La Storia della Conferenza vista attraverso gli articoli pubblicati su Medicina e Chirurgian.67, 2015, pp.3047-3071

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Introduzione

La Rivista “Medicina e Chirurgia” è nata per iniziativa di Luigi Frati e Giovanni Danieli nel 1989, con il nome di 75012 Medicina e Chirurgia – 75012 essendo allora un codice universitario della Facoltà di Medicina – come espressione della Conferenza permanente dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia, istituita quattro anni prima.

Come Luigi Frati scrisse nell’introduzione al primo numero, la rivista si proponeva come strumento utile per informare, dibattere, affrontare insieme le difficoltà incontrate nell’applicazione del nuovo ordinamento didattico, la ormai storica nuova tabella XVIII presentata nell’86 ed applicata nell’88; si proponeva come ulteriori obiettivi quelli di diffondere nuove metodologie educative, curare i rapporti tra i diversi corsi di laurea, adeguare la formazione del Medico al modello europeo e soprattutto alle nuove esigenze scaturite da una società in evoluzione.

Nel 2000 si è completata, sotto la presidenza del Prof. Andrea Lenzi, con l’ingresso nella redazione delle Conferenze dei Presidi, dei Corsi in Odontoiatria e delle Professioni sanitarie, venendo così a costituire la voce delle Facoltà/Scuole di Medicina.

E’ stata ed è lo strumento di informazione e di formazione italiano, informazione su quanto prodotto perché fosse utilizzabile da tutti, formazione perché, attraverso la diffusione di sperimentazioni, modelli didattici ed atelier pedagogici, ha contribuito e contribuisce all’arricchimento didattico dei docenti, fornendo loro momenti di riflessione e di confronto.

Come potrà facilmente essere verificato, gli articoli pubblicati in questi anni, dalle origini a oggi, connotano fortemente la rivista Medicina e Chirurgia come un autorevole e importante strumento pedagogico. Deve essere anche notato come, da una analisi comparativa con quanto prodotto a livello internazionale, i contenuti siano assolutamente al pari, per innovazione, attualità e approfondimento dei temi trattati, con quanto pubblicato sulle riviste scientifiche di settore oggi consultabili.

L’acquisizione dell’ISSN (ISSN 2279 – 7068), in epoca più recente, ne fa un vero e proprio periodico scientifico di innovazione pedagogica. Il tentativo di classificazione per aree tematiche, è bene precisarlo, è stato fatto con la massima attenzione, anche se qualche occhio più attento potrebbe cogliere imperfezioni o errori. Lo scopo di questa catalogazione sistematica degli articoli pubblicati su Medicina e Chirurgia è anche quello di fornire le basi bibliografiche utili di quanto prodotto in Italia su questo tema, per coloro che volessero dedicare parte del loro tempo alla ricerca scientifica nell’argomento della pedagogia medica.

Le Aree Tematiche

La rivoluzione didattica inizia con la nuova Tabella XVIII

La “nuova tabella XVIII” è stata così definita nel DM 10.7.1996, pubblicato in GU il 30.10.1996, che sopprimeva il precedente ordinamento tabellare del 1986 (DPR 28.2.1986, n. 95; GU 10.4.1986; modificato con DPR nel 1989; GU 20.10.1989), che a sua volta aveva portato modifiche rilevanti al RD del 30.9.1938 (GU 29.10.1938). La nuova tabella, adeguandosi alle direttive europee, specificava lo scopo del corso di laurea, definiva la durata e l’articolazione del corso, stabiliva l’ordinamento didattico nelle aree didattico formative del primo e del secondo ciclo triennale con i relativi corsi integrati e le discipline afferenti, precisava i crediti formativi e demandava ai singoli CCL la formulazione di una specifica e autonoma programmazione didattica. Successive innovazioni e perfezionamenti vennero attuati con l’istituzione della Laurea specialistica 46/s (DM 509/99 e DM 28.11.2000) e della Laurea magistrale LM41 (DM 270/04 e DM 16.3.2007). La Conferenza dei Presidenti di CCL presentò sulla rivista della Conferenza (Lenzi et al: Med Chir 43, 1816-1836, 2008) una proposta di Ordinamento didattico per la banca dati RaD-DM 270/04, contenente gli obiettivi formativi specifici del corso e la descrizione del percorso formativo. Altri articoli sono apparsi sulla rivista a sottolineare gli aspetti innovativi e qualificanti della nuovo curriculum formativo, pienamente pertinente alla missione specifica del CL, quella della formazione di un medico a livello professionale iniziale, con una cultura biomedico-psico sociale e una visione multidisciplinare e integrata dei problemi più comuni della salute e delle malattie.

Giuseppe Realdi

Articoli pubblicati

1) Didattica formale, didattica teorico-pratica e verifiche di profitto. Federico Signorini, Carmelo Fersini, Corradino Fruschelli, Fausto Grignani, Almerico Novarini. 75012 Med Chir 1989; 1: 23-28.

2) Propedeuticità e sbarramenti, fuoricorso e ripetenti. Domenico Mancino. 75012 Med Chir 1989; 1: 29-31.

3) La tesi di Laurea. Giovanni Bo. 75012 Med Chir 1989; 1: 35-42.

4) Didattica integrativa. Fausto Grignani. 75012 Med Chir 1989; 2: 57-60.

5) Proseguire nel rinnovamento. Luigi Frati. 75012 Med Chir 1990; 3: 97-98.

6) Indagine sul primo anno di applicazione del nuovo ordinamento. Emilio Sergio Curtoni. 75012 Med Chir 1990; 3: 99-102.

7) Piani di studio: problemi e proposte. Carmelo Fersini, Cesare Scandellari. 75012 Med Chir 1990; 3: 111-114.

8) La disciplina del trasferimento degli studenti in relazione al nuovo ordinamento didattico. Domenico Mancino. 75012 Med Chir 1990; 3: 115-118.

9) L’insegnamento post-laurea. Aldo Pinchera. 75012 Med Chir 1990; 3: 119-122.

10) Appunti per un regolamento. Luigi Frati, Giovanni Danieli, Sergio Curtoni, Carmelo Fersini, Domenico Mancino, Giovanni Danieli. 75012 Med Chir 1990; 4: 131-139.

11) Esami, frequenze e altri problemi: soluzioni adottate dai corsi di laurea. Sergio Curtoni, Domenico Mancino, Giovanni Danieli. 75012 Med Chir 1990; 4: 140-147.

12) Riflessioni sui dipartimenti nella Facoltà di Medicina. Claudio M. Calderara, Luigi Fiore Donati. 75012 Med Chir 1991; 5: 159-160.

13) Il nuovo ordinamento al termine del primo triennio. Giovanni Danieli, Sergio E.Curtoni, Carmelo Fersini, Domenico Mancino. 75012 Med Chir 1991; 5: 169-173.

14) Proposta di uno schema tipo per la relazione triennale sull’applicazione del DPR 95/86. Amos Casti. 75012 Med Chir 1992; 7: 222-224.

15) L’esperienza di applicazione della riforma del corso di laurea in Medicina e Chirurgia. Sergio Curtoni. 75012 Med Chir 1993; 8: 244-256.

16) Ostacoli che si frappongono all’applicazione della Tabella XVIII e proposte per superarli. Claudio Calderara, Amos casti, Francesco Marotti, Giuseppe Realdi. 75012 Med Chir 1993; 8: 257-262.

17) Modifiche alla tabella XVIII: I criteri ispiratori. Luigi Frati. 75012 Med Chir 1994; 9: 301-302.

18) Nuovo ordinamento didattico: considerazioni per un adattamento della Tabella XVIII alla luce dell’esperienza acquisita. Aldo Pinchera. 75012 Med Chir 1994; 9: 309-310.

19) Verso il nuovo ordinamento didattico. Luigi Frati. 75012 Med Chir 1995; 10: 357-358.

20) La Tabella XVIII. Chi tutela lo studente? Vittorio Andreucci. 75012 Med Chir 1995; 10: 359-361.

21) Flessibilità della nuova tabella XVIII. Guido Coggi. 75012 Med Chir 1995; 10: 375-376.

22.L’osservatorio sull’attuazione della riforma: una realizzazione della conferenza dei presidenti. Luigi Frati. 75012 Med Chir 1995; 11: 391-392.

L’Organizzazione Universitaria, gli Ordinamenti Didattici successivi al 1996, i rapporti con le Istituzioni

L’innovazione nel campo dell’organizzazione universitaria, così come la elaborazione di nuovi ordinamenti didattici e i rapporti con le Istituzioni regolatorie centrali quali il MIUR in prima istanza, ma anche il Ministero della Salute e le Regioni (in relazione alle attività assistenziali correlate inscindibilmente all’attività di ricerca scientifica e di insegnamento), hanno sempre rappresentato un punto di efficace proposizione e di forte innovazione sin dall’inizio delle attività della Conferenza permanente.

Il grande numero di articoli catalogabili in questa area tematica è testimone dell’impegno profuso dalla Conferenza permanente, sul tema del rinnovamento dell’organizzazione e degli ordinamenti universitari. La lettura di quanto prodotto, evidenzia come sia stata sempre privilegiata la metodologia dello studio e della ricerca di “evidenze” in grado di porre le basi forti del cambiamento, in relazione appunto a evidenze scientifiche prodotte e non già a pure indicazioni aneddotiche o di principio.

La lunga serie di articoli sotto riportata rappresenta pertanto quella irrinunciabile base scientifica, che è stata messa a disposizione degli organi legislativi, e che ha rappresentato e rappresenta, ancor più oggi, quel valido e irrinunciabile strumento di analisi e studio che deve essere alla base del rinnovamento del sistema universitario.

Andrea Lenzi, Eugenio Gaudio

Articoli pubblicati

1) Guida all’applicazione del nuovo ordinamento didattico (G.U. n. 255 del 30.10.1996). Guido Coggi, Sergio Curtoni, Giovanni Danieli, Gian Franco Gensini, Giuseppe Realdi, Cesare Scandellari, Luciano Vettore, Lucia Zannini. 75012 Med Chir 1996; 12: 1-133.

2) Per un nuovo regolamento del corso di laurea. Luciano Binaglia. Med Chir 2000; 14: 502-503.

3) Il nuovo esame di stato. Luciano Vettore. Med Chir 2000; 14: 504-507.

4) Regolamento didattico, proposta di sommario. Luciano Binaglia. Med Chir 2000; 15: 546-548.

5) Il Corso di Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria dalla sua istituzione al curriculum europeo. Elettra Dorigo. Med Chir 2003: 21: 808-809.

6) L’iter di riforma degli Ordinamenti didattici. Eugenio Gaudio. Med Chir 2003: 21: 789-792.

7) Proposta di riassetto delle Scuole di Specializzazione di area sanitaria. Aldo Pinchera, Andrea Lenzi. Med Chir 2003: 21: Med Chir 2003: 21: 793-801.

8) Le competenze dei Consigli di Corso di Laurea. Massimo Malcovati. Med Chir 2003: 21: 802-804.

9) Il nuovo Esame di Stato, timori ed aspettative. Paola Binetti. Med Chir 2003; 22: 857-866.

10) Prima relazione sullo stato delle Università italiane. Pietro Tosi. Med Chir 2003; 22: 830-839.

11) Il tirocinio valutativo, parte integrante del nuovo Esame di Stato. Alfred Tenore. Med Chir 2004; 23: 898-903.

12) Esame di Stato, rifessioni e proposte. Paola Binetti. Med Chir 2004; 23: 904-906.

13) La formazione medica specialistica in Italia, il punto di vista degli Specializzandi. Lorenzo Dagna, Luca Iorio e Michele Russo. Med Chir 2004; 23: 914-917.

14) Protocollo d’intesa tra la Regione Marche e l’Università Politecnica delle Marche. Tullio Manzoni. Med Chir 2004; 26: 1001-1008.

15) Introduzione alla proposta di pubblicare una serie di documenti relativi agli atti aziendali della Regione Toscana. Gian Franco Gensini, Antonio Conti, Andrea Des Dorides, Andrea Alberto Conti. Med Chir 2005; 27: 1046-1054.

16) La Facoltà di Medicina e Chirurgia in una società che cambia. Pasquale Marano. Med Chir 2005; 28: 1056-1060.

17) La riforma delle riforme: il nuovissimo Ordinamento Didattico delle Università. Eugenio Gaudio. Med Chir 2005; 28: 1061-1062.

18) Il nuovo Esame di Stato: l’inizio di una fine o la fine di un nuovo inizio? Alfred Tenore, Luciano Vettore, Paola Binetti. Med Chir 2005; 29: 1136-1139.

19) Le competenze dei Consigli di Corso di Laurea. Massimo Malcovati. Med Chir 2005; 29: 1096-1098.

20) L’applicazione a Medicina del nuovo Ordinamento didattico, punto di arrivo di un processo di lunga data e punto di partenza per nuove sperimentazioni didattiche. Luigi Frati, Pietro Gallo, Andrea Lenzi, Enrico De Antoni, Marella Maroder, Eugenio Gaudio. Med Chir 2006; 31: 1200-1203.

21) Manifesto di intenti triennio 2005-2008. Andrea Lenzi. Med Chir 2006; 31: 1236-1241.

22) I decreti attuativi per le valutazioni comparative. Antonello Masia. Med Chir 2006; 33: 1312-1318.

23) Verso la riforma dei Corsi di Laurea delle Professioni sanitarie. Il nuovo sistema formativo secondo il DM 270/2004. Dal “3+2” all’“1+2+2”, cosiddetto “a Y”, a partire dall’A.A. 2007-08. Angelo Mastrillo, Andrea Lenzi e Luigi Frati. Med Chir 2006; 33: 1319-1324.

24) Rilevamento di propedeuticità e sbarramenti. Una proposta di linee guida, Marzia Kienle, Pierfrancesco Marconi, Roberto Sitia, Giancarlo Torre, Maurizio Vanelli. Med Chir 2006; 34: 1393-1396.

25) La Conferenza Permanente dei Referenti delle Scuole di Specializzazione di Area Sanitaria. Aldo Pinchera. Med Chir 2006; 34: 1344-1345.

26) Un nuovo Ordinamento per le Scuole di Specializzazione dell’Area Odontoiatrica. Antonella Polimeni. Med Chir 2006; 34: 1346-1347.

27) In arrivo il DM su Lauree e Lauree Magistrali previste dal DM 270/04. Andrea Lenzi. Med Chir 2007; 36: 1464.

28.Il nuovo CUN. Andrea Lenzi. Med Chir 2007; 40-41: 1664-1669.

29) Una proposta unitaria della Conferenza dei Presidenti di Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia per il RaD – DM 270/04. Andrea Lenzi, Giuseppe Familiari, Massimo Casacchia, Raffaele De Caro, Eugenio Gaudio, Luigi Frati. Med Chir 2008; 43: 1816-1836.

