicina è il varo dell’Indicatore per la valutazione del livello scientifico dei Collegi di Docenza delle Scuole di Specializzazione in ambito sanitario. Accanto quindi agli indicatori ed ai requisiti AGENAS, l’Osservatorio delle Scuole ha approvato e fatto proprio anche l’indicatore di qualità scientifica proposto da ANVUR. Esso, dopo una discussione molto ampia e trasparente con l’Osservatorio stesso, risulta essere formulato in questo modo:

  • indicatore discreto, ottenuto mediando sui professori ordinari, associati e ricercatori che risultano docenti negli SSD caratterizzanti la tipologia, denominato indicatore A in grado di tener conto della produzione scientifica com-plessiva: in particolare, esso assume per ogni docente valori pari rispettivamente a 0; 0,4; 0,8; 1,2 a seconda che il docente componente del collegio superi 0, 1, 2 o 3 valori soglia relativi alla propria Fascia di riferimento, calcolati per il settore concorsuale di riferimento, secondo quanto disposto nel DM n. 602, 29 luglio 2016. I valori soglia per ciascuna Fascia sono i seguenti:
  • per i professori di prima fascia, quelli relativi ai Commissari;
  • per i professori di seconda fascia, quelli relativi ai professori ordinari;
  • per i ricercatori, quelli relativi ai professori associati.

I requisiti minimi relativi alla capacità di ricerca saranno ritenuti soddisfatti se l’indicatore ASN sull’intero colle-gio assumerà valore pari o superiore a 0,7.

Si precisa ulteriormente che anche i partecipanti al bando per l’insegnamento nelle Scuole di Specializzazione provenienti dal Sistema Sanitario Nazionale sono tenuti a raggiungere almeno una delle tre soglie ASN.

Pur comprendendo bene l’impegno da parte delle Scuole, anche da un punto di vista strettamente amministrativo gestionale, l’accoglienza molto positiva da parte dell’ambito studentesco credo che possa confortare soprattutto l’Osservatorio nelle scelte effettuate, che riaffermano comunque un ruolo fondamentale della valenza scientifica all’interno di una struttura formativa che, giova ripeterlo,è equiparata in questo ambito al Dottorato di Ricerca. Simile riflessione d’altra parte ANVUR ha aperto nei confronti delle Scuole di Specializzazione di Psicologia che, seppur non allineate oggi alle Scuole di ordine sanitario, sono estremamente vicine e congruenti con l’impegno terapeutico e diagnostico nel generale sistema della salute nel nostro paese.

Tutti ricorderanno dalla rubrica del numero precedente la responsabilità dell’Agenzia nel formulare il calcolo di un apposito “Indicatore Standardizzato della Performance Dipartimentale” (IPSD), atto a determinare la posizione degli stessi nella distribuzione nazionale della VQR nei rispettivi settori scientifico disciplinari, allo scopo di attribuire, ad ognuno il relativo ISPD. Questo è destinato al finanziamento quinquennale dei dipartimenti di eccellenza delle università statali, così come individuati e selezionati ai sensi e per gli effetti dell’articolo 2 delle “Norme in Materia di Università e di Ricerca” della legge finanziaria (legge 232/2016) . Lo stesso articolato poi al comma 318 demanda al giudizio di una Commissione ministeriale di sette membri, appositamente costituita, l’emanazione finale della graduatoria di tali Dipartimenti destinati pertanto al finanziamento. Da parte di ANVUR, cui spettava l’indicazione di tre nominativi da cui il MIUR avrebbe estratto due dei sette membri, erano stati forniti in data 8 Maggio u.s. i profili dei seguenti ricercatori, in ordine alfabetico:

  • Prof.ssa Maria Esteban;
  • Prof. Carlo Sirtori;
  • Prof. Giulio Tononi.

La scelta del MIUR è caduta sui primi due scienziati.

