L’esperienza del servizio tutor in itinere nel CLM in Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze. Un inizio promettenten.69, 2016, pp. 3152-3153, DOI:10.4487/medchir2016-69-6

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Abstract

In our School of Medicine, from April 2015 a tutor pool was activated, made of 8 students and 2 PhD students. The main activities were initially promotion of the service, creation of a Facebook page and email box to which students could access for information, questions or requests for help. After this, daily “open access” receptions were established.

At the beginning of the new academic year specific orientation days for freshmen have been realized. The tutors attended orientation day for students of secondary schools (open day 2015). The feedback of this first year of activity, in terms of students’ satisfaction and facilitation, have been largely satisfactory, so we expect an increasingly structured ongoing activity over the next few years.

Articolo

Introduzione

Etimologicamente, il termine tutor trova la sua origine nel verbo latino tuéri, che significa “proteggere, difendere, custodire”1. Era usato nel linguaggio giuridico per indicare chi si prendeva cura di persone considerate socialmente o fisicamente deboli. Poi il termine è diventato consueto soprattutto nel mondo della formazione. In Inghilterra la parola tutor è stata utilizzata a lungo anche come sinonimo di istitutore privato. Si è dunque progressivamente persa la connotazione di tutela, di dipendenza di un soggetto da un altro e il termine è stato sempre più spesso associato a funzioni educative e formative2.

Il significante è stato tramandato nel lessico: ma, dal latino tutor, all’istruttore privato, al tutor nell’accezione moderna, i mutamenti di significato sono evidenti. Permane, comunque, il nucleo semantico di facilitatore, di garante, che nel tempo si è focalizzato sul raggiungimento degli obiettivi formativi degli studenti.

A questo proposito già nel 1990 è stata istituzionalizzata la figura del tutor universitario attraverso l’emanazione della Legge 19 novembre 1990, n. 341, che ha imposto a ciascun Ateneo di istituire un servizio di tutoraggio per “…orientare ed assistere gli studenti lungo tutto il corso degli studi, a renderli attivamente partecipi del processo formativo, a rimuovere gli ostacoli ad una proficua frequenza dei corsi, anche attraverso iniziative rapportate alle necessità, alle attitudini ed alle esigenze dei singoli” (art.13).

Uniformandosi a questi precetti normativi, l’Università degli Studi di Firenze ha indetto (Decreto n. 93247/2014) un bando di concorso finalizzato al reclutamento di tutor dedicati all’attività di supporto, assistenza e ausilio degli studenti iscritti ai Corsi di Laurea Triennali e Magistrali.

In particolare, le funzioni dei tutor sono dettagliatamente richiamate all’art. 5 del Decreto; tra i più significativi compiti troviamo:

– “…individuare i problemi che sono di ostacolo al regolare iter di studio e agevolare la progettazione di percorsi di sostegno volti a colmare criticità emerse anche in relazione a specifici esami”;

– “…predisporre strumenti per il recupero delle lacune di apprendimento”;

– “…collaborare all’attività integrativa di supporto alla didattica”;

– “… fornire supporto agli studenti nel reperimento di informazioni e nell’assolvimento di pratiche di tipo amministrativo”.

Il tutto, con l’obiettivo ultimo di ridurre la dispersione accademica e di favorire il compimento di un regolare percorso di studi.

L’esperienza del Corso di Laurea

Nell’Aprile 2015 è stato attivato un pool di tutor composto da 8 studenti degli ultimi 3 anni del Corso di Laurea e da 2 Dottorande di Ricerca. L’attività è rivolta agli studenti dei primi tre anni di corso.

La promozione del servizio di tutoraggio è avvenuta inizialmente attraverso la pubblicazione di un annuncio ufficiale all’interno del sito Web del Corso di Laurea, è proseguita con la presentazione diretta dei tutor agli studenti durante le lezioni del primo, secondo e terzo anno, ed è stata data ulteriore diffusione attraverso volantini informativi e manifesti pubblicitari affissi nelle aree di maggior frequenza degli studenti (biblioteca, mensa, luoghi di studio).

E’ stata istituita una casella e-mail (tutor.medicina-l@sc-saluteumana) dedicata agli studenti per ricevere richieste di informazioni, quesiti o richieste di aiuto e sono stati organizzati “sportelli aperti” con cadenza giornaliera, a cui gli studenti possono afferire per avere un colloquio diretto, presidiati da due/tre tutor.

Con la funzione di incrementare i livelli di visibilità, diffusione e promozione del servizio, si è ritenuto di non poter fare a meno dei social network, anche in considerazione della giovane età degli studenti: per questo è stata creata una apposita pagina Facebook (www.facebok.com/tutor.med.unifi).

Grazie ai colloqui avuti con gli studenti sono stati evidenziati gli argomenti di maggior interesse e preoccupazione per cui è stata realizzata una lista di Frequently Asked Questions (FAQ), pubblicata sul sito del CdL stesso http://www.medicina.unifi.it/vp-289-faq-come-fare-per.html e sulla pagina Facebook.