30) Formazione nelle Facoltà di Medicina e Chirurgia: le diverse professionalità. Luigi Frati. Med Chir 2008; 43: 1837-1840.

31) Università e Regione per il CL delle Professioni Sanitarie. Il punto di vista delle Regioni. Franco Toniolo. Med Chir 2008; 43: 1841-1846.

32) Università e Regione per il CL delle Professioni Sanitarie. Il punto di vista della Conferenza. Lamberto Briziarelli. Med Chir 2008; 43: 1847-1850.

33) Conferenza Permanente dei CLM in Medicina e Chirurgia – Manifesto di Intenti – Triennio 2009-2011. Andrea Lenzi. Med Chir 2009; 46: 1968-1969.

34) Riforma dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie. Alcuni riferimenti applicativi a confronto fra i decreti 2/4/2001 e 19/2/2009. Angelo Mastrillo, Andrea Lenzi, Luigi Frati. Med Chir 2009; 46: 1970-1972.

35) Riordino dei Settori Scientifico Disciplinari. Fabio Naro. Med Chir 2009; 47: 2020-2021.

36) Gli accordi tra Sanità e Università. Paolo De Angelis, Sergio Stefoni. Med Chir 2010; 49: 2164-2172.

37) Conferenza Permanente dei Presidenti dei CLM in Odontoiatria e P.D., Manifesto di intenti. Marco Ferrari. Med Chir 2010; 48: 2078.

38) I requisiti minimi. Paolo De Angelis. Med Chir 2011; 51: 2258-2260.

39) I cento incontri della Conferenza, Andrea Lenzi, Amos Casti, Giovanni Danieli. Med Chir 2011; 51: 2267-2274.

40) Standard di qualità dei candidati del SSN e a contratto esterno alla docenza universitaria. Alvisa Palese. Med Chir 2011; 52: 2297-2299.

41) Lauree triennali delle Professioni sanitarie. I migliori sbocchi occupazionali fra i vari gruppi disciplinari. Angelo Mastrillo. Med Chir 2011; 52: 2300-2301.

42) Proposta di regolamento didattico del Corso di Laurea in Infermieristica. Luisa Saiani, Alvisa Palese, Adriana dal Ponte, Oliva Marognolli, Duilio Manara, Anna Maria De Rossi, Giuseppe Marmo, Brigitte Stamfll, Manuela Marcucci, Rosalia Milan, Patrizia Massariello, Paola Bernardi, Elisa Magna, Rosanna Lombardi, Alessandro Delli Poggi, Daniela Mecugni, Suor Pasqualina Poddighe, Valerio Dimonte, Anne Destrebecq, Paola Ferri, Laura Cunico, Assunta Biasi, Alberto Dal Molin, Ginetto Menarello, Luigi Cirio. Med Chir 2011; 52: 2302-2305.

43) La realtà occupazionale del laureato magistrale in Scienze Infermieristiche, Alessia Miconi, Daniele De Nuzzo, Gianfranco Tarsitani, Vincenzo Ziparo, Giuseppe Familiari, Paola Pierantognetti. Med Chir 2011; 53: 2355-2359.

44) L’applicazione del Nuovo Ordinamento del CLM in Medicina e Chirurgia. Le ragioni di un percorso e di una proposta innovativa di Piano di studi della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica di Roma. Antonio Lanzone, Maria Luisa Eboli, Gigliola Sica, Raffaele Landolfi, Gabriele Sganga, Alvaro Mordente, Bruno Giardina, Antonio Gasbarrini, Alfredo Pontecorvi, Walter Ricciardi, Rocco Bellantone. Med Chir 2011; 53: 2339-2340.

45) La legge 240/10 di riforma dell’Università. Prime riflessioni relative alle implicazioni che concernono le Facoltà di Medicina e Chirurgia, Paolo De Angelis. Med Chir 2011; 53: 2325-2330.

46) Ripensare la Facoltà di Medicina. Elio Cardinale, Paola Binetti, Eugenio Gaudio, Andrea Lenzi, Walter Ricciardi, Giuseppe Armocida, Luigi Frati. Med Chir 2012; 54: 2399-2406.

47) Lo stato di attuazione della legge di riforma delle università. Sergio Stefoni, Paolo De Angelis. Med Chir 2012; 54: 2381-2382.

48) Odontoiatria e Protesi Dentaria tra presente e futuro. Marco Ferrari. Med Chir 2012; 55:2428-2429.

49) Manifesto di intenti per il triennio 2011-2014. Andrea Lenzi. Med Chir 2012; 55:2427-2428.

50) Le sfide per l’innovazione didattica nei corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Andrea Lenzi. Med Chir 2012; 56: 2475.

51) Le realtà e le sfide nei Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Andrea Lenzi, Stefania Basili. Med Chir 2013; 60: 2667.

Accesso a Medicina e Chirurgia e test psico attitudinali

Un “processo di selezione” di buona qualità si raggiunge attraverso ricerche scientifiche applicate ai metodi di selezione utilizzati, allo scopo di produrre evidenze che siano in grado di rendere quei termini irrinunciabili di validity, reliability, feasibility e acceptability alla selezione degli studenti.

La Conferenza dei Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia ha prodotto numerosi studi, nel tempo, riferibili alla realtà italiana, rilevando alcune evidenze sulle problematiche dell’orientamento e sul test di accesso attualmente in uso. Tali evidenze potrebbero essere utilizzate come utile strumento di lavoro per un miglioramento reale del test di selezione e come punto di inizio per ulteriori studi, utili a trasformare l’attuale test in un vero e proprio “processo di selezione”.

Sulla base di uno studio longitudinale prospettico già in atto, che vede sei Università italiane impegnate nel riconoscimento e nella valutazione degli aspetti non cognitivi dei candidati all’accesso a Medicina e durante il percorso formativo dei sei anni, il MIUR, in collaborazione con la Conferenza stessa, ha introdotto l’uso sperimentale di test attitudinali, a scopo di autovalutazione, già a partire dal concorso di ammissione del prossimo anno accademico 2015-2016.

Tale test è a disposizione, sul sito di Universitaly, di tutti quanti, aspiranti matricole, vorranno servirsene e fornirà importanti indicazioni sulla reale utilità di tali test alla comunità internazionale.

Giuseppe Familiari

Articoli pubblicati

1) Prove di selezione per l’iscrizione al corso di laurea. Emilio S. Curtoni, Fausto Grignani, Gianfranco Pagano, Cesare Scandellari, Antonio Vuolo. 75012 Med Chir 1989; 1: 43-46.

2) Prove di selezione per l’ammissione al corso di laurea. Emilio S. Curtoni, Cesare Scandellari. 75012 Med Chir 1989; 2: 69-72.

3) Un test di efficienza intellettiva come possibile prova di accesso alla Facoltà di Medicina e Chirurgia. Saulo Sirigatti, Corradino Fruschelli, Ezio Menoni, Cristina Stefanilo. 75012 Med Chir 1989; 2: 73-78.

4) Un’indagine europea sul numero dei medici e degli studenti ammessi alle Facoltà di Medicina. Sergio Curtoni. 75012 Med Chir 1994; 9: 343-348.

5) Selezionare gli studenti delle Facoltà di Medicina, stato attuale e prospettive future. Giuseppe Familiari, Gian Battista Azzena, Paola binetti, Lorenzo Bonomo, Alberto Calatroni, Massimo Casacchia, Enrico De Antoni, Pietro Gallo,Raffaele Geremia, Andrea Lenzi, Marella Maroder, Marcello Negri. Med Chir 2002; 17: 600-608.

6) Orientamento, accesso a Medicina e debito formativo. Ipotesi di studio e prospettive future. Giuseppe Familiari, Gian Battista Azzena, Paola Binetti, Lorenzo Bonomo, Alberto Calatroni, Massimo Casacchia, Enrico De Antoni, Pietro Gallo, Raffaele Geremia, Andrea Lenzi, Marella Maroder, Marcello Negri, Evangelista Sagnelli, Guglielmo Borgia, Giovanni Delrio. Med Chir 2002; 19: 695-703.

7) L’accesso a Medicina, il miglioramento del processo di selezione, Giuseppe Familiari, Gian Battista Azzena, Paola Binetti, Massimo Casacchia, Enrico De Antoni, Pietro Gallo, Eugenio Gaudio, Andrea Lenzi, Marella Maroder, Guglielmo Borgia, Giovanni Delrio, Evangelista Sagnelli, Giovanni Danieli. Med Chir 2003; 22: 840-845.

8) Indagine nazionale su “ingresso a medicina e risultati del primo e secondo anno”. Dati preliminari sulla correlazione tra maturità, test di ingresso ministeriale e media degli esami del primo e secondo anno. Giuseppe Familiari, Gian Battista Azzena, Paola Binetti, Massimo Casacchia, Enrico DeAntoni, Pietro Gallo, Eugenio Gaudio, Andrea Lenzi, Marella Maroder, Guglielmo Borgia, Giovanni Delrio, Emanuele Sagnelli, Giovanni Danieli e Luigi Frati. Med Chir 2004; 25: 943-947.

9) Indagine nazionale su Ingresso a Medicina e risultati I e II anno. Correlazione tra maturità, test d’ingresso ministeriale, media degli esami I e II anno ed esami di fisica, chimica e biologia. Giuseppe Familiari, Gian Battista Azzena, Paola Binetti, Massimo Casacchia, Enrico DeAntoni, Pietro Gallo, Eugenio Gaudio, Andrea Lenzi, Marella Maroder, Guglielmo Borgia, Giovanni Del Rio, Evangelista Sagnelli, Giovanni Danieli, Luigi Frati, Franco Culasso,Michela Relucenti, Tiziana Stallone, Teresa Matrone e Paolo Falaschi. Med Chir 2005; 28: 1068-1073.

10) Scegliere i medici del futuro: è possibile migliorare il metodo di selezione? Giuseppe Familiari, Gian Battista Azzena, Paola Binetti, Massimo Casacchia, Enrico DeAntoni, Pietro Gallo, Eugenio Gaudio, Andrea Lenzi, Marella Maroder, Guglielmo Borgia, Giovanni Del Rio, Evangelista Sagnelli, Giovanni Danieli e Luigi Frati. Med Chir 2005; 29: 1099-1102.

11) Scegliere i Medici del futuro, proposta per l’aggiornamento del test d’ingresso. Giuseppe Familiari. Med Chir 2006; 33: 1325-1327.

12) L’ammissione 2006 a Medicina. Alcune riflessioni per un diario di bordo, Giuseppe Familiari ed Amos Casti. Med Chir 2006; 34: 1375-1376.

13) Corsi di orientamento in preparazione alle prove di accesso ai Corsi di Laurea in Medicina e Chirurgia e nelle Professioni sanitarie: una proposta di cooperazione Scuola-Università. Giuseppe Familiari, Paolo Falaschi, Laura Morisani, Livia Brienza, Eugenio Gaudio, Luigi Frati, Vincenzo Ziparo e Andrea Lenzi. Med Chir 2006; 35: 1413-1417.

14) La legge n. 1 dell’11 gennaio 2007, novità in tema di rapporti Scuola – Università e di ammissione a Medicina e Chirurgia. Giuseppe Familiari, Achille Cittadini, Gilda Caruso, Carmine Panella, Andrea Lenzi, Flavia Di Donato. Med Chir 2007; 36: 1492-1493.

15) Valutare la maturità ed il percorso scolastico per l’accesso a Medicina: alcune proposte in discussione. Giuseppe Familiari, Achille Cittadini, Gilda Caruso, Carmine Panella, Giuseppe Midiri, Michela Relucenti, Flavia Di Donato, Rosemarie Heyn, Vincenzo Ziparo, Maria Laura Morisani, Andrea Lenzi e Luigi Frati. Med Chir 2007; 37-38: 1533-1542.

16) Ammissione a Medicina 2005-2008. Alcune riflessioni per una discussione aperta. Giuseppe Familiari, Achille Cittadini, Gilda Caruso, Carmine Panella, Giuseppe Midiri, Michela Relucenti, Rosemarie Heyn, Rossella Baldini, Vincenzo Ziparo, Andrea Lenzi e Luigi Frati. Med Chir 2008; 44: 1872-1878.

17) Selezione dei migliori futuri medici. Vito D’Andrea, Kyriacos A. Kyriacou. Med Chir 2010; 48: 2111-2112.

18) L’ammissione ai Corsi di laurea e numero programmato dell’area sanitaria. Vito Svelto. Med Chir 2011; 52: 2276-2279.

19) L’accesso a Medicina 2012. A quando un “processo” di selezione? Giuseppe Familiari, Antonio Lanzone, Italia Di Liegro, Vittorio Locatelli, Sergio Morini, Raffaella Muraro, Maurizia Valli, Gabriele Cavaggioni, Claudio Barbaranelli, Rossella Baldini, Michela Relucenti, Rosemarie Heyn, Andrea Lenzi, Eugenio Gaudio. Med Chir 2012; 56: 2517-2519.

20) Proposta di un modello sperimentale per la selezione e l’accesso ai Corsi di Studio in Medicina e Chirurgia. Gabriele Cavaggioni, Claudio Barbaranelli, Italia Di Liegro, Antonio Lanzone, Vittorio Locatelli, Sergio Morini, Raffaella Muraro, Maurizia Valli e Giuseppe Familiari. Med Chir 2013; 57: 2555-2558.

21) I punteggi soglia del concorso di accesso nazionale a Medicina e Chirurgia per ripartizione geografica. Analisi dei dati negli ultimo otto anni. Giuseppe Familiari, Rossella Baldini, Claudio Barbaranelli, Gabriele Cavaggioni, Antonio Lanzone, Italia Di Liegro, Vittorio Locatelli, Sergio Morini, Raffaella Muraro, Maurizia Valli, Rosemarie Heyn, Michela Relucenti, Eugenio Gaudio e Andrea Lenzi. Med Chir 2013; 58: 2575-2577.

22) Studio osservazionale comparativo su un campione di studenti del Nord, del Centro e del Sud con valutazione della Maturità, del Test di accesso e delle scelte di sede effettuate al concorso con graduatoria nazionale 2013-2014. Osservazioni preliminari. Giuseppe Familiari, Rossella Baldini, Antonio Lanzone, Maurizia Valli, Italia Di Liegro, Vittorio Locatelli, Sergio Morini, Raffaella Muraro, Maria Grazia Strepparava, Gabriele Cavaggioni, Claudio Barbaranelli, Rosemarie Heyn, Michela Relucenti ed Eugenio Gaudio. Med Chir 2014; 62: 2794-2796.

23) L’accesso a Medicina. Best evidence-based practice, requisito indispensabile per una ipotesi di “Processo di Selezione” centrato sulla realtà formativa italiana e di caratura internazionale. Giuseppe Familiari, Claudio Barbaranelli, Italia Di Liegro, Antonio Lanzone, Vittorio Locatelli, Sergio Morini, Raffaella Muraro, Maria Grazia Strepparava, Maurizia Valli e Gabriele Cavaggioni. Med Chir 2014; 63: 2853-2858.