Paolo Miccoli
Membro Consiglio Direttivo ANVUR

 

Consiglio Universitario Nazionale

Nel Mese di marzo 2017, dopo il parziale rinnovo del CUN e l’elezione della Presidente, è stata rinnovata l’organizzazione interna del Consiglio, con la definizione degli assetti organizzativi . E’ stata costituita la Giunta di Presi-denza di cui fa parte il Prof. Mario Amore, sono state rin-novate le Commissioni permanenti e sono stati costituiti il “Gruppo di Lavoro per la Comunicazione” e “ la Commissione speciale “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione” e il Gruppo di lavoro “ITC e lauree professionalizzanti.”

Nel periodo febbraio -maggio 2017, il CUN, tramite l’attività istruttoria della III Commissione Permanente «Politiche per la valutazione, la qualità e l’internazionalizzazione della Formazione Universitaria», ha vagliato gli ordinamenti di 949 Corsi di Laurea e Laurea Magistrale, di 5 Scuole di Specializzazione di area medica, di 1 Scuola di Specializzazione di area psicologica e di 2 Scuole di Specializzazione dell’area dei beni culturali. Sono stati esaminati 122 ordinamenti di nuova istituzione di Corsi di Laurea o Laurea Magistrale e 1 ordinamento di nuova istituzione di una Scuola di Specializzazione dell’area dei beni culturali. Sono stati esaminati 827 ordinamenti modificati di Corsi di Laurea o Laurea Magistrale e 5 ordinamenti di Scuole di Specializzazione di area medica aperte a non medici, 1 ordinamento di Scuola di Specializzazione di area psicologica e 1 ordinamento di Scuola di Specializzazione dell’area dei beni culturali.

Nell’adunanza del 3 maggio si è svolta l’audizione del Presidente del Comitato nazionale dei garanti per la ricerca (CNGR), prof. Andrea Lenzi. Nel corso del suo intervento il prof. Lenzi ha affrontato: 1) il tema della revisione del-la classificazione degli ambiti disciplinari e della scienza proponendo un modello in cui alle tre grandi macro -aree proposte dal CUN (simili alle ERC e ricomprendenti le 14 aree CUN) si affianchino i SSD, con le declaratorie sostitu-ite da parole chiave, non univoche ma libere in virtù della multidisciplinarietà e interdisciplinarietà della scienza; a questo proposito ha fatto riferimento a quanto già prefigu-rato in occasione del Convegno “Università e sistema pae-se: per un governo partecipato dello sviluppo” organizzato dal CUN nel giugno del 2008; 2) il tema delle procedure di reclutamento locale da parte degli Atenei.

Nel corso di questi mesi sono stati prodotti diversi documenti come quello sulla Legge di Bilancio 2016 e finanziamento ordinario delle Università: alcune analisi e proposte del CUN con il quale il CUN chiede alla Ministra, Sen. Valeria Fedeli, che nella formulazione del decreto ministeriale di assegnazione del FFO per il 2017 e negli analoghi provvedimenti per gli anni successivi si tengano in considerazione le osservazioni proposte alla sua at-tenzione, al fine di ridurre gli effetti distorsivi che taluni provvedimenti già approvati potrebbero avere in futuro sul finanziamento pubblico del sistema universitario e un testo sulle Linee Guida 2017 per l’accreditamento dei corsi di dottorato: prime osservazioni del CUN. (Nota MIUR n. 11677 del 14 aprile 2017) con il quale il CUN, rimettendo alla sede politico-amministrativa la valutazione delle criti-cità evidenziate e l’adozione degli eventuali provvedimenti di competenza, formula talune prime osservazioni, urgen-ti, in merito alle Linee Guida 2017 per l’accreditamento dei corsi di dottorato che, a distanza di soli tre anni dalle precedenti Linee Guida (Nota MIUR n. 436 del 24 marzo 2014), introducono nuovi criteri.