All’inizio del nuovo Anno Accademico, particolare attenzione è stata prestata all’accoglienza delle nuove matricole, con presentazione diretta del servizio agli studenti ma soprattutto organizzando delle giornate di orientamento specificatamente dedicate ai nuovi iscritti.

Di particolare interesse è stata la partecipazione all’Open Day 2015 (giornata di orientamento per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado) del 12 Dicembre 2015, in cui il gruppo tutor ha presentato la propria esperienza in quanto studenti o ex studenti del CdL Medicina e Chirurgia e presentato il servizio di tutor in itinere.

I riscontri finali, al termine di questo primo anno di attività, sono indubbiamente soddisfacenti, considerato che la casella e-mail ha ricevuto oltre 130 contatti, con un tempo medio di risposta che è sempre stato inferiore alle 12 ore. La maggior parte delle richieste di informazioni hanno riguardato modalità di esame, regole di passaggio da un anno di corso all’altro, consigli sul materiale didattico più idoneo.

Ancora più d’impatto è risultato il numero dei “like” sulla pagina Facebook che risultano essere di poco inferiori ai 900, con un alto numero di interazioni ai post pubblicati e soprattutto la ricezione di un considerevole numero di messaggi, oltre 125, con un tempo medio di risposta di circa 18 minuti.

Non ultimo, di grande interesse sono stati i colloqui avuti dai tutor con i Professori coordinatori di semestre per evidenziare e definire le criticità eventualmente presenti nel percorso formativo degli studenti, al fine di discutere eventuali proposte di miglioramento.

Discussione

In un momento in cui gli Atenei temono una flessione delle iscrizioni ai corsi o un incremento del tasso di drop-out fra gli iscritti, è opportuno considerare il ruolo chiave che il tutor gioca nel prevenire l’abbandono da parte degli studenti stimolandone interesse e motivazione e fornendo un supporto che accompagna il discente fino alla conclusione del proprio percorso formativo3.

Le competenze del tutor possono essere molteplici. Secondo la più recente Letteratura in materia4-5, il tutor può ricoprire diverse funzioni, instructor (con funzione di esperto della materia), o facilitator, che fornisce diverse forme di scaffolding (cioè di supporto nel processo d’apprendimento) agli studenti.

Appare tuttavia indispensabile che gli studenti riconoscano come caratteristica fondamentale del tutor la capacità di entrare in empatia, e di cogliere le difficoltà e caratteristiche personali di ogni singolo studente, stabilendo un rapporto idoneo ad aiutare lo studente nel proprio percorso.

È necessario pertanto che il tutor sappia interagire con lo studente in modo da rassicurarlo ed incoraggiarlo facendo attenzione che le comunicazioni ed i feedback siano sempre chiari ed inequivocabili.

In quest’ottica, tra le prospettive in via di sviluppo del servizio tutor in itinere del CdL Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze, è in corso di realizzazione un questionario di gradimento del servizio stesso, la cui valenza appare anche utile ai fini di un controllo di qualità.

Parallelamente verranno in tempi brevi pubblicati i risultati di un questionario, realizzato in collaborazione con il Laboratorio di Psicologia della Salute dell’Università degli Studi di Firenze, proposto agli studenti dei primi tre anni di corso per individuare quegli aspetti psicologici che potrebbero influenzare il drop-out ed il disagio universitario. Quest’ultima iniziativa appare di spiccato interesse accademico e scientifico, poiché rappresenta una novità assoluta nel panorama universitario italiano.

In conclusione quindi, alla luce degli ottimi risultati ottenuti, in termini di soddisfazione degli studenti e facilitazione nei confronti degli stessi in un percorso non per tutti lineare, non c’è che da ritenersi ampiamente soddisfatti di questa prima esperienza del servizio tutor in itinere, auspicando una prosecuzione sempre più strutturata nel corso dei prossimi anni.

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Bibliografia

1) Scandella, O., Approcci teorici e metodologie della tutorship, in Internet:http://win.liceoamaldi.it/formazione/AT2%20Valutazione/Approcci%20teorici%20e%20metodologici%20alla%20tutorship.pdf

2) Scandella, O., Tutorship e apprendimento, Firenze, La Nuova Italia, 1995.

3) Murphy L., Shelley M. A., White C. J., Baumann U., Tutor and student perceptions of what makes an effective distance language teacher, in «Distance Education», vol. 32, n. 3, UK (Oxfordshire), Routledge, 2011, pp. 397-419

4) Calvani A. e Rotta M., Fare formazione in internet, Trento, Erickson, 2000

5) Rotta M. e Ranieri M., E-tutor: identità e competenze, Trento, Erickson, 2005

Cita questo articolo

Giacomelli E., Lanzi C, Barletti V., et al., L’esperienza del servizio tutor in itinere nel CLM in Medicina e Chirurgia dell’Università di Firenze. Un inizio promettente, Medicina e Chirurgia, 69: 3152-3153, 2016. DOI:10.4487/medchir2016-69-6

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