24) Accesso a Medicina e condizioni minime di formazione. Andrea Lenzi. Med Chir 2014; 63: 2825.

Innovazione didattica in Medicina e Chirurgia

Uno degli obiettivi strategici della Conferenza Permanente è sempre stato quello della ricerca pedagogica e della formazione permanente dei Presidenti di Corso di Laurea. Medicina e Chirurgia ha raccolto molti articoli scritti dai membri del Gruppo di Lavoro “Innovazione Pedagogica”, ma anche molti altri che raccontano le sperimentazioni didattiche di diverse sedi, segno di grande attività su questo tema fondamentale.

Le principali aree tematiche di intervento pedagogico sono qui brevemente riportate.

Curriculum planning: gli articoli hanno riguardato gli ordinamenti didattici, le strategie per pianificare un curriculum degli studi, l’integrazione didattica trasversale e longitudinale, l’integrazione Università-Territorio nella definizione del curriculum e l’organizzazione delle Attività Didattica Elettiva.

Modalità di inegnamento e di valutazione dell’apprendimento: sono stati sviluppati diversi filoni, come la valutazione, certificativa e formativa, dell’apprendimento, l’organizzazione delle Attività Formative Professionalizzanti e modalità di insegnamento come la medicina narrativa l’e-learning o le modalità di insegnamento dell’Inglese Medico.

Qualità e valutazione della didattica: dagli aspetti generali della valutazione della qualità della didattica, alla valuatazione da parte degli studenti, all’autovalutazione di un Corso di Laurea Magistrale in Medicina.

Staff development e strutture di coordinamento didattico: molteplici gli argomenti trattati, dal ruolo organizzativo e pedagogico del Presidente di CCLM, alle finalità della Commissione Tecnica di Programmazione didattico-pedagogica, al coordinamento didattico di Corso Integrato e di Semestre, alle attività della Commissione Medical Education.

Pietro Gallo

Articoli pubblicati

1) Strumenti didattici: panorama generale e proposte di lavoro. Emilio S. Curtoni. 75012 Med Chir 1989; 1: 32-34.

2) L’insegnamento della medicina interna oggi. Bruno Bonati. 75012 Med Chir 1991; 5: 157-158.

3) Situazione degli esami di laurea in Medicina e Chirurgia dopo il secondo anno di applicazione del nuovo ordinamento. Sergio E. Curtoni. 75012 Med Chir 1991; 5: 161-166.

4) L’insegnamento dell’anatomia patologica in base alla nuova Tabella XVIII. Arnaldo Capelli. 75012 Med Chir 1991; 5: 167-168.

5) I corsi monografici. Arnaldo Capelli. 75012 Med Chir 1991; 5: 174-175.

6) Spazi didattici. Carmelo Fersini. 75012 Med Chir 1992; 7: 207-208.

7) Modelli di orario didattico. Corradino Fuschelli, Carmelo Fersini. 75012 Med Chir 1992; 7: 217-218.

8) Tirocinio post- laurea. Federico Signorini. 75012 Med Chir 1993; 8: 275-279.

9) Lezione e seminario di psicologia clinica a confronto: un’indagine psicometrica con gli studenti. G. Trombini, R. Chattat, C. M. Calderara. 75012 Med Chir 1993; 8: 283-284.

10) L’impostazione del secondo triennio del corsi di laurea in Medicina e Chirurgia. Commenti sull’esperienza di applicazione della nuova Tabella XVIII. Emilio Sergio Curtoni, Adele Alciati. 75012 Med Chir 1994; 9: 303-308.

11) Proposta di modifica degli esami per la laurea in Medicina e Chirurgia. Giuseppe Realdi. 75012 Med Chir 1994; 9: 315-320.

12) La Facoltà d’oggi per il medico di domani. Modificare gli esami per modificare la preparazione professionale. Luciano Vettore. 75012 Med Chir 1994; 9: 321-330.

13) Gli esami del corso di laurea in Medicina e Chirurgia. Considerazioni su alcune proposte. Saverio Cinti. 75012 Med Chir 1994; 9: 331-334.

14) Il Corso integrato di oncologia clinica. Francesco Marotti, Giorgio Mustacchi. 75012 Med Chir 1994; 9: 339-342.

15) Medicina Materno-infantile. Giovanni Marietti, Carla bizzarri, Federica Ferrazzoli, Stefano Petrucci, Alessia tempera, Alessandra Schiavino. 75012 Med Chir, 1999; 13: 452-454.

16) L’insegnamento della medicina basata sulle evidenze nel corso di laurea in Medicina e Chirurgia. Gian Franco Gensini, Antonio Conti, Andrea Conti. Med Chir 2000; 14: 479-482.

17) Alla ricerca della best evidence medical education. Paola Binetti. Med Chir 2000; 14: 487-493.

18) Corsi di introduzione alla medicina ad Ancona e Milano. Med Chir 2000; 15: 552-553.

19) Innovazioni didattiche a Napoli, Secondo Ateneo. Giovanni Delrio. Med Chir 2000; 15: 554.

20) Il piano di studi a Foggia. Vincenzo Neri. Med Chir 2000; 15: 555-556.

21) Profilo Bio-Psico-Sociale a Roma La sapienza, Seconda Facoltà. Giuseppe Familiari. Med Chir 2000; 15: 557-561.

22) I corsi integrati come modello concettuale orientato all’unità del sapere. Paola Binetti. Med Chir 2000; 15: 531-538.

23) La nuova laurea specialistica in Medicina e Chirurgia e la formazione di un medico con una cultura biomedico-psico-sociale. Giuseppe Familiari, Paolo Falaschi, Aldo Vecchione. Med Chir 2001; 16: 591-596.

24) Integrazione trasversale e longitudinale degli insegnamenti, un percorso tra prospettive e limiti. Pietro Gallo, Fabio Capani ed Amos Casti. Med Chir 2003: 21: 805-807.

25) La formazione pedagogica dei docenti. Luciano Vettore. Med Chir 2003: 21: 784-788.

26) Valutazione comparativa del risultato di un campione di esami di profitto in sedici diversi corsi di laurea. Pietro Gallo, Eugenio Gaudio, Giuseppe Familiari, Carlo Della Rocca, Andrea Lenzi. Med Chir 2004; 25: 948-952.

27) Un’esperienza di mini-atelier pedagogici organizzati all’interno di un Corso di Laurea Magistrale in Medicina. Pietro Gallo, Antonio Fantoni, Fabrizio Consorti. Med Chir 2004; 26: 981-983.

28) L’integrazione degli insegnamenti nel Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia: un’analisi preliminare. Alessandro Lechi. Med Chir 2005; 27: 1024-1026.

29) Le prove di valutazione nei Corsi di Laurea della Facoltà di Medicina: imparare a scegliere in una cassetta d’attrezzi piena di strumenti diversi. Pietro Gallo. Med Chir 2005; 28: 1074-1076.

30) Educazione Continua in Medicina, un progetto FAD: approccio clinico e terapia del diabete mellito. Fabio Capani. Med Chir 2005; 28: 1077-1079.

31) Valutazione dell’apprendimento. Pietro Gallo e il Gruppo VEDI. Med Chir 2005; 29: 1128-1130.

32) Considerazioni sul processo formativo dei laureati in Medicina e Chirurgia. Cesare Meloni. Med Chir 2006; 31: 1204-1210.

33) Pubblica e parla, o perisci. La necessità di insegnare la comunicazione nelle facoltà mediche Michael John e Roberto Sitia. Med Chir 2006; 32: 1248-1250.

34) L’esame di semestre. Pietro Gallo, Paola Binetti, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Marella Maroder, Rosa Valanzano e Luciano Vettore. Med Chir 2006; 32: 1251-1256.

35) Il Syllabus dell’Università Politecnica delle Marche e la sua particolarizzazione per la Facoltà di Medicina e Chirurgia. Tommaso Leo, Giovanna Battistini, Carla Falsetti, Sultana Ramazzotti, Giovanni Danieli. Med Chir 2006; 32: 1257-1266.

36) Forum di discussione sul percorso formativo dei Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Andrea Lenzi, Gabriella Aggazzotti, Pietro apostoli, Massimo Casacchia, Saverio Cinti, Pietro Gallo, Marzia Galli Kienle, Alessandro rappelli, Gianluca Vago, Maurizio Vannelli, Luciano Vettore. Med Chir 2006; 32: 1267-1290.

37) L’organizzazione didattica del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia, Roma “La Sapienza”, II Facoltà. Giuseppe Familiari, Paolo Falaschi, Vincenzo Ziparo. Med Chir 2006; 32: 1291-1293.

38) Finalità, composizione e modalità di lavoro della Commissione Tecnica di Programmazione didattico-pedagogica. Pietro Gallo, Paola Binetti, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Marella Maroder, Rosa Valanzano e Luciano Vettore. Med Chir 2006; 33: 1337-1340.

39) Innovazione e qualità della didattica, Pietro Gallo, Paola Binetti, Massimo Casacchia, Carlo Della Rocca, Alessandro Lechi, Flavia Petrini, Mario Piga, Rosa Valanzano. Med Chir 2006; 34: 1389-1392.

40) Modalità d’insegnamento. Gilda Caruso, Giuseppe Delitala, Pierfrancesco Marconi, Oreste Terranova, Luciano Vettore. Med Chir 2006; 34: 1397-1398.

41) Il futuro dell’insegnamento di Pediatria Generale e Specialistica nel corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Alfred Tenore. Med Chir 2006; 34: 1357-1366.

42) Pillole pedagogiche: il ruolo didattico e pedagogico del Coordinatore di Corso Integrato e di Semestre. Pietro Gallo, Paola Binetti, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Marella Maroder, Rosa Valanzano e Luciano Vettore. Med Chir 2006; 35: 1454-1458.

43) L’insegnamento della Chirurgia nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Rosa Valanzano. Med Chir 2006; 35: 1459-1460.

44) Finalità, fattibilità, composizione e compiti di una Commissione Medical Education di Corso di Laurea. Pietro Gallo, Paola Binetti, Achille Cittadini, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Rosa Valanzano, Luciano Vettore. Med Chir 2007; 36: 1494-1497.

45) Tirocinio ed e-portfolio, Pierluigi Sapelli, Corrado Paganelli. Med Chir 2007; 36: 1498-1501.

46) La cassetta degli attrezzi per una valutazione dell’apprendimento pertinente ed obiettiva. Oliviero Riggio, Alfredo Colosimo, Fabrizio Consorti, Franco Burla, Antongiulio Scarno, Stefania Basili, Elena Mattia, Elio Ziparo, Antonio Fantoni, Pietro Gallo. Med Chir 2007; 40-41: 1739-1743.

47) L’integrazione “verticale” delle conoscenze e delle competenze nella formazione professionale dei medici: sintesi di un mini-atelier pedagogico organizzato per la Conferenza Permanente dei Presidenti di CCLM in Medicina e Chirurgia. Pietro Gallo, Luciano Vettore, Achille Cittadini, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Marella Maroder, Pierluigi Tocco, Gianluca Vago, Rosa Valanzano. Med Chir 2008; 43: 1851-1861.

48) L’Esame Integrato, premessa e guida alla programmazione del Corso Integrato. Pietro Gallo, Achille Cittadini, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Marella Maroder, Pierluigi Tocco, Gianluca Vago, Rosa Valanzano, Luciano Vettore. Med Chir 2009; 46: 1999-2001.

49) Un’esperienza di peer education nel Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia: gli studenti come risorsa per il soccorso nelle grandi emergenze in area ospedaliera. Rosa Valanzano, Roberto Miniati, Lorenzo Tattini, Sergio Boncinelli. Med Chir 2009; 47: 2022-2025.

50) Progetto Accoglienza. L’esperienza della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Brescia. Carlo Cristini, Antonio Imbasciati, Alberto Ghilardi, Loredana Cena, Anna Maria Della Vedova, Chiara Buizzi, Roberto Bresciani, Pietro Apostoli. Med Chir 2009; 47: 2027-2029.

51) Mirroring ed apprendimento. Adriano Ferrari. Med Chir 2010; 49: 2131-2136.

52) Il feedback come strumento formativo. Potenzialità e applicazioni nel Corso di Laurea in Medicina. Oliviero Riggio. Med Chir 2010; 49: 2151-2154.

53) La valutazione formativa nella formazione medica. Riflessioni ed esperienze. Sonia Visioli, Lucia Zannini, Massimo Roncalli, Gianluca Vago. Med Chir 2010; 49: 2155-2161.

54) Valutazione “formativa”. Nuovi attrezzi per la nostra cassetta. Luciano Vettore, Pietro Gallo, Fabrizio Consorti, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Oliviero Riggio, Alfred Tenore, Gianluca Vago, Rosa Valanzano, Sonia Visioli. Med Chir 2011; 51: 2261-2266.

55) Il Centro di Medical Education a Genova. Giancarlo Torre, Antonella Lotti, Carlo Maganza, Loredana Sasso, Anna Siri. Med Chir 2011; 52: 2316-2317.

56.Preparazione dei test di valutazione integrata. Luciano Vettore. Med Chir 2012; 54: 2420-2425.

57) Strategie per pianificare un curriculum degli studi. Le SPICES di Harden. Pietro Gallo, Fabrizio Consorti, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Rosa Valanzano, Luciano Vettore. Med Chir 2012; 56: 2481-2484.

58) Evolution based medicine e futuro dell’insegnamento medico. Gilberto Corbellini. Med Chir 2013; 59: 2619-2623.

59) Il CLM in Medicina e Chirurgia del San Luigi Gonzaga, curriculum verticale, approccio clinico anticipato e apprendimento nel territorio. Pier Maria Furlan. Med Chir 2013; 59: 2624-2629.

60) Il ruolo organizzativo e pedagogico del Presidente di Corso di Laurea Magistrale in Medicina. Pietro Gallo, Stefania Basili, Maria Filomena Caiaffa, Fabrizio Consorti, Carlo della Rocca, Luigi Demelia, Giuseppe Familiari, Pier Maria Furlan, Bruno Moncharmont, Licia Montagna, Silvio Scarone, Rosa Valanzano. Med Chir 2013; 60: 2683-2698.

61) Il Gruppo di lavoro Innovazione Pedagogica. Pietro Gallo. Med Chir 2014; 61: 2735.

62) Nuovi orientamenti per la formazione del Medico. Andrea Lenzi. Med Chir 2015; 65: 2921, 2015.

63) Innovazione didattica: qualità e formazione pedagogica interdisciplinare per i docenti dei Corsi di studio della Scuola di Medicina. Fabrizio Consorti, Tiziana Bellini, Leonardo Trombelli. Med Chir 2015; 66: 2985-2988.