Tra le mozioni approvate si segnalano Mozione “Per un aggiornamento e per una maggiore flessibilità delle classi di laurea e di laurea magistrale” con la quale il CUN, attualmente impegnato nell’esame degli ordinamenti didattici presentati dagli Atenei italiani, constatando quanto le esigenze rappresentate dalle comunità accademiche trovino sempre più difficilmente risposta nel quadro di regole che disciplinano attualmente l’esercizio dell’autonomia didattica, chiede alla Ministra Fedeli il man-dato a presentare proposte di manutenzione delle classi di laurea e laurea magistrale, a dieci anni dalla loro definizio-ne per opera dei DD.MM. del 16 marzo 2007 a norma del DM 22 ottobre 2004, n. 270 e di particolare interesse per l ‘Area Medica la mozione del 18/05/2017. Mozione CUN sulle modalità di ammissione alle Scuole di specializzazione di area sanitaria, con la quale il Consiglio Universitario Nazionale, accogliendo favorevolmente l’annuncio relativo alla semplificazione dell’ammissione alle Scuole di Specia-lizzazione di Area Medica contenuto in una nota dell’Ufficio stampa del MIUR diffusa il 13 maggio 2017, si raccomanda che le modifiche alle modalità di accesso al concorso non determinino ritardi nell’avvio delle attività delle Scuole, che nelle prove di accesso si valorizzino sia le diverse attitudini degli studenti e il loro percorso formativo, e inol-tre che le borse di studio siano utilizzate razionalmente e completamente. Il Consiglio Universitario Nazionale racco-manda altresì di chiedere ai candidati l’indicazione di un numero prefissato di scelte, limitato ma ragionevolmente ampio, differenziate in due Aree, e infine auspica che sia preservato il principio di assegnare una parte del punteggio finale attribuito ai candidati al curriculum dei loro studi universitari, ivi compresa la tesi di laurea.

Manuela Di Franco
Consigliere CUN Aera 06

Segr. Generale

Conferenza permanente dei Presidenti dei corsi di laurea magistrale in odontoiatria e protesi dentaria

Il giorno 7 aprile 2017 presso l’Aula Asclepio del Centro Congressi San Raffaele in Via Olgettina 58, Milano, si sono svolti i lavori della Conferenza Permanente dei Presiden-ti dei Corsi di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria Conferenza. Il Presidente della Conferenza ha presentato “Il Progress test 2017 in Odontoiatria: attese e risultati”. Per la prima volta, infatti, il 29 marzo 2017 si è svolto il Progress test anche per i studenti dei Corsi di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria.

Nel prossimo numero della rivista verrà dato ampio spazio ai risultati del primo Progress Test dei Corsi di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi Dentaria Italiani.

Prof. Lorenzo Lo Muzio

Presidente della Conferenza Permanente dei Presidenti dei Corsi di Laurea Magistrale in Odontoiatria e Protesi dentaria

 

Notizie dalla Conferenza Permanente delle Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie

La Conferenza Nazionale dei Corsi delle Lauree Sanitarie e delle Lauree Magistrali sta vivendo una primavera intensa che porterà al Meeting del 22 e 23 settembre p.v. una importante svolta su una serie di questioni-chiave.

Una svolta per il Progress Test: la sinergia con l’ANVUR. L’ufficio di Presidenza ha incontrato il prof. Miccoli, il dott. Cecchi e il dott. Ciolfi dell’ANVUR. Dal 2008 il progress test stato utilizzato dalla Commissione Nazionale di Fisioterapia (team leader Pillastrini), di Infermieristica (team leader Brugnolli) e di Logopedia (team leader Budriesi). Mentre in questi ambiti lo stato della sperimentazione è avanzato, altre Commissioni si stanno attrezzando per sviluppare un proprio Progress Test (es. Tecnici di Radiologia Medica), quale strumento di miglioramento continuo della forma-zione e di feedback agli studenti, ai docenti, ai tutor sulla preparazione dei propri candidati per individuare azioni di miglioramento. Fin dal 2012, con una propria mozione, la Conferenza aveva chiesto agli organi competenti di avere supporto dal punto di vista informatico e per la elaborazio-ne dei dati. Nella necessità di transitare da una fase basata sulla disponibilità ad una messa a sistema del processo, anche al fine di produrre risultati comparabili, la Presiden-za e il prof. Pillastrini hanno incontrato in fasi diverse i rappresentanti dell’ANVUR che stanno lavorando sul TE-CON e su TECOD. In tali incontri è emersa la possibilità concreta di collaborare con ANVUR che assicurerebbe la costruzione di una piattaforma gratuita attraverso CINECA su cui trasferire i progress test, e quindi l’elaborazione dei dati e la loro restituzione. Gli studenti parteciperanno al TECOD (ovvero il progress test) ed anche al TECON. Tale collaborazione non genererebbe costi aggiuntivi agli Ate-nei partecipanti. La sinergia con ANVUR è già stata avviata e nel meeting di settembre saranno esposte le modalità della collaborazione e riferiti i lavori delle Commissioni (Fisioterapia, Infermieristica) che hanno sottoposto il pro-prio progress test alla valutazione analitica delle sue pro-prietà all’ANVUR.

