Lettera

Autori: admin
Print Friendly, PDF & Email

La Specializzazione di Medicina di Comunità, collocata dal DM 1.8.2005 nell’Area Medica-Classe della Medicina Clinica Generale, è l’unica Specializzazione che forma Medici Specialisti nell’area della Assistenza Sanitaria Primaria (ASP), sostenuta dall’OMS in numerosi Documenti.

La ASP è un modello di approccio ai bisogni di salute, siano essi bisogni semplici o bisogni complessi di tipo sanitario (es. polipatologia cronica), assistenziale (es. non autonomia), familiare (es. famiglia multiproblematica), sociale (es. abitazione inadeguata, reddito insufficiente).Tale approccio è denominato “approccio bio-psico-sociale”, è centrato sulla persona ed è basato su specifici criteri di valutazione dei bisogni (valutazione multidimensionale) e su altrettanto specifici criteri di risposta ad essi nei servizi in rete (integrazione dei servizi e dei professionisti, continuità di cura e assistenza, partecipazione di pazienti e famiglie nelle cure). Il modello della ASP è pertanto un modello basato su aspetti clinici, assistenziali e di coordinamento di interventi centrati sulla persona (cure+care+coordination).

Nel nostro Paese la ASP è denominata Cure Primarie (CP). Le CP sono al momento oggetto di crescente attenzione da parte delle Regioni alla luce degli scenari nazionali demografico (invecchiamento della popolazione), sanitario (aumento di patologie croniche e disabilità) ed economico (crescente spesa sanitaria, contenimento dei finanziamenti pubblici). Riconoscendo nella ASP “appropriatezza di risposta” ai bisogni primari di salute e “sostenibilità economica di offerta” dei servizi, tutte le Regioni hanno intrapreso il percorso di sviluppo di strutture specifiche di produzione delle CP (Dipartimenti di Cure Primarie, Nuclei di Cure Primarie, Case della Salute), con l’obiettivo di gestire programmi assistenziali centrati sui bisogni della persona, appropriati, efficaci ed erogati con gestione efficiente delle risorse. Rientrano in questi programmi le varie forme di assistenza domiciliare, le dimissioni ospedaliere protette, i percorsi di cura integrati per le patologie croniche e le disabilità, nell’intento di assistere pazienti complessi e/o in fase terminale attraverso cure specifiche e tecnologie di supporto all’interno della propria famiglia o delle comunità di appartenenza. La realizzazione di questi percorsi richiede la collaborazione attiva fra servizi ospedalieri e servizi territoriali secondo una visione centrata sul paziente e sui suoi bisogni assistenziali. La crescita di questi servizi è tuttavia resa critica dalla difficoltà di reperire professionisti provvisti di specifiche competenze di clinical governance dei percorsi di cura e assistenza, orientate a garantire continuità nei servizi in rete, con attivazione delle risorse necessarie secondo criteri di efficacia, efficienza e qualità.

Le metodologie da seguire per costruire questi percorsi costituiscono lo “specifico culturale” della Medicina di Comunità. Si tratta di metodologie nuove basate sulla rilevazione dei bisogni multidimensionali di salute, sulla stesura di piani assistenziali individuali, sulla attivazione della partecipazione di paziente e famiglia, resi competenti attraverso interventi di educazione sanitaria e terapeutica, sul coordinamento di team multiprofessionali, sulla attivazione di risorse appropriate, integrate e continue, sulla verifica di risultati di cura ed esiti di salute e qualità di vita.

Questo “specifico culturale” richiede competenze tradizionali e innovative che la Scuola fornisce attraverso il suo Ordinamento Didattico. Le competenze tradizionali sono quelle impartite dalle numerose discipline accademiche attinenti alle aree della prevenzione, diagnosi, cura, riabilitazione, organizzazione e gestione dei servizi. Le competenze innovative sono il prodotto di attività formative teoriche e professionalizzanti attinenti gli aspetti culturali e metodologici della“clinical governance dei percorsi di cura” previsti in molti percorsi aziendali innovativi, orientati ad obiettivi strategici centrati sul paziente. Ciò è reso possibile grazie alla “rete formativa integrata Università-SSR” in cui si sviluppa il percorso della Specializzazione.

Ne emerge uno “specifico professionale” che si configura come vera e propria sfida per la formazione di professionisti utili ai SSR.

Nota: dettagliate informazioni su Medicina di Comunità e Specializzazione si possono ricavare consultando i siti: http://www.medicina-comunita.unimore.it/site/home.html; http:// it.m.wikipedia.org/wiki/Medicina_di_comunità

 

Maria Angela Becchi1, Paola Facchin2

Scuole di Specializzazione diMedicina di Comunità delle Università di Modena Reggio Emilia1 e di Padova2

 

Comments are closed.