Le attività didattiche elettive

L’Attività Didattica Elettiva (ADE) fu istituita dalla Nuova Laurea Specialistica – ai sensi del Decreti Ministeriali n.509/99 e n.269/2004 concernenti l’autonomia didattica degli Atenei – nella misura di 15 crediti su 360¹, assecondando inclinazioni professionali e culturali in ambito preclinico e clinico attuando estensioni non contenute nel core curriculum dei Corsi ad Insegnamento Integrato. L’ADE, sebbene a scelta dello studente, rappresenta didattica ufficiale da parte dei Docenti¹. L’ADE è basata soprattutto su corsi monografici, discussione dei casi clinici, seminari, internati clinici e di laboratorio universitario sia in Italia che all’Estero.

E’ possibile inoltre seguire corsi ADE interfacoltà. All’uopo è stata istituita una Banca Nazionale ADE e proposta la formazione totalmente a distanza online o in forma “blended”.

Le Proposte di ADE, previa autorizzazione da parte degli organi competenti e soggette a valutazione qualitativa, sono registrate utilizzando un apposito verbale o altro sistema di verifica.

L’ADE è stata, fino ad un anno fa, valutata anche per l’ammissione alla Scuola di Specializzazione e, malgrado sia stata ridotta dall’ introduzione della Laurea Magistrale a 8 crediti su 360, non ha perso la sua importanza come parte integrante del curriculum formativo.

Guglielmo Borgia

Articoli pubblicati

1) Linee guida per la costruzione dell’attività didattica elettiva. Guglielmo Borgia. Med Chir 2002; 19: 720-722.

2) L’Attività Didattica Elettiva interfacoltà. Guglielmo Borgia. Med Chir 2005; 27:1022-1023.

3) Attività Didattica Elettiva. Guglielmo Borgia, Alfred Tenore, Giuseppe Familiari, Pietro Gallo, Giovanni Del Rio, Evangelista Sagnelli. Med Chir 2005; 29: 1106-1108.

Innovazione didattica nelle Professioni Sanitarie

I primi corsi di laurea delle professioni sanitarie (all’inizio erano Diplomi Universitari) sono nati nel 1993 e dal 1997 si è costituita la Conferenza che ha riunito Presidenti e Coordinatori suddivisi in 22 commissioni nazionali per specifico profilo professionale.

Da allora si è attivato un fiorire di gruppi di lavoro che hanno dibattuto tematiche relative all’offerta formativa e alla governance dei corsi.

I nostri contributi relativi all’innovazione della didattica sono stati numerosi ed i circa cinquanta articoli pubblicati su Medicina e Chirurgia ne sono un’importante testimonianza.

Analizzandoli retrospettivamente, possiamo individuare le linee più seguite.

All’inizio l’attenzione era focalizzata soprattutto sugli insegnamenti, ci si confrontava per esempio sul livello di approfondimento delle scienze di base, delle scienze umane e delle discipline cliniche. La tensione era quella di trovare i concetti core per la costruzione di una solida preparazione scientifica pur in presenza di un numero limitato di crediti formativi dedicati.

Successivamente l’attenzione si è spostata sui piani di studio, sia per l’evoluzione normativa che introduceva nuovi scenari, sia per la preoccupazione di un’elevata disomogeneità degli stessi a livello nazionale a causa della forte autonomia degli Atenei.

Su questo versante la Conferenza ha lavorato intensamente, attraverso confronti con le esperienze e la letteratura internazionali , attraverso indagini comparative sui corsi attivati in Italia – per documentare elementi comuni e variabilità – e la stesura di documenti di consenso su core curriculum e core competence, su regolamenti didattici e piani di studio.

L’integrazione degli insegnamenti, i metodi per rendere l’offerta didattica più interattiva, le strategie di supporto allo studio guidato e la gestione di laboratori per lo sviluppo di skill professionali in preparazione del tirocinio clinico sono state le tematiche via via più dibattute.

Non poteva mancare una seria riflessione concettuale e progettuale sui tirocini professionali che rappresentano in questi corsi di laurea un terzo dei crediti formativi. Gli aspetti più critici – e sui quali l’elaborazione di studi e documenti è stata più ricca – riguardano gli standard di qualità dei tirocini e i metodi di valutazione clinica delle competenze (objective structured clinical examination, mini Clinical Evaluation Exercise) e questo sia per la verifica del percorso che a scopo certificativo.

Contributi più recenti sono stati focalizzati sulle lauree magistrali e sui master e sull’ esame finale che prevede, oltre alla tesi, una prova pratica abilitante.

Luisa Saiani

Articoli pubblicati

1) Lo studio guidato nei corsi di diploma universitario. Giuseppe realdi. 75012 Med Chir 1993; 8: 283-284.

2) Perché la Conferenza Permanente dei Diplomi Universitari di area sanitaria propone come percorsi prioritari di lavoro la definizione del core curriculum, la didattica interattiva e integrata, la riflessione metodologica sull’esame finale. Luigi frati, Luisa Saiani. 75012 Med Chir, 1999; 13: 423-425.

3) Diploma universitario di infermiere: anatomia umana. Giovanni Mazzotti, Pietro Gobbi, Mirella Falconi. 75012 Med Chir, 1999; 13: 426-435.

4) Il corso di scienze umane nel DU di infermiere nell’ottica della didattica interattiva. Paola Binetti. 75012 Med Chir, 1999; 13: 436-444.

5) Proposta di un modello didattico per l’insegnamento delle tecniche e delle procedure dell’emergenza intra- e extra- ospedaliera, nel corso integrato di medicina d’urgenza e terapia intensiva del DUI. Maurizio Chiaranda. 75012 Med Chir, 1999; 13: 445-451.

6) Linee guida metodologiche per la preparazione della prova scritta e pratica per l’’esame di abilitazione professionale nei diplomi universitari. Maria Matarese. 75012 Med Chir, 1999; 13: 457-466.

7) Lauree triennali delle Professioni Sanitarie. L’accesso ai corsi e le modalità di iscrizione nell’A.A. 2003-2004. Angelo Mastrillo. Med Chir 2003; 22: 873-878.

8) La valutazione del tirocinio nel Corso di laurea in Infermieristica dell’Università di Milano. Anne Destrebecq, Marta Nucchi, Fabrizio Vezzoli e Antonio Pagano. Med Chir 2004; 23: 910-913.

9) Coordinatore teorico-pratico nel Corso di Laurea in Infermieristica: definizione, ruolo e funzioni. Giovanna Artioli e Alfonso Colombatti. Med Chir 2004; 24: 962-968.

10) I criteri di selezione dei candidati nella formazione infermieristica avanzata: l’esperienza dei paesi nord-americani ed europei. Alvisa Palese, Vittorio Bresadola. Med Chir 2004; 26: 995-1000.

11) Progettare e realizzare i nuovi corsi per le Lauree Specialistiche di area sanitaria: l’esempio dell’insegnamento delle discipline pedagogiche. Lucia Zannini. Med Chir 2005; 27: 1029-1034.

12) Il Tirocinio nei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie. Luisa Saiani, Daniele Palla, Laura Cunico. Med Chir 2005; 27: 1035-1041.

13) L’utilizzo dell’objective structured clinical examination nella prova finale abilitante del Corso di Laurea in Infermieristica del Campus Bio Medico di Roma. Maria Matarese. Med Chir 2005; 28: 1080-1082.

14.Guida alla preparazione dei Corsi di Laurea Magistrale delle Professioni Sanitarie. Giovanni Danieli e Luisa Saiani. Med Chir 2006; 31: 1215-1235.

15) L’offerta formativa dei Master in Funzioni di coordinamento per le professioni sanitarie. Paolo Pillastrini, Paolo Chiari, Angelo Mastrillo, Francesca Pasqui. Med Chir 2006; 34: 1379-1384.

16) Problematiche relative alla gestione e allo sviluppo della formazione di base e post-base delle professioni sanitarie e possibili strategie e iniziative della Conferenza Permanente. Valerio Dimonte, Luisa Saiani. Med Chir 2007; 36: 1502-1504.

17) Lauree triennali delle professioni sanitarie. L’accesso ai corsi e la programmazione dei posti nell’A.A. 2006-2007. Angelo Mastrillo. Med Chir 2007; 36: 1505-1513.

18) Il tirocinio clinico. Indagine sull’organizzazione del tirocinio nei corsi di laurea in Infermieristica. Paola Bernardi, Ornella Bonso, Mara Dorigo, Rosalia Milan. Med Chir 2007; 36: 1514-1520.

19) Riflessioni sull’applicazione del nuovo ordinamento didattico del Corso di Laurea Specialistica in Scienze Infermieristiche e Ostetriche nei primi tre anni di avvio (A.A. 2004-2007). Julita Sansoni, Luisa Saiani, Oliva Marognolli et Al. Med Chir 2007; 39: 1608-1616.

20) Indagine comparativa dei Piani di studi del Corso di Laurea Specialistica in Scienze delle Professioni Sanitarie della Riabilitazione in Italia e proposta di un piano di studi. Manuela Cappuccini, Maria Gloria Ferrari, Antonio Fiaschi et Al. Med Chir 2007; 39: 1617-1627.

21) Variabilità e tendenze dei Piani di studio del Corso di Laurea in Infermieristica. Alvisa Palese, Adriana Dalponte et Al. Med Chir 2007; 39: 1628-1634.

22) Alla vigilia della seconda riforma. Le ragioni di un percorso e di una proposta innovativa di Piano di studi in infermieristica. Alvisa Palese, Adriana Dalponte et Al. Med Chir 2007; 39: 1635-1643.

23) Confronto sui Piani di studi dei corso di laurea in Tecniche di laboratorio biomedico: un primo bilancio e proposte. Maria Rosaria Giovagnoli et Al. Med Chir 2007; 39: 1644-1648.

24) Indagine sull’offerta formativa dei master di primo livello in Management delle funzioni di coordinamento delle professioni sanitarie attivati in ventiquattro università italiane nell’A.A. 2006-2007. Lamberto Briziarelli, Loredana Filosi et Al. Med Chir 2007; 39: 1649-1659.

25) Corsi di Diploma e di Laurea delle Professioni Sanitarie. La programmazione dei posti in undici anni dal 1997 al 2007. Angelo Mastrillo. Med Chir 2007; 39: 1660-1662.

26) Su alcuni aspetti riguardanti la richiesta infermieristica di accesso ai Master. L’esperienza del Master in Area Critica per Infermieri. Giuliano Bertazzoni, Mario Bianchini. Med Chir 2007; 40-41: 1681-1684.

27) Master universitario di primo livello in e-learning in area sanitaria: l’esperienza romana del primo anno di istituzione. Fabrizio Consorti, Stefania Basili, Sabrina Luccarini, Antongiulio Scarlo, Francesco Romanelli, Andrea Lenzi. Med Chir 2007; 40-41: 1685-1690.

28) Lauree triennali delle Professioni Sanitarie. L’accesso ai corsi e la programmazione dei posti nell’A.A. 2008-2009. Angelo Mastrillo Med Chir 2008; 44: 1901-1910.

29) Il mini Clinical Evaluation Exercise (mini-CEX). Laura Furri, Elena M. Ravagni Probizer, Maria Gloria Ferrari, Luisa Saiani, Giancarlo Tassinari, Lucia Zannini. Med Chir 2009; 46: 1992-1993.

30) La specializzazione nelle Professioni Sanitarie. Master, pro e contro. Lucia Bertozzi, Maria Grazia Maioli, Paolo Pillastrini. Med Chir 2009; 46: 1994-1995.

31) Consensus Conference sull’organizzazione didattica dei Master di 1° livello in Management per le funzioni di coordinamento delle Professioni Sanitarie, Luisa Saiani, Lamberto Briziarelli. Med Chir 2009; 46: 2009-2013.

32) Lauree triennali delle Professioni Sanitarie. Dati sull’accesso ai Corsi e programmazione posti nell’A.A. 2009-2010. Angelo Mastrillo. Med Chir 2009; 47: 2068-2070.

33) Documento di indirizzo su standard e principi del tirocinio nei CL delle Professioni Sanitarie. Luisa Saiani, Silvia Bielli, Oliva Marognolli, Anna Brugnolli. Med Chir 2009; 47: 2036-2045.

34) La validazione di un intervento formativo in Neuro e Psicomotricità dell’Età Evolutiva. Fiorenza Broggi, Monica Bomba, Maria Angela Mazza, Mario Bertolini, Francesca Neri, Renata Nacinovich, Chiara Ricci, Michela Rimondini. Med Chir 2009; 47: 2052-2057.

35) Il curriculum nascosto nella formazione infermieristica. Lucia Zannini, Giulia Randon, Luisa Saiani. Med Chir 2011; 52: 2292-2296.

36) Il tirocinio e i laboratori nel curriculum del Corso di Laurea Specialistica/Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche. Survey nelle Università italiane. Caterina Galletti, Renzo Zanotti, Emanuela Merlo, Maria Luisa Rega. Med Chir 2012; 55: 2459-2464.

37) La prova finale per il conseguimento della laurea in Infermieristica: studio trasversale. Anne Destrebecq, Silvia Vitali, Valerio Dimonte, Stefano Terzoni, Pietro Altini, Saverio Ambesi, Maria Caiaffa, Alessandro Delli Poggi, Annamaria De Rossi, Anto De Pol, Loreto Lancia, Rosanna Lombardi, Maria Matarese, Oliva Marognolli, Bruno Moncharmont, Alvisa Palese, Daniela Tartaglini. Med Chir 2013; 57: 2564-2566.

38) Il Portfolio. Studio preliminare dell’Entering behaviuor delle competenze, conoscenze e aspettative degli Studenti del CLM in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie dell’Università di Milano. Giuseppina Bernardelli, Laura Vizzotto, Daniela Mari, Beatrice Bernabè, Federico Filippini, Moscheni Claudia. Med Chir 2013; 59: 2637-2641.

39) Il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Infermieristiche ed Ostetriche. Riflessioni e prospettive sul percorso formativo e sulla figura del laureato magistrale. Alberto Dal Molin et al. Med Chir 2014; 61: 2747-2752.

40) Linee di indirizzo per la prova finale dei Corsi di Laurea afferenti alle Classi delle Professioni Sanitarie avente valore di esame di stato per l’esercizio professionale. Conferenza delle Professioni Sanitarie, 12 Settembre 2013. Med Chir 2014; 61: 2736-2738.

41) Documento di indirizzo per la definizione dei programmi di insegnamento di Infermieristica. Anna Brugnolli, Oliva Marognolli, Alvisa Palese, Valerio Dimonte. Med Chir 2014; 62: 2805-2810.

42) La scheda di valutazione dell’esperienza di tirocinio: uno strumento di classe. Studio osservazionale nel CLM in Scienze riabilitative delle Professioni Sanitarie, Università degli Studi di Milano. Daniela Mari, Chiara Grasso, Antonella Freddi, Lisa Karen Baratelli, Giuseppina Bernardelli. Med Chir 2015; 65: 2942-2945.