È necessario considerare le specificità delle lauree sa-nitarie nel sistema AVA. Nel processo AVA, Scheda SUA e documenti di riesame ciclico, non emerge la specificità di alcuni indicatori di qualità ed efficacia formativa dei CdS delle professioni sanitarie; pertanto, la Giunta, dopo articolato dibattito ha deciso di inviare all’ANVUR (Presidente prof. Graziosi e Consigliere Miccoli) e per conoscenza alla Dott.ssa Maria Letizia Melina – Ministero dell’Università ed alla Dott.ssa Rossana Ugenti – Ministero della Salute, nonché al CUN ed ai Presidenti delle altre Conferenze, una nota in cui si afferma che i Corsi dell’Area Sanitaria stanno affrontando il processo di autovalutazione, valutazione ed accreditamento con molto impegno ed energia nella considerazione dell’alto valore strategico per sviluppare la qualità della formazione dei professionisti da mettere a di-sposizione al sistema Paese. Ha segnalato l’esigenza di rap-presentare efficacemente le peculiarità dei CdS dell’area sanitaria negli strumenti di valutazione ed accreditamento in uso: in posizione preminente, rispetto ad altri elementi, il fatto che i CdS sono espressione di una forte integrazio-ne tra Ministeri della Università e quello della Sanità che, attraverso le Regioni, mette a disposizione le risorse; non seconda, la componente professionalizzante ed abilitante dei corsi, sviluppata principalmente attraverso il tirocinio la cui importanza è segnata anche dalla quantità di crediti (=60) svolti presso strutture del Sistema sanitario, conven-zionate o accreditate, sotto la guida di professionisti sanita-ri esperti. Sulla base di queste premesse, si sono suggeriti i seguenti aspetti di attenzione nella valutazione a distanza ed in loco dei documenti SUA, riesame e riesame ciclico:

Considerato che i fabbisogni dei CdS sono definiti a livello nazionale e regionale con cadenza annuale e plurien-nale e che i profili di competenza attesi sono disciplinati da decreti ministeriali, non sono proprie di questi corsi la definizione del fabbisogno di posti programmati e dei pro-fili di competenze attraverso indagini di mercato. Tuttavia, si suggerisce di verificare che il CdS si attenga alle indicazioni di fabbisogno formulate dalle Regioni ed al profilo di competenza atteso dai decreti ministeriali in materia.

Per quanto attiene alle consultazioni delle parti sociali al fine di dibattere l’appropriatezza del curriculum e le scelte da intraprendere rispetto ai bisogni emergenti, si suggerisce di considerare che queste includano almeno: a) le organizzazioni rappresentative del mondo delle professioni (Collegi/Ordini/Associazioni) e dei servizi (Dirigenti delle professioni Sanitarie), b) nonché i settori lavorativi emergenti (es. case di riposo, privato, libera professione) dove spesso i neoassunti iniziano il loro percorso lavorativo.

Si suggerisce inoltre di orientare i CdS ad una consulta-zione almeno triennale, ovvero a ciclo formativo concluso, al fine di poter meglio registrare eventuali problematiche ed intraprendere successive azioni di miglioramento su una coorte consistente di laureati, soprattutto per i CdS a numerosità limitata.

Per quanto attiene alla indispensabile componente professionalizzante di questi CdS, si raccomanda di valutare e verificare che ciascun corso abbia effettivamente a disposizione un direttore/coordinatore delle attività formative professionalizzati appartenente al profilo del corso di studio; si raccomanda inoltre di valutare la presenza di tutor professionali dedicati al corso, appartenenti al medesimo profilo come indicato nei protocolli Regione-Università. In tale verifica, si suggerisce di considerare se è definita una quantità di tempo tutoriale “dedicato” alla didattica professionalizzante (compresi i laboratori). Pertanto, nell’indicatore R1.C ‘competenza ed aggiornamento dei propri docenti’ nonché ‘reclutamento e qualificazione’ si suggerisce di considerare anche la componente professionalizzante messa a disposizione dalle regioni. Non da ultimo, per la loro rilevanza, si suggerisce che nel gruppo di riesame sia presente il Direttore/coordinatore delle attività formative professionalizzanti e di tirocinio.

In accordo ai contenuti del Decreto Interministeriale del 19 febbraio 2009 che prevedono almeno 3 CFU di attività di laboratorio registrati anche in carriera dello studente, si chiede di verificare la presenza di laboratori dedicati ai CdS delle professioni sanitarie per effettuare simulazioni precliniche; poiché le attività formative professionalizzanti (tirocini) compongono 1/3 del percorso formativo, si raccomanda di valutare – in analogia a quanto accade per i programmi dei moduli /insegnamenti- la presenza di almeno i seguenti aspetti:

 

  1. la struttura del sistema di responsabilità: la presenza di un Direttore/coordinatore delle attività formative professionalizzanti/di tirocinio; di tutor dedicati messi a disposizione in larga misura del sistema sanitario regionale, o laddove possibile, dall’università o da esterni;
  2. la rete formativa, che dovrebbe essere riportata pubblicamente sul sito web del CdS, e reperibile anche trami-te apposito link nella scheda SUA;
  3. i meccanismi di programmazione, gestione e valutazione del tirocinio con particolare rifermento agli obiettivi di competenza attesi ed ai sistemi di valutazione delle competenze raggiunte dagli studenti;
  4. il sistema tutoriale individuato per accompagnare gli studenti nell’apprendimento pratico, nonché le strategie formative attivate per preparare i tutori ad assistere efficacemente gli studenti in tirocinio;
  5. il sistema di valutazione utilizzato per rilevare siste-maticamente, in analogia alla didattica, la qualità delle esperienze di apprendimento in tirocinio (opinioni de-gli studenti sui tirocini).

Si suggerisce infine di verificare che i CdS raccolgano dati sui punti di forza e di miglioramento con le modalità che ritengono più efficaci (questionari on line, conferenze annuali, audit su incidenti critici) dalle aziende sanitarie/ ospedaliere e dalle altre strutture della rete formativa (in convenzione o di cui al protocollo di intesa). Si suggerisce di valutare che in tali processi di valutazione siano coinvolti stakeholder aziendali, referenti organizzativi per gli stage, tutor clinici nelle forme che ciascun CdS definirà con le proprie aziende partner e all’interno dei protocolli di intesa. Si suggerisce di verificare che i CdS includano quanto emerso tra le azioni di miglioramento dei propri documenti di riesame e ne monitorizzino comunicando l’esito nell’anno successivo.

Inoltre, poiché la Conferenza ha prodotto documenti di indirizzo (Consensus Conference sugli standard attesi per le attività formative professionalizzanti; per la valutazione delle competenze cliniche/tecniche) e guidato sperimentazioni didattiche (es. progress test) a cui via via i CdS hanno aderito, si suggerisce di tenerne in considerazione. L’implementazione di tali processi costituisce elemento di qualità dei CdS perché basati sul confronto con buone pratiche documentate in letteratura o di benchmarking tra sedi per promuovere il miglioramento continuo.