43) Un’esperienza di laboratorio professionale condotta nel corso di laurea in Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia. Giovanni Mazzoni, Luigi La Riccia, Daniele Aramini, Barbara Damen, Andrea Giovagnoni. Med Chir 2015; 66: 2989-2993.

Gli sforzi verso una formazione ed una pratica interprofessionale

Il concetto di interprofessionalità e la sua pratica hanno attraversato la storia delle Conferenze Nazionali, delle ex Facoltà di Medicina e Chirurgia e, più di recente, delle Scuole di Medicina. Il primo contributo culturale/scientifico sul tema risale al 1999, quando si iniziava a discutere sul ruolo delle evidenze scientifiche quale occasione per implementare approcci integrati ai problemi dei pazienti. Erano gli anni in cui la Medicina Basata sulle Evidenze, il Nursing basato sulle evidenze, ed altre prospettive disciplinari ciascuna basata sulle evidenze, iniziavano a dare segni di ‘rinuncia’ della propria specificità per abbracciare la pratica (e con essa i problemi dei pazienti) che aveva (ed ha) bisogno di un metodo comune (quello della ricerca e della valutazione critica delle migliori evidenze disponibili).

Suggerendo un ‘abbraccio dei problemi dei pazienti’, l’articolo di Giovanni Pomponio e di Giovanni Danieli, iniziava ad introdurre una nuova sfida – in un contesto ancora fortemente legato alle discipline ed alle professioni: valeva la pena sperimentare un insegnamento delle evidenze capace di coinvolgere tutti i professionisti che assumono decisioni, proprio perché dalla integrazione delle diverse prospettive disciplinari, i risultati clinici sono migliori. Fu uno dei primi passi culturali – ma anche nel terreno concreto della sperimentazione didattica condotta presso la Facoltà di Medicina di Ancona – che apriva alla formazione interprofessionale coinvolgendo studenti afferenti a diversi livelli formativi (di laurea, specializzazione) e disciplinari (di area medica e di area sanitaria).

Arrivò poco dopo la prima grande riforma degli ordinamenti didattici disciplinata dalla Legge 509/99 che introduceva e stabilizzava, nell’alveo della ex Facoltà di Medicina e Chirurgia, la formazione delle professioni sanitarie. La struttura universitaria stava affrontando un profondo cambiamento: non solo gli studenti erano cambiati (da studenti prevalentemente di Medicina, a studenti delle health science) ma anche il profilo dei docenti iniziava a cambiare (iniziarono ad essere reclutati professori di discipline sanitarie). Inoltre, era forte la sollecitazione ad includere negli ordinamenti crediti ‘integrativi’ e nuove forme di didattica ‘mutuata’. Iniziava infatti a configurarsi in alcuni Atenei la didattica condivisa, capace di mettere in aula studenti afferenti a corsi diversi. Senza dubbio alcuni di queste sperimentazioni erano ispirate, per dirla con Binetti (2002), alla efficienza ed alla sostenibilità dei corsi; tuttavia, hanno rappresentato anche la concreta realizzazione dei principi dell’OMS (1998) che raccomandava fortemente una formazione multiprofessionale in cui gli operatori sanitari avessero la possibilità di imparare insieme.

Almeno dieci anni dopo, come documentato da Gallo e colleghi (2011) nell’ambito di un progetto di innovazione pedagogica e nel contesto della progressiva riduzione della rilevanza dei corsi monografici, divenne più consolidata la pratica dei corsi integrati inter-disciplinari, in cui doveva realizzarsi (alcune volte con successo, altre meno) la vera integrazione dei saperi. Non si trattava solo di integrare gli studenti (‘stare insieme per imparare’) ma di coinvolgere anche i docenti (‘stare insieme per progettare il corso, valutare i risultati di apprendimento e condurlo con sequenza facilitante l’apprendimento’). Divenne strategico per le Conferenze disegnare e approvare core curriculum di ciascun corso al fine di assicurare standard di riferimento e aiutare i docenti nella selezione dei contenuti da proporre ed integrare.

Seguirono numerosi sforzi di programmazione e progettazione didattica dei corsi mutuati e dei corsi integrati finalizzati a comprendere le logiche della integrazione, sperimentarle e valutarle nella loro tenuta tra coloro fermamente convinti, tra i scettici e i resistenti.

Via via si faceva più chiara l’esigenza non tanto (o non solo) di formare in modo interdisciplinare mettendo insieme studenti e docenti, ma soprattutto di formare alla pratica clinica condivisa/cooperativa. Quella pratica, come riportano Maria Grazia De Marinis e Maria Concetta De Marinis (2013) che è necessaria nel quadro attuale dei problemi prioritari di salute dei nostri assistiti dove l’intervento di un singolo professionista non è più esaustivo. Al ‘learning togheter’, si era nel frattempo aggiunta la raccomandazione dell’OMS (2010) del ‘working toghether for better health’. Il DNA che anche la Società Italiana di Pedagogica Medica (SIPEM) nell’articolo di Fabrizio Consorti ha fatto proprio e che deve tenere conto dei numerosi fattori ostacolanti alla sua completa realizzazione, ancora presenti nel quotidiano. E’ molto difficile trasformare una visione auto-centrica ad una condivisa: gli sforzi affaticano coloro che ogni giorno sono impegnati nel tentativo di realizzarla. Un approccio resiliente e la possibilità di confrontarsi – per ritemprare le energie – con le Conferenze e la SIPEM, e tra le Conferenze e la SIPEM, continuano ad essere le strategie per proseguire il faticoso cammino della interdisciplinarietà quale prospettiva culturale e scientifica irrinunciabile nella formazione e nella pratica delle future generazioni.

Alvisa Palese

Articoli pubblicati

1) Didattica interprofessionale orientata alla pratica clinica basata sulle evidenze. Giovanni Pomponio, Giovanni Danieli. 75012 Med Chir, 1999; 13: 455-456.

2) Quali prospettive per la formazione multiprofessionale alla luce del nuovo Ordinamento? Paola Binetti. Med Chir 2002; 19: 726-733.

3) Le logiche dell’integrazione interdisciplinare ed interprofessionale. Pietro Gallo, Fabrizio Consorti, Giuseppe Familiari, Antonio Fantoni, Oliviero Riggio, Luciano Vettore. Med Chir 2011; 52: 2280-2282.

4) L’interprofessionalità come risposta unitaria e globale ai problemi di salute: obiettivi, metodologie e contesti formativi. Maria Grazia De Marinis, Maria Concetta De Marinis. Med Chir 2013; 58: 2586-2591.

5) Sassi e stelle. Idee sull’interprofessionalità al margine del Congresso SIPeM 2014. Fabrizio Consorti. Med Chir 2014; 64: 2905-2906.

Core curriculum

L’elaborazione del “core curriculum” di riferimento nazionale è un’operazione importante, tutt’oggi in corso d’opera, affrontata, negli ultimi anni, da una Commissione della conferenza permanente. Il “core curriculum” può essere definito come il complesso di contenuti essenziali (conoscenze, competenze, abilità e comportamenti) che tutti i neo-laureati debbono acquisire in modo completo e permanente per l’esercizio iniziale della professione, e che saranno le fondamenta della formazione permanente.

Nel lungo percorso che ha portato alla sua elaborazione, per trasformare i programmi d’insegnamento in programmi di apprendimento, fu introdotto il concetto di obiettivo educativo specifico, inteso come “ciò che lo studente deve diventare capace di realizzare grazie all’apporto del corso” e non come ciò che il docente deve insegnare. Il programma per obiettivi ha preso poi rapidamente la forma delle unità didattiche elementari (UDE), definite come “particelle del sapere medico con un contenuto tematico circoscrivibile e coerente, caratteristiche didattico-pedagogiche omogenee, descritte in un linguaggio comprensibile in modo univoco dagli studenti e dai docenti e verificabili nel grado di apprendimento”. Come loro connotato peculiare, proprio degli obiettivi specifici, le UDE coincidono con un’azione – e quindi con un verbo – che indica per l’appunto che cosa lo studente debba dimostrare di aver appreso e quindi di saper realizzare.

L’operazione in cui è coinvolta oggi la Conferenza è quella di trasformare un “core di conoscenze” in un “core di competenze professionali” con una procedura “bottom-up”: partendo dai problemi, andranno costruite “a ritroso” le UDE, che con i loro livelli tassonomici individuano le conoscenze, le competenze, le abilità e i comportamenti effettivamente utili a risolvere quei problemi; questo approccio aiuterà nella scelta dei contenuti teorici anche delle scienze di base, che costituiscono i presupposti culturali indispensabili per fondare su basi scientifiche le capacità professionali.

Luciano Vettore

Articoli pubblicati

1) Gli obiettivi della didattica teorico-pratica. Cesare Scandellari. 75012 Med Chir 1989; 1: 3-18.

2) Obiettivi didattici specifici in medicina e chirurgia generale. Ludovico A. Scuro, Luciano Vettore. 75012 Med Chir 1989; 1: 19-22.

3) Programmi di riferimento nazionale per la medicina clinica. Ludovico Antonio Scuro. 75012 Med Chir 1989; 2: 51-56.

4) Guida per la preparazione degli obiettivi educativi in medicina e chirurgia generale. Luciano Vettore, Tania Savarin. 75012 Med Chir 1989; 2: 61-66.

5) Elaborazione di un programma comune di esercitazioni. Federico Manenti. 75012 Med Chir 1989; 2: 67-68.

6) Proposte per un programma nazionale di riferimento. Cesare Scandellari. 75012 Med Chir 1990; 3: 103-106.

7) Proposta per un programma nazionale di riferimento. Cesare Scandellari. 75012 Med Chir 1991; 6: 158-203.

8) Un nuovo progetto di stesura dei programmi nazionali di riferimento per i corsi di laurea in medicina e chirurgia. Cesare Scandellari, Federico Manenti. 75012 Med Chir 1993; 8: 263-265.

9) Nuovi programmi per medici migliori. Luciano Vettore. 75012 Med Chir 1995; 10: 363-370.

10) Il core curriculum degli studi medici. AldoTomasi, Antonio Gaddi, Luciano Vettore. Med Chir 2001; 16: 566-573.

11) L’evidence based medicine nel curriculum medico: breve panoramica storica e linee guida per la didattica universitaria. Gian Franco Gensini, Antonio Conti, Andrea Conti. Med Chir 2001; 16: 574-575.

12) Suggerimenti per progettare un corso di economia e management sanitario nelle Facoltà di Medicina. Gian Mario Raggetti. Med Chir 2001; 16: 580-583.

13) Risultati della revisione della Commissione core curriculum. Aldo Tomasi. Med Chir 2002; 17: 599.

14) Core curriculum del corso di laurea specialistica in medicina e chirurgia. Suggerimenti e Considerazioni per la sua Utilizzazione. Antonio Gaddi, Aldo Tomasi, Luciano Vettore. Med Chir 2002: 18: 629-693.

15) Il Core curriculum degli studi medici. Il suo significato e qualche suggerimento per costruirlo e applicarlo. Luciano Vettore, Antonio Gaddi ed Aldo Tomasi. Med Chir 2002; 19: 704-709.

16) Seminari, un’innovazione del Core curriculum. Saverio Cinti. Med Chir 2002; 19: 710-711.

17) Il Core curriculum, tra specificità di Corso di laurea e condivisione di obiettivi tra le diverse classi. Paola Binetti, Donatella Valente. Med Chir 2003: 21: 810-815.

18) Core curriculum degli studi medici, proposta metodologica per una sua prima revisione. Antonio Gaddi, Luciano Vettore, Aldo Tomasi. Med Chir 2003; 22: 846-848.

19) Presentazione del core curriculum per le abilità pratiche. Luciano Vettore ed Alfred Tenore. Med Chir 2004; 24: 955-961.

20) Il core curriculum degli studi medici, il lavoro continua. Aldo Tomasi, Antonio Gaddi, Luciano Vettore. Med Chir 2004; 26: 968-973.

21) La revisione del core curriculum. Luciano Vettore, Antonio Gaddi, Aldo Tomasi. Med Chir 2005; 29: 1103-1105.

22) Core curriculum del Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia: Seconda Edizione. Giovanni Danieli, Saverio Cinti, Gilda Caruso, Domenico Berardi, Giuseppe Nardi), Amedeo Columbano, Enrico Vasquez, Francesco Saverio Costanzo, Fabio Capani, Gioacchino Mollica, Alessandro Mugelli, Carmine Panella, Giancarlo Torre, Massimo Casacchia, Alfredo Artenisio Carducci, Massimo Malcovati, Roberto Sitia, Marzia Kienle, Guglielmo Borgia, Giovanni Delrio, Evangelista Sagnelli, Eugenio Torre, Oreste Terranova, Antonino Bono, Maurizio Vanelli, Maria Scappatticci, Pierfrancesco Marconi, Brunello Ghelarducci, Eugenio Gaudio, Enrico De Antoni, Pietro Gallo, Andrea Lenzi, Marella Maroder, Giuseppe Familiari, Andrea Modesti, Paola Binetti, Gian Battista Azzena, Giuseppe Delitala, Gian Maria Rossolini, Luca Cordero di Montezemolo, Giuseppe Saglio, Emanuele Belgrano, Alfred Tenore, Francesco Pasquali, Alessandro Lechi. Med Chir 2005; 30: 1143-1198.

23) La Medicina di Laboratorio, attualità e prospettive future,Pier Francesco Marconi, Amos Casti, Giovanni Del Rio, Marzia Kienle, Andrea Lenzi, Andrea Modesti, Carmelo Tassi. Med Chir 2007; 36: 1465-1472.

24) Il Core Curriculum: una sfida applicativa. Eugenio Gaudio. Med Chir 2007; 37-38: 1528-1532.

25) Il core curriculum, una sfida pedagogica. Eugenio Gaudio, Luciano Vettore. Med Chir 2007; 40-41: 1694-1697.

26) Il curriculum esennale per una moderna formazione in Odontoiatria. Antonella Polimeni. Med Chir 2007; 40-41: 1698-1701.

27) Formazione del laureato in Scienze Motorie Ruolo delle discipline biomediche. Giuliano Pizzini. Med Chir 2007; 40-41: 1702-1704.

28) Ruolo delle discipline biomediche nella formazionedei laureati in Scienze motorie. Paolo Parisi. Med Chir 2007; 40-41: 1705-1708.

29) La Laurea triennale in Biotecnologie e le Biotecnologie Mediche in Italia. L’opinione della Conferenza Nazionale Permanente delle Facoltà e dei Corsi di Laurea in Biotecnologie. Ranieri Cancedda. Med Chir 2007; 40-41: 1709-1719.

30) Il core curriculum per l’insegnamento degli argomenti di Medicina Generale nel Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. M. Andreoni, A. Arullani, M. Cavallini, A. Chiriatti, A. Cittadini, C. Della Rocca, G. Donato, M. Mazzilli, G. Nati, A. Nigro, A. Nobile, G. Tarsitani, F. Traditi. Med Chir 2009; 46: I-IV.

31) Nuove Unità Didattiche per il CLM in Medicina e Chirurgia. Antonio Gaddi, Marina Dachà, Paolo Nencini, Luigi Manso. Med Chir 2009; 46: 1976-1978.

32) Il Core Curriculum degli studi di Medicina. Stato dell’arte e prospettive. Antonio Gaddi, Stefania Basili, Claudio Rizzo, Andrea Lenzi, Calogero Caruso. Med Chir 2014; 62: 2791-2793.

Simulazione didattica, E-learning

E-Learning e Simulazione avanzata sono entrambi “figli” della tecnologia digitale e si sono via via dimostrate tecniche didattiche sempre più adeguate a rispondere alla richiesta formativa dei futuri operatori della salute.

Ora l’e-learning permette di progettare ed erogare corsi di formazione che consentono l’acquisizione di competenze procedurali proprie della pratica medico-sanitaria, svolta in strutture ad alta complessità, caratterizzate da continui cambiamenti organizzativi, da un elevato turnover e dall’introduzione di nuove apparecchiature e modalità operative.

La Simulazione, acquisita dalla Medicina dal mondo della aeronautica, trova la sua motivazione nell’assioma “mai per la prima volta sul malato”. A favorirne la diffusione, ha contribuito la diversa organizzazione dei percorsi di di cura con riduzione dei tempi di degenza e del numero dei letti e conseguente riduzione del “potere didattico” dei pazienti. Procedimenti sempre più invasivi e l’incremento del contenzioso medico legale ha spinto ad acquisire competenze tecnico-pratiche e relazionali in condizioni di sicurezza. I progressi tecnologici, infine, hanno fornito simulatori ad alta fedeltà in grado di riprodurre scenari altamente realistici che consentono di valutare il grado di competenza acquisito prima di trasferirla sul malato.

Giancarlo Torre, Stefania Basili

Articoli pubblicati

1) La didattica informatizzata. Noè Battistini. Med Chir 2000; 14: 494-498.

2) La telemedicina che verrà. Laura Totti. Med Chir 2000; 14: 499.

3) Telemedicina. Francesca Galeazzi. Med Chir 2002; 17: 626-628.

4) Formazione a distanza. Pietro Gallo, Huon Snelgrove, Luciano Vettore, Gilda Caruso, Marcella Cintorino e Giuseppe Familiari. Med Chir 2002; 19: 739-743.

5) Considerazioni su e-learning e formazione a distanza in Medicina. Andrea Lenzi, Sabrina Luccarini. Med Chir 2003; 22: 867-872.

6) Indagine sull’e-learning nei CLS in Medicina e Chirurgia. Andrea Lenzi, Fabio Capani, Gian Battista Azzena, Huon Snelgrove, Sabrina Luccarini. Med Chir 2004; 23: 893-897.

7) Opportunità e sfide per la piattaforma e-learning nella prima Facoltà di Medicina e Chirurgia. Sabrina Luccarini, Andrea Lenzi, Huon Snelgrove. Med Chir 2004; 25: 953-958.

8) Introduzione dell’e-learning nella didattica, presentazione di un modello. Edoardo Ferranti, Eugenio Gaudio. Med Chir 2004; 26: 974-980.

9) E-learning in medicina, applicabilità e sperimentazione. Andrea Lenzi, Fabio Capani, Sabrina Luccarini, Giovanni Danieli. Med Chir 2005; 29: 1119-1121.

10) UNIDAV, l’Università telematica Leonardo da Vinci: Prime esperienze. Fabio Capani, Filomena Polidori, Tiziana Vicentini e Franco Cuccurullo. Med Chir 2006; 35: 1408-1412.

11) E-learning in Medicina: una corsa ad ostacoli? Fabrizio Consorti, Stefania Basili, Francesco Romanelli, Pietro Gallo e Andrea Lenzi. Med Chir 2006; 35: 1423-1425.

12) Il futuro è passato da qui: e-learning in Medicina: Considerazioni su una esperienza. Stefania Basili, Huon Snelgrove, Italo Nofroni, Francesco Romanelli e Andrea Lenzi. Med Chir 2006; 35: 1426-1429.

13) E-learning in medicina. Prove di trasmissione: la comunicazione Medico/Paziente. Sabrina Luccarini, Antongiulio Scarno, Marco Proietti, Francesco Romanelli e Andrea Lenzi. Med Chir 2006; 35: 1430-1435.

14) L’aula virtuale della “Leonardo da Vinci”. Fabio Capani, Filomena Polidori e Tiziana Vicentini. Med Chir 2006; 35: 1436-1441.

15) Simulatore Haptico per la Chirurgia odontoiatrica impiantare. Massimiliano Li Vigni, Fabio Capani e Sergio Caputi. Med Chir 2006; 35: 1442-1446.

16) Dal paziente reale al simulatore-paziente. Come la tecnologia migliora la formazione medica e la sicurezza del paziente, Antonello Ganau. Med Chir 2015; 66: 2974-2977.

Progress test

La continua ricerca pedagogica che avviene da moltissimi anni all’interno della Conferenza Permanente dei Presidenti di Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia ha fatto emergere sempre di più la necessità di un metodo di valutazione interna e di confronto tra curricula.

Anche l’incremento della mobilità internazionale, necessita di un modello di valutazione di ampio respiro internazionale, quale quello del “progress testing”, utilizzato, attualmente, da tutte le Facoltà/Scuole di Medicina Italiane. Il “progress testing” rappresenta un metodo per valutare l’acquisizione e la ritenzione, tempo-dipendente, delle conoscenze riguardo agli scopi e obiettivi del curriculum formativo globale e non del singolo corso. In altre parole, un metodo per valutare la quantità di conoscenze accumulate dagli studenti, rispetto al dominio di conoscenze richieste del “prodotto finito delle Scuole di Medicina”, ossia il laureato ideale di un programma di formazione.

Poiché gli studenti di tutti gli anni di corso fanno lo stesso esame, i risultati di tutti gli anni permettono inoltre di seguire la crescita delle conoscenze di ciascuno studente nel corso di tutti gli anni della sua educazione medica, e allo stesso tempo di trarre delle conclusioni che riguardano il curriculum o parti del curriculum formativo.

I risultati sino a ora ottenuti, presentati al Simposio AMEE 2014, dimostrano come l’esperienza italiana sia assolutamente di esempio alla comunità internazionale.

Alfred Tenore, Stefania Basili

Articoli pubblicati

1) Il progress test come forma di monitoraggio dell’apprendimento personale e istituzionale. Paola Binetti. Med Chir 2004; 26: 989-994.

2) Il Progress Test come modello di sperimentazione. Paola Binetti. Med Chir 2005; 29: 1131-1134.

3) Introduzione del Progress test nelle Facoltà di Medicina italiane. Alfred Tenore e Paola Binetti. Med Chir 2006; 34: 1377-1378.

4) Il Progress Test, un ulteriore tentativo della “Conferenza” per migliorare la formazione del medico. Alfred Tenore, Luciano Vettore. Med Chir 2007; 36: 1481-1488.

5) Il Progress Test, strumento di valutazione dell’insegnamento/apprendimento nelle Facoltà di Medicina. Alfred Tenore. Med Chir 2008; 44: 1979-1890.

6) La possibile trasferibilità del Progress Test nei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie. Paolo Pillastrini, Lucia Bertozzi, Viviana Montevecchi, Maria Teresa Naldi. Med Chir 2008; 44: 1891-1894.

7) Progress test nelle Lauree Sanitarie. Metodologia e risultati nel Corso di Laurea in Ostetricia. Mario Rende, Anna Maria Stabile, Maria Cristina Bartoli, Milena Baschieri, Mariangela Bianco, Michela Bonacorsi, Pamela Campanile, Rosaria Cappadona, Nicola Colacurci, Anna Maria Di Paolo, Gian Carlo Di Renzo, Claudia Montagnoli, Rosa Oro, Alfredo Patella, Alessandra Pistilli, Nicola Rizzo, Marianna Salzano, Giovanna Sepe, Maria Vicario, Maria Vigliotti. Med Chir 2009; 47: 2046-2051.

8) Il Progress Test. Considerazioni e speranze per il futuro delle Facoltà di Medicina italiane. Alfred Tenore. Med Chir 2010; 49: 2123-2130.

9) Elaborazione dei dati relativi al nuovo Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi del Molise. I risultati del Progress Test. Laura Recchia, Bruno Moncharmont. Med Chir 2011; 51: 2237-2242.

10) Il Progress Test 2010. Alfred Tenore, Stefania Basili. Med Chir 2011; 52: 2283-2288.

11) Il Progress Test 2011. Alfred Tenore, Stefania Basili, Andrea Lenzi. Med Chir 2012; 56: 2487-2510.

12) Il Progress Test 2012. Alfred Tenore, Stefania Basili, Marco Proietti. Med Chir 2013; 60: 2699-2704.

13) Il Progress Test 2013. Alfred Tenore, Stefania Basili, Andrea Lenzi. Med Chir 2014; 64: 2893-2900.

Site visit

Il progetto On Site Visit della CPPCLMMC, insieme al Progress Test, rappresenta la testimonianza dell’impegno della Conferenza, e di tutti i corsi di laurea magistrale di medicina e chirurgia italiani, nella ricerca di sistemi di autovalutazione sempre più obiettivi e affidabili sulla qualità nella formazione della figura del medico. Attualmente si è appena concluso il I esercizio del II ciclo (2013-2014). Il precedente ciclo di On Site Visit, articolato in tre diversi esercizi, ha proposto e realizzato un metodo, sempre più affinato nel succedersi delle esperienze, per costruire un vero e proprio sistema di accreditamento basato sul rispetto di requisiti minimi realmente raggiungibili, proteso al continuo miglioramento dell’attività dei corsi tramite la progressiva eliminazione delle criticità e la condivisione delle eccellenze riscontrate e serenamente divulgate. Tale esperienza nel suo complesso ha permesso, in base alle simulazioni effettuate, di stilare i requisiti minimi per un possibile accreditamento e ha impegnato tutti i corsi di laurea a lavorare per il loro raggiungimento e mantenimento in modo “sostenibile”. Tali ambizioni sembrano confermate dai risultati dell’ultima esperienza da poco terminata.

Carlo Della Rocca

Articoli pubblicati

1) Nota introduttiva al progetto di site visit fra pari per la valutazione della qualità nei CLS. Andrea Lenzi, Pietro Gallo e Sabrina Luccarini. Med Chir 2004; 23: 886-888.

2) L’auto valutazione del Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia: Fase sperimentale del programma di site visits tra pari per la valutazione dei CLS in Medicina e Chirurgia. Andrea Lenzi, Pietro Gallo, Eugenio Gaudio, Sabrina Luccarini, Massimo Casacchia. Med Chir 2004; 24: 950-954.

3) Rapporto sui primi risultati delle site visit fra pari. Andrea Lenzi, Sabrina Luccarini. Med Chir 2004; 26: 984-988.

4) Dalla valutazione della qualità del sistema ai principi di accreditamento. Il modello di Medicina e Chirurgia: on site visit di valutazione fra pari. Andrea Lenzi, Sabrina Luccarini, Giovanni Danieli. Med Chir 2005; 28: 1063-1067.

5) On site visit di valutazione fra pari. Andrea Lenzi, Sabrina Luccarini, Giovanni Danieli e i Presidenti della Conferenza Permanente dei CLM in Medicina e Chirurgia. Med Chir 2005; 29: 1125-1127.

6) Il secondo programma di auto-valutazione dei CLM 2007-2008. Il progetto, il questionario e le prime riflessioni. Andrea Lenzi, Sabrina Luccarini, Roberto Dandi, Claudio Rossetti. Med Chir 2007; 40-41: 1732-1736.

7) Aggiornamento sul progetto 2007-2008 di autovalutazione dei CLM: al via le site visit. Sabrina Luccarini, Carlo Della Rocca, Andrea Lenzi. Med Chir 2008; 42: 1796-1797.

8) Il modello di valutazione fra pari. Lugi Biggeri, Andrea Lenzi. Med Chir 2009; 45: 1911-1912.

9) Esercizio on site visit 2004-2005. Risultati della prima esperienza. Andrea Lenzi, Sabrina Luccarini, Giovanni Danieli ed i Presidenti dei CLM in Medicna e Chirurgia 2005. Med Chir 2009; 45: 1913-1916.

10) Esercizio on site visit 2007-2008. Metodologia della ricerca, elaborazione ed analisi dei dati. Roberto Dandi, Claudio Rossetti, Sabrina Luccarini ed i Presidenti dei CLM in Medicina e Chirurgia 2008. Med Chir 2009; 45: 1917-1934.

11) Esercizio on site visit 2007-2008. Relazioni dei Coordinatori delle Commissioni visitatrici, Conclusioni generali. Andrea Lenzi. Med Chir 2009: 1935-1954.

12) Esperienze di didattica integrata a confronto. La lezione delle on site visit, Luciano Vettore, Pietro Gallo, Carlo Alberto Porro, Massimo Casacchia, Carlo Della Rocca, Fabrizio Consorti, Giuseppe Familiari, Michela Relucenti, Carlo Maganza, Rosa Valanzano, Maria Grazia De Marinis, Antonella Lotti, Anna Rita Vestri, Gianfranco Tarsitani, Giovanni Renga. Med Chir 2011; 53: 2370-2378.

13) Site visit. Esercizio on site visit 2010-2011. Risultati del terzo esercizio, primo ciclo. Carlo Della Rocca, Roberto Dandi, Andrea Lenzi. Med Chir 2012; 55: 2443-2458.

14) Site visit 2013-2014. Il primo esercizio del secondo ciclo, stato dell’arte. Carlo Della Rocca, Andrea Lenzi. Med Chir 2014; 64: 2888-2892.

Valutazione della didattica, Sistema qualità ed accreditamento

Negli anni 1999-2000 la Conferenza ha attivato, fra gli altri, un gruppo di lavoro sulla valutazione, coordinato prima da Gaddi e poi da chi scrive (M.C.), in un periodo in cui gli ordinamenti didattici erano appena abbozzati ed il core curriculum stava lentamente prendendo corpo (Casacchia 2000 a, b). L’impegno della Conferenza nei riguardi della valutazione del sistema formativo fu sancito nel manifesto degli intenti della Conferenza, che identificava, tra le altre, una macro area, definita “valutazione”, che al suo interno prevedeva 4 gruppi di studio legati da un filo evidente e coerente (Casacchia et al., 2003), quali:

  1. elaborazione di uno strumento di autovalutazione ispirato al modello di Campus One (M. Casacchia)
  2. valutazione dell’efficacia didattica e criteri di incentivazione (P. Gallo con E. De Antoni, G. Familiari, E. Gaudio, A. Lenzi, e M. Maroder)
  3. sperimentazione delle nuove modalità di conduzione dell’Esame di Stato (P. Binetti)
  4. Diploma Supplement (G.B. Azzena).

L’amplificazione dell’interesse e delle energie riservate dalla Conferenza alla macroarea valutazione era una risposta non casuale, ma consapevole, all’accelerazione progressiva e alla pressione dell’istituzione Ministeriale, della Commissione Nazionale Valutazione del Sistema Universitario e della CRUI.

Le strategie di valutazione venivano sollecitate quale mezzo per il miglioramento continuo di qualità per quanto attiene l’istituzione CRUI e, quale parametro di distribuzione di finanziamenti, per quanto attiene il MIUR ed il suo organo di consulenza: il Comitato Nazionale di Valutazione.

L’attenzione alla qualità del “prodotto” fornito dal sistema universitario e all’allocazione delle risorse hanno segnato una modificazione dei rapporti tra Università e Ministero, tra Università e Mondo del Lavoro, tra Università ed altre istituzioni interessate alla qualità della formazione. Tali modificazioni hanno permesso di cogliere l’esigenza crescente di una valutazione multidimensionale del sistema formativo, per prevenire eventuali interventi cosiddetti “punitivi” da parte degli Organi di Controllo e per garantire una preparazione idonea degli studenti.

Si era inteso che le attività delle singole università e del sistema nel suo complesso dovevano essere misurate attraverso indicatori specifici per ciascuna performance e per ciascuna area scientifica attraverso l’analisi, anche qualitativa, dei rapporti tra obiettivi, risorse e risultati effettivamente raggiunti. Le università dovevano prepararsi ad affrontare la valutazione esterna attraverso processi di auto-valutazione o di certificazione volontaria di eccellenza tra pari (Casacchia, 2005).

In questo panorama avevo contribuito a sviluppare il Manuale-Questionario di accreditamento tra pari (Casacchia & Morosini, 2004). Il questionario di auto-valutazione andava inteso quale fonte di idee, su cui gradualmente lavorare in gruppo o singolarmente per migliorare l’offerta formativa; quale sprone per il Consiglio di Corso di Laurea, per la Commissione Didattica e le varie sottocommissioni a rivedere o stilare brevi documenti scritti e procedure chiare per garantire uniformità di comportamenti; intendeva porsi come un utile strumento di stimolo, di riferimento per uno scambio di visite reciproche, in un’ottica di addestramento all’auto-valutazione, di diffusione delle iniziative migliori e di formazione reciproca (Casacchia & Morosini, 2004; Lenzi et al., 2004).

Anche a seguito di tale percorso è nata la sperimentazione delle site visit fra pari, promosse dal Prof. Lenzi, che di fatto ha permesso e permette di monitorare numerose variabili che caratterizzano un corso di laurea.

Ho avuto molta fortuna nella vita, tra cui quella di aver potuto frequentare con il massimo impegno la Conferenza Permanente dei Presidenti dei Corsi di Laurea Magistrali in Medicina e Chirurgia per circa 20 anni e aver potuto respirare aria pura, disinteressata, costruttiva, recepire idee, innovazioni orientate al miglioramento concreto della qualità della didattica e alla crescita culturale ed organizzativa di tale corso di studio. L’esperienza che ho maturato con la frequentazione della Conferenza mi è stata di grande aiuto per raggiungere la certificazione di qualità ISO 9001/ UNI EN ISO 9001:2008 per il Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia dell’Università dell’Aquila nell’ottobre 2013.

La lunga strada della qualità e dell’amore per la didattica mi ha visto camminare con numero rilevante di colleghi, sotto la guida illuminante dei Proff. Giovanni Danieli e Andrea Lenzi, che ringrazio per questo privilegio.

Massimo Casacchia

Articoli pubblicati

1) Il problema della valutazione didattica dei docenti universitari. Luciano Fiore Donati. 75012 Med Chir 1992; 7: 209-210.

2) Gli studenti giudicano la loro Facoltà. Camillo Rossi, Rosalia Genova, Cristina Bonetti, Emilio Sergio Curtoni. 75012 Med Chir 1992; 7: 219-221.

3) Valutazione qualitativa dell’efficienza didattica. Amos Casti. 75012 Med Chir 1994; 9: 335-338.

4) La valutazione vista da docenti e discenti. Massimo Casacchia, Gian Battista Azzena, Paola Binetti, Lorenzo Bonomo, Giuseppe Familiari, Roberto Filipo, Raffaele Geremia, Vincenzo Martinelli, Marcello Negri. Med Chir 2000; 14: 508-510.

5) Accreditamento e Certificazione. Antonio Gaddi, Renzo Celesti, Massimo Casacchia, Amos Casti, Gioacchino Mollica, Antonio Tomasi, Francesco Marotti. Med Chir 2000; 14: 483-486.

6) I percorsi di valutazione della formazione universitaria: si può fare meglio? Massimo Casacchia. 539-542.

7) Progetto MED2000, un approccio interdisciplinare all’accreditamento. Antonio Gaddi. Med Chir 2000; 15: 543-545.

8) La macroarea Valutazione del sistema formativo, una sfida per il futuro. Massimo Casacchia, Gian Battista Azzena, Paola Binetti, Marcella Cintorino, Enrico De Antoni, Giuseppe Familiari, Pietro Gallo, Eugenio Gaudio, Andrea Lenzi, Marella Maroder. Med Chir 2003; 22: 854-856.

9) Studio preliminare di comparazione tra questionario di valutazione studenti e questionario di valutazione docenti. Sabrina Luccarini, Pietro Gallo, Andrea Lenzi. Med Chir 2004; 24: 929-934.

10) L’auto valutazione del Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia: Manuale-Questionario di accreditamento tra pari. Massimo Casacchia e Pierluigi Morosini. Med Chir 2004; 24: 935-949.

11) Lenzi A, Gallo P, Gaudio E, Luccarini S, Casacchia M (2004). L’auto-valutazione del Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia. 2. Fase sperimentale del programma di site visits fra pari per la valutazione dei CLS in Medicina e Chirurgia. MEDICINA E CHIRURGIA, p. 950-954

12) Autovalutazione e accreditamento. Massimo Casacchia. Med Chir 2005; 29: 1122-1124.

13) Profitto accademico nella Facoltà di Medicina e Chirurgia. Giuseppe Boncori, Paola Binetti, Mario Rende, Chiara Maddaloni. Med Chir 2006; 34: 1367-1374.

14) Controllo di qualità nelle Facoltà di Medicina Una ricerca bibliometrica. Virgilio Ferruccio Ferrario. Med Chir 2007; 40-41: 1720-1725.

15) Controllo di qualità nelle Facoltà di Medicina. Valutazione dell’assistenza. Daniela Celin. Med Chir 2007; 40-41: 1726-1729.

16) Ranking e valutazione della didattica per le Facoltà di Medicina e Chirurgia. Francesco Russo. Med Chir 2007; 40-41: 1730-1731.

17) Verso il monitoraggio dell’efficienza universitaria. Fattori di rischio di abbandono e di insuccesso accademico nei Corsi di Laurea in Infermieristica. Alvisa Palese, Angelo Dante, Graziella Valoppi, Gabriella Sandri. Med Chir 2009; 46: 1988-1991.

18) La valutazione della didattica da parte degli studenti nella I Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma La Sapienza mediante tecniche di scaling multidimensionale, Antonella Polimeni, Anna Rita Vestri. Med Chir 2009; 46: 2002.

19) Valutazione della didattica. L’esperienza della Facoltà di Medicina e Chirurgia di Brescia, Bruno Mario Cesana, Giuseppe Pea, Corrado Paganelli, Pietro Apostoli. Med Chir 2011; 53: 2333-2338.

20) Valutazione universitaria: chi giudica chi? Andrea Lenzi. Med Chir 2011; 53: 2324.

21) L’insuccesso accademico nei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie e il monitoraggio dell’efficienza formativa. Angelo Dante, Luisa Saiani. Med Chir 2013; 58: 2592-2595.

22) La via italiana all’autovalutazione della didattica e della ricerca. Massimo Castagnaro, Stefania Capogna. Med Chir 2014; 61: 2715-2719.

23) Criteri e parametri di valutazione della didattica ai fini della valutazione del docente. Francesco Curcio, Laura Recchia, Enrico Tonin, Laura Vizzotto, Tiziana Bellini, Massimo Casacchia, Maria Luisa Eboli, Manuela Merli e Anna Paola Mitterhofer. Med Chir 2014; 63: 2830-2841.

L’attività professionalizzante e il tutoraggio, le “competenze professionali”, la “professionalità”

L’espressione “attività formativa professionalizzante” (AFP) entra in maniera ufficiale nel lessico dei corsi di laurea in Medicina nel 2000, con i decreti attuativi del DM 509/99, che istituiscono le classi dei corsi di laurea. Per il corso di laurea in Medicina si stabilisce che dei 360 CFU, almeno 60 siano da acquisire in attività formative “volte alla maturazione di specifiche capacità professionali”.

Da allora le AFP, variamente denominate come “esercitazioni” o “tirocinio”, spesso condotte in maniera un po’ spontaneistica, sono state oggetto di una riflessione costante da parte della Conferenza, come testimonia l’elevato numero di contributi rintracciabili negli anni. Di particolare valore sono i report degli atelier svolti nel 2009 e nel 2014, che dimostrano come fosse già presente l’idea di un’integrazione verticale delle AFP lungo tutto il curriculum (2009), fino alle evoluzioni più recenti che focalizzano i problemi implementativi concreti, di integrazione Università-ospedale-territorio ed inter-professionale (2014).

Più recentemente la Conferenza ha anche focalizzato l’attenzione sui temi delle “competenze professionali” e sta oggi affrontanndo il dibattito sul tema, molto complesso, della “professionalità”.

Fabrizio Consorti

Articoli pubblicati

1) L’insegnamento tutoriale. Francesco S. Ambesi Impiombato, Franco Cuccurullo, Guido Filogamo, Pietro Li Voti. 75012 Med Chir 1990; 3: 107-110.

2) Figura e ruolo didattico del tutore. Arnaldo Capelli. 75012 Med Chir 1992; 7: 205-206.

3) La didattica pratica in medicina interna. Progetto sperimentale presso il corso di laurea in medicina. Luciano Vettore, Franco Benini, Maria Carla Capelli, Tania Savarin. 75012 Med Chir 1992; 7: 230-234.

4) Obiettivi specifici di didattica pratica in medicina interna e chirurgia generale. Luciano Vettore. 75012 Med Chir 1993; 8: 266-270.

5) Considerazioni sul tutore universitario. Saverio Cinti, Giovanni Danieli. 75012 Med Chir 1993; 8: 271-272.

6) L’apprendimento pratico nel triennio clinico. Importanza di una ricerca sulla didattica pratica in medicina. Sergio Curtoni, Amos Casti, Saverio Cinti. 75012 Med Chir 1995; 11: 393-394.

7) I risultati della ricerca nazionale sull’insegnamento pratico nel triennio clinico di medicina e chirurgia. Sergio Curtoni, Daniela Ansaloni. 75012 Med Chir 1995; 11: 395-412.

8) Come individuare le competenze essenziali per conseguire la laurea in medicina? Una proposta di metodo. Luciano Vettore e Cesare Scandellari. Med Chir 2000; 15: 518-525.

9) La funzione “tutore personale”: proposta di interventi pratici finalizzati al miglioramento della situazione attuale. Alberto Calatroni, Antonino Bono, Amedeo Columbano, Giuseppe Delitala, Enrico Vasquez. Med Chir 2002; 17: 609-613.

10) Linee guida per l’attività formativa proofessioonalizzante. Alfred Tenore, Marzia Kienle, Alessandro Lechi, Massimo Malcovati, Giuseppe Nardi, Francesco Pasquali, Claudio Rugarli, Gianluigi Sottocasa, Oreste Terranova. Med Chir 2002; 17: 620-625.

11) Didattica non formale ed attività professionalizzanti, dove finisce la prima ed iniziano le seconde? Massimo Malcovati. Med Chir 2002; 19: 712-713.

12) Obiettivi, strumenti e modelli tutoriali. Alberto Calatroni, Paola Binetti, Antonino Bono, Amedeo Columbano, Giuseppe Delitala, Enrico Vasquez. Med Chir 2002; 19: 714-719.

13) La didattica pratica. Maria Matarese. Med Chir 2003: 21: 816-822.

14) Didattica pratica, Attività Formativa Professionalizzante e Tirocinio valutativo, un percorso formativo integrato favorito dal nuovo Ordinamento. Alfred Tenore. Med Chir 2003; 22: 849-853.

15) Valutazione obiettiva e strutturata della competenza clinica (OSCE). Giovanni Danieli, Eduardo Landi e Luciano Vettore. Med Chir 2004; 23: 889-892.

16) La formazione alla competenza relazionale in Medicina. Riflessioni e proposte per la valutazione. Giorgio Giorgi, Carlo Maganza. Med Chir 2004; 25: 959-963.

17) Il laboratorio di formazione personale nei corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie. Donatella Valente. Med Chir 2004; 25: 964-966.

18) Il Core values, un modello pedagogico per la valutazione dei comportamenti professionali. Paolo Pillastrini, Lucia Bertozzi, Viviana Montevecchi. Med Chir 2005; 28: 1083-1086.

19) Tutorship e piccolo gruppo facilitano l’apprendimento dell’evidence-based medicine negli Studenti in Infermieristica in uno studio di coorte prospettico controllato. Giovanni Pomponio, Gilda Pelusi, Marina Frattini, Fabio Mascella, Giovanni Danieli. Med Chir 2006; 31: 1242-1246.

20) Il Corso di Comunicazione e relazione in Medicina del Polo San Paolo della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Milano. Loredana Odone, Sabrina Ferrari, Elena Vegni, Egidio Aldo Moja. Med Chir 2006; 33: 1328-1334.

21) Valutazione delle competenze sul tema “dolore”, un progetto da sviluppare a livello nazionale, di Francesco Orso, Giulio Masotti, Alessandro Mugelli. Med Chir 2006; 33: 1335-1336.

22) Attività didattiche professionalizzanti: una proposta applicativa. Luciano Vettore, Pietro Apostoli, Alfredo Carducci, Alfred Tenore e Enrico Vasquez. Med Chir 2006; 35: 1418-1422.

23) La valutazione delle attività professionalizzanti nel Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia: luci ed ombre. Massimo Casacchia. Med Chir 2006; 35: 1447-1453.

24) Quale formazione per la relazione d’aiuto? Eugenio Torre. Med Chir 2007; 36: 1477-1480.

25) La relazione d’aiuto in epilessia. Eugenio Torre. Med Chir 2007; 37-38: 1602-1607.

26) Dalle competenze-esito al piano di studi del CL in Infermieristica. Una proposta orientata ai learning outcomes, Alvisa Palese, Adriana Dalponte e il gruppo di lavoro Revisione del piano degli Studi dei Corsi di laurea in Infermieristica. Med Chir 2008; 42: 1794-1804.

27) La formazione professionale nel corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Proposta didattica nell’area dell’emergenza. Maria Gioffrè Florio. Med Chir 2008; 42: 1805-1806.

28) La valutazione delle competenze professionali acquisite in tirocinio nel Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia. Luigi Cei, Giuseppe Bardo, Maurilio Bessone, Giuseppe Bertoli. Med Chir 2008; 42: 1807-1810.

29) Il rischio clinico nella formazione universitaria. Mario Amore, Rosetta Cardone, Angelo De Feo, Alessandro Ghirardini. Med Chir 2008; 42: 1778-1789.

30) Formazione e professione medica nella società della conoscenza. Pasquale Marano. Med Chir 2008; 42: 1768-1777.

31) Il tirocinio pratico e la valutazione delle competenze professionali acquisite nel Corso di Laurea in Tecniche di Radiologia Medica, per Immagini e Radioterapia. Giovanni Mazzoni. Med Chir 2008; 44: 1895-1900.

32) Primo percorso nei luoghi di cura. Un tirocinio al I anno del Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Rosa Valanzano, Giovanni Guerra, Maria Claudia Valdini. Med Chir 2009; 46: 1979-1981.

33) Early patient contact nel curriculum di Medicina. Esperienze a confronto. Giuseppe Familiari, Giulio Nati, Vincenzo Ziparo, Maria Stella Padula, Gabriella Aggazzotti. Med Chir 2009; 46: 1982-1987.

34) Le attività didattiche professionalizzanti. Massimo Casacchia, Fabrizio Consorti, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Pietro Gallo, Carlo Maganza, Oliviero Riggio, Gianluca Vago, Rosa Valanzano, Italo Vantini, Luciano Vettore. Med Chir 2009; 47: 2058-2063.

35) Modelli di gestione dei laboratori professionalizzanti. Alvisa Palese, Luisa Saiani. Med Chir 2010; 48: 2097-2099.

36) La formazione dei tutori per le attività didattiche professionalizzanti. Luciano Vettore. Med Chir 2010; 48: 2091-2093.

37) Sulle attività didattiche professionalizzanti. Luciano Vettore, Pietro Gallo, Massimo Casacchia, Fabrizio Consorti, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Carlo Maganza, Carlo Adolfo Porro, Oliviero Riggio, Gianluca Vago, Rosa Valanzano, Italo Vantini. Med Chir 2010; 49: 2137-2142.

38) Formazione alla professionalità, una sfida antica e nuova per il CLM in Medicina. Fabrizio Consorti, Laura Potasso, Emanuele Toscano. Med Chir 2011; 52: 2307-2311.

39) Consensus Conference: Documento di indirizzo sulla valutazione dell’apprendimento delle competenze professionali acquisite in tirocinio dagli Studenti dei Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie. Luisa Saiani, Silvia Bielli, Anna Brugnolli. Med Chir 2011; 53: 2347-2354.

40) Motivazioni del ritardo nella Facoltà di Medicina. Una analisi qualitativa ed alcune riflessioni per un tutoraggio attivo. Manuela Merli, Gabriele Cavaggioni, Alfredo Colosimo, Carlo Della Rocca, Eliana Lai, Maurizio Marceca, Paolo Renzi, Francesco Romanelli. Med Chir 2012; 54: 2392-2395.

41) Verso una Laurea professionalizzante. 1° Acquisizione delle competenze professionali. Pietro Gallo, Giulia Casoli, Fabrizio Consorti, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Maria Renza Guelfi, Stefano Guicciardi, Eleonora Leopardi, Riccardo Lubrano, Marco Masoni, Egidio A. Moja, Marco Nicolazzi, Oliviero Riggio, Felice Sperandeo, Rosa Valanzano, Laura Vivalda. Med Chir 2014; 62: 2797-2804.

42) Il professionalism, teoria e attualità. Fabrizio Consorti. Med Chir 2014; 62: 2811-2813.

43) Formazione per competenze. Quadri di riferimento nazionali ed internazionali. Fabrizio Consorti. Med Chir 2014; 63: 2826-2829.

44) Atelier: Verso una Laurea professionalizzante. Certificazione delle competenze professionali. Fabrizio Consorti, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Pietro Gallo, Oliviero Riggio, Felice Sperandeo, Rosa Valanzano. Med Chir 2015; 65: 2931-2941.

La ricerca scientifica in Medicina

Il percorso formativo previsto nel nostro paese per gli studenti interessati alla ricerca medica appare particolarmente prolungato e al contempo poco specifico. Le conseguenze sono un ritardato ingresso nel mondo della ricerca e la dispersione di potenziali risorse, soprattutto nei settori più vicini alle scienze di base. La Conferenza ha individuato questa criticità e avviato una riflessione per sviluppare adeguate strategie di intervento, che si ispirano a quanto già sperimentato in altri paesi, ove sono stati ideati curricula universitari opzionali, definiti “MD-PhD programmes”, che mirano specificamente a formare figure di medico-scienziato.

Gli articoli riportati in questa sezione hanno affrontato la questione di diversi punti di vista, svolgendo anche una accurata analisi di esperienze-pilota svolte da alcuni CdL. I risultati di questa riflessione sono stati presentati in sede europea e hanno contribuito alla stesura del documento “Medical Research Education in Europe”, pubblicato nel 2013 dalla European Science Foundation.

Va anche sottolineato che la recente approvazione della norma che consente di sovrapporre al Dottorato di Ricerca l’ultimo anno delle Scuole di Specializzazione può essere considerata come una prima ricaduta legislativa degli sforzi della Conferenza.

Roberto Zucchi

Articoli pubblicati

1) Modelli e strategie per la formazione alla ricerca, Paola Di Giulio, Giovanna Artioli, Chiara Boggio, Valerio Dimonte, Paolo Motta, Alvisa Palese, Giovanni Pomponio, Luisa Saiani, Giovanni Renga. Med Chir 2003: 21: 823-826.

2) I dottorati di ricerca nelle Professioni sanitarie. Uno sguardo all’esperienza degli altri Paesi, Alvisa Palese, Marco Tomietto, Stefano Dalt, Luisa Saiani. Med Chir 2008; 44: 1864-1868.

3) La formazione alla ricerca in Medicina. Riccardo Zucchi, Sabrina Luccarini. Med Chir 2010; 49: 2118-2122.

4) Futuri Ricercatori in Medicina e Strutture amministrative a supporto della Ricerca. L’unione fa innovazione! Sabrina Luccarini, Catia Malatesta. Med Chir 2010; 50: 2179-2226.

5) Medical Research Education in Europe, by European Science Foundation (Published with the permission of European Science Foundation (Science Policy Briefing 46 “Medical Research Education in Europe”, September 2012, ISBN: 978-2-918428-79-4). Med Chir 2013; 57: 2539-2554.

6) La Terza Missione per l’Università Italiana. Una nuova occasione per crescere? Giuseppe Novelli, Maurizio Talamo. Med Chir 2014; 61: 2739-2746.

Corsi di inglese, corsi in inglese

L’inglese è da anni la lingua della scienza e da anni lo insegniamo nei nostri corsi, ma quando negli ultimi decenni è esplosa la mobilità studentesca internazionale, l’Italia è rimasta ai margini di questo flusso, in parte per la lingua. L’ultima riforma degli ordinamenti didattici ha aperto la possibilità di offrire corsi di studio in inglese e la scelta è sembrata naturale per alcuni corsi, mentre per Medicina la discussione è stata più accesa, per la lunghezza e complessità del percorso e della formazione professionale e infine per le procedure d’ammissione normate.

Quest’ultima è stato lo scoglio iniziale per le università statali, ci sono voluti due anni, con Pavia e Milano già attive, per avere il test in inglese. Ora le sedi sono 7 e a luglio ci sono stati i primi laureati. E’ il momento di tentare un primo bilancio e di dare una precisa connotazione a Medicine & Surgery, ma le scelte per essere vincenti devono essere condivise e nascere da un confronto nella nostra comunità.

Maurizia Valli

Articoli pubblicati

1) To be or not to be? Il corso di inglese medico alla ricerca di una propria identità tra missioni, obiettivi e realtà diverse. Pietro Gallo, Pauline Webber, Philippa Mungra, Houn Snelgrove, Holly ferriter, Antonio Gaddi, Giuliana Gardellini, Alberto Calatroni, Maria Concettina Tripoli, Giuseppe Familiari. Med Chir 2002; 17: 616-619.

2) L’insegnamento della lingua inglese nel Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia. Maria Grazia Albano e Pietro Gallo. Med Chir 2002; 19: 744-748.

3) L’insegnamento dell’Inglese Medico nel CLM in Medicina e Chirurgia. Gilda Caruso, Carmine Panella, Huon Snelgrove. 1790-1795.

4) Medical English. New prospectives in academic teaching. Anna Loiacono. Med Chir 2009; 47: 2030-2032.

5) L’insegnamento dell’Inglese Scientifico. Fattori che favoriscono o impediscono la motivazione a studiare la lingua nel contesto della laurea in Medicina e Chirurgia alla Sapienza. Kyriacos Andreas Kyriacou. Med Chir 2009; 47: 2033-2035.

6) Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia svolto in lingua inglese. Gilda Caruso, Domenico Scannicchio. Med Chir 2010; 48: 2089-2090.

Distribuzione CFU nei Corsi

I crediti didattici compaiono già nella G.U. n. 255 del 30.10.1996, successivamente vengono normati dal Decreto 509/1999 e infine dal DM 270/04. In queste occasioni, la Conferenza ha promosso delle indagini conoscitive sulla distribuzione dei CFU in tutti i Corsi di Laurea.

Il quadro della distribuzione dei CFU ai SSD nelle varie Sedi appare alquanto variegato e differenziato e rappresenta l’espressione delle migliori competenze e capacità presenti all’interno delle Facoltà di Medicina e Chirurgia.

Questa, che appare una grande risorsa, non deve però andare a scapito della preparazione generale del medico e quindi è necessario affiancare altri strumenti che permettano a tutti gli studenti iscritti nelle varie Sedi di acquisire lo stesso grado di competenza.

Pertanto, il core curriculum, i progress test e l’esame di stato sono alcuni dei momenti unificanti nel percorso formativo dello studente, che permettono di superare eventuali pericoli dovuti alla frammentarietà o disparità culturali dei diversi piani di studio.

Amos Casti

Articoli pubblicati

1) I crediti e il riconoscimento reciproco nei percorsi formativi. Aldo Pinchera. 75012 Med Chir 1993; 8: 273-274.

2) Per un sistema di crediti didattici. Cesare Scandellari. 75012 Med Chir 1994; 9: 311-314.

3) Ancora sui crediti didattici. Cesare Scandellari. 75012 Med Chir 1995; 10: 371-374.

4) Un osservatorio permanente sulla formazione. Amos Casti, Renzo Celesti, Antonio Gaddi, Gian Carlo mollica, Antonio Tomasi. Med Chir 2000; 14: 500-501.

5) L’Osservatorio permanente sulla formazione (OFP). Prime linee guida. Amos casti. Med Chir 2000; 15: 549-551.

6) Prima indagine conoscitiva sullo stato di attuazione del nuovo ordinamento didattico. AmosCasti. Med Chir 2001; 16: 587-590.

7) Indagine sull’applicazione del nuovo ordinamento didattico del Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia nei primi anni dall’avvio della riforma sull’autonomia didattica. Amos Casti Med Chir 2003; 20: 749-780.

8) Archivio e pagina web della Conferenza Permanente dei Presidenti dei CCLM in Medicina e Chirurgia. Amos Casti. Med Chir 2005; 27: 1027-1028.

9) Indagine conoscitiva sulla distribuzione dei crediti formativi universitari (CFU) tra i settori scientifico-disciplinari (SSD) nei Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Amos Casti, Luca Cordero di Montezemolo, Carmine Panella, Riccardo Zucchi e Alessandro Mugelli. Med Chir 2007; 37-38: 1543-1590.

10) Distribuzione dei CFU nei diversi SSD. Confronto tra il DM 509/1999 e il DM 270/2004. Amos Casti. Med Chir 2011; 51: 2247-2254.

11) Distribuzione dei CFU negli SSD dei CLM in Medicina e Chirurgia. Luigi Demelia, Italo Angelillo, Amos Casti, Rossana Cavallo, Rossella Fulceri, Graziella Migliorati, Laura Recchia, Anna Spada, Rosa Valanzano. Med Chir 2013; 58: 2578-2579.

L’integrazione nel Territorio e la Medicina di famiglia

L’attenzione sempre crescente del mondo della sanità nei confronti dell’assistenza da erogare al di fuori delle strutture ospedaliere implica che la formazione professionalizzante del medico, tradizionalmente condotta essenzialmente in ospedale, debba prevedere esperienze da condurre direttamente nei nuovi setting di cura, quali l’ambulatorio del medico di famiglia, le strutture del territorio, le residenze sanitarie assistenziali, gli hospice, i consultori, ed infine le case dove sempre più spesso i familiari debbono prendersi cura di conviventi bisognosi di assistenza.

Il tema è stato oggetto di numerosi contributi nell’ambito della Conferenza Permanente; a partire da esperienze condotte in alcune sedi accademiche a partire dai primi anni 90 sono state discusse proposte differenziate per la realizzazione di questi periodi di formazione, da singoli moduli di insegnamento ad un Corso Integrato articolato sugli ultimi quattro anni di corso come quello previsto nel CLM in Medicina e Chirurgia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, che oltre a docenti accademici coinvolge medici di famiglia in qualità di docenti e di tutor degli studenti, e i cui contenuti riguardano aspetti clinici ed epidemiologici, relazionali ed organizzativi relativi alle modalità con le quali offrire la migliore assistenza al paziente e se necessario la sua presa in carico da parte dei servizi sanitari territoriali.

Carlo Adolfo Porro, Gabriella Aggazzotti

Articoli pubblicati

1) Accademia e Territorio, prime riflessioni di un gruppo di studio. Giovanni Delrio. Med Chir 2000; 15: 526.

2) Medicina di comunità, obiettivi e contenuti. Angela Becchi, Aldo Tomasi, Giovanni Renga, Roberto Russo, Fabrizio Faggiano, Roberta Siliquini, Elisabetta Versino, Giorgio Visca. Med Chir 2001; 16: 584-586.

3) Medicina di Famiglia e del Territorio, una proposta di convenzione. Giovanni Delrio. Med Chir 2002; 17: 614-615.

4) Attività formativa professionalizzante in Medicina Generale. Fausto Grignani e Giovanni Delrio. Med Chir 2002; 19: 734-738.

5) Sanità Pubblica e Management. Risultati di un’inchiesta nelle facoltà mediche italiane. Giuseppe