E’ necessario rivedere le modalità di ammissione alle Lauree Magistrali delle professioni sanitarie: È stata definita una proposta di modifica delle modalità di accesso alle lauree magistrali che appare necessaria sulla base dell’esperienza di questi anni e dell’evoluzione dei bisogni dei servizi. In particolare, la Giunta ha proposto ai com-petenti organi ministeriali di continuare a prevedere ac-cessi in deroga al numero programmato e prescindendo dall’espletamento della prova selettiva per favorire la qualificazione di professionisti che già occupano posizioni apicali nel sistema sanitario e/o incarichi di docenza profes-sionalizzante in ambito universitario. Questi, – in base alle normative attuali – dovranno gradualmente regolarizzare la propria posizione attraverso l’acquisizione della laurea magistrale attinente. Poter contare su docenze a contratto qualificate anche con la laurea magistrale, nonché su posi-zioni apicali in possesso di questa avanzata qualificazione, questo passaggio appare strategico per gli effetti positivi che potrà avere sui Corsi di studio e sul sistema sanitario nel suo complesso. Diversamente, non sembra più ne-cessaria l’ammissione in deroga di “coloro che risultino in possesso del titolo rilasciato dalle Scuole dirette a fini speciali per dirigenti e docenti dell’assistenza infermieri-stica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 162 del 1982”, perché si ritiene esaurita questa esigenza. Inoltre, rispetto ai titoli di accesso (pre-requisiti), la con-ferenza ha proposto di non attribuire alcun punteggio ai titoli (Diploma regionale 5 punti, Diploma Universitario 6 punti, Diploma di Laurea 7 punti) poiché costituiscono requisiti di accesso alla laurea magistrale. La Conferenza ha inoltre proposto di valorizzare l’esperienza professionale prestata sia nei servizi sanitari pubblici che privati, come pure l’esperienza di direzione o coordinamento dei servizi; e di distribuire i punteggi in modo omogeneo tra le clas-si (attualmente diversificati per la prima) attribuendo i 20 punti disponibili tra:

  1. titoli accademici o formativi di durata non inferiore a sei mesi (max 8 punti);
  2. attività professionali certificata nella funzione apicale o di coordinamento di una delle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea magistrale di interesse idoneamente documentate e certificate, presso servizi sanitari e socio-sanitari sia pubblici che privati (max 6 punti);
  3. attività professionali certificata nell’esercizio di una delle professioni sanitarie ricomprese nella classe di laurea magistrale di interesse, idoneamente documentate e certificate, presso servizi sanitari e socio-sanitari sia pubblici che privati (max 6 punti).

Infine, la Giunta ha suggerito di realizzare la selezione nel mese di settembre in analogia alle altre procedure al fine di assicurare l’immediato avvio dell’anno accademico e il suo completo svolgimento. La nota è stata spedita alla Dott.ssa Maria Letizia Melina, Direttore della D.G. per lo studente, lo sviluppo e l’internalizzazione della formazione superiore, Ministero dell’Università e della Ricerca ed alla Dott.ssa Rossana Ugenti, Direttore Generale delle risorse umane e delle professioni sanitarie Ministero della Salute.

Infine, la Giunta ha suggerito di realizzare la selezione nel mese di settembre in analogia alle altre procedure al fine di assicurare l’immediato avvio dell’anno accademico e il suo completo svolgimento. La nota è stata spedita alla Dott.ssa Maria Letizia Melina, Direttore della D.G. per lo studente, lo sviluppo e l’internalizzazione della formazione superiore, Ministero dell’Università e della Ricerca ed alla Dott.ssa Rossana Ugenti, Direttore Generale delle risorse umane e delle professioni sanitarie Ministero della Salute.

Esiti del monitoraggio adeguamento delle prove fi-nali alla nuova circolare ministeriale. E’ stata monitorata l’applicazione della Circolare del 29 settembre us in cui i Ministeri dell’Università e della Salute che, prendendo atto delle Linee guida di indirizzo in materia approvate il 12 settembre 2013 dalla Conferenza, ha precisato che la prova pratica “può svolgersi secondo due modalità alternative: a) simulazione pratica, strutturata in modo da permettere al candidato di dimostrare di aver acquisito le conoscenze e le abilità pratiche, tecniche e relazionali inserite nel conte-sto operativo previste dal profilo; e, b) prova a domande a risposta chiusa e aperta su casi clinici o situazioni paradig-matiche della pratica professionale”. Tale Circolare precisa che entrambe le modalità potranno essere integrate con un colloquio orale in accordo alle Associazioni/Collegi di categoria mentre NON sono considerate valide eventuali prove scritte con quiz valutativi delle sole conoscenze te-oriche. Dal monitoraggio condotto, tutti i corsi di laurea si stanno via via allineando a questa modalità.

Le nuove priorità di lavoro. La Giunta ha discusso su tematiche rilevanti/prioritarie trasversali ai vari CdS su cui attivare documenti o iniziative di indirizzo. In particolare è emersa l’esigenza di avviare la revisione delle Lauree Magistrali: si è già te-nuta una riunione con il CUN Area medica per esplorare possibili spazi di sviluppo degli ordinamenti delle lauree magistrali, con finalità di consultazione tecnica. È stato quindi attivato un gruppo di lavoro per raccogliere sugge-rimenti al fine di arrivare ad un progetto sperimentale; progettare l’alta formazione – Summer School per neo-coordinatori/direttori: è necessario offrire un percorso di alta formazione per i coordinatori/direttori e tutor dei corsi di laurea al fine di diffondere i materiali della conferenza, fidelizzare ma anche di condividere ed accrescere strumenti e metodi di miglioramento della qualità della for-mazione. La proposta sarà presentata durante il Meeting di settembre.

Alvisa Palese,
Segretario Generale

Segretariato Italiano Studenti in Medicina – SISM

Il SISM, l’Etica Medica e il Workshop sul Conflitto di Interessi nella Pratica Medica

L’Etica rappresenta un solido fondamento della Pratica Medica: è la base che guida e nutre le scelte e le azioni consapevoli che ciascun professionista della Salute pone in essere nell’esercizio della propria professione.

In quanto Associazione di competenza che persegue l’obiettivo di migliorare la formazione dello studente di Medicina, il SISM da circa un decennio si interroga su questioni di Etica, cercando di formare una classe di medici che siano in grado di esercitare la propria professione in maniera critica, tenendo conto del contesto sociale, culturale ed economico che li circonda. D’altronde, lo stesso Codice di Deontologia Medica mette l’accento sui principi di libertà ed indipendenza della professione, nonché sul divieto a soggiacere ad interessi, imposizioni e suggestioni di qualsiasi natura; è necessario, quindi, che anche la formazione universitaria sia intrisa di tali principi.

Dal 2010, nel SISM è attivo un progetto che forma gli Studenti su una specifica tematica etica, ovvero il Conflitto di Interessi nella Pratica Medica. Ogni anno, in un Workshop di tre giorni, studenti formatisi ad hoc ed esperti del settore formano altri studenti riguardo le generalità e la vastità di tale fenomeno, per renderli consapevoli di come l’industria del farmaco abbia per propria natura interessi diversi da quelli del medico e di come quest’ulti-mo ne possa essere facilmente influenzato entrandone in contatto. Il SISM ritiene necessario che un futuro medico sia in grado di comprendere e capire i meccanismi che potrebbero mettere la Salute del paziente e la Salute pubblica in secondo piano. Tramite un questionario somministrato prima di frequentare il Workshop ed a conclusione dello stesso, nelle edizioni passate si è potuto constatare un significativo ampliamento delle conoscenze in merito a tale argomento. La totalità dei partecipanti ritiene che tale tema debba essere inserito nel percorso formativo, avvertendo, quindi, una forte necessità di apprendere quanto più possibile sul Conflitto di Interessi, in modo da riconoscerlo e saperlo affrontare.

Dott.ssa Federica Viola Presidente Nazionale 2017 – SISM

Dario Genovese National Officer on Public Health 2016/17 – SISM

Alice Silvestro National Officer on Human Rights and Peace 2016/17 – SISM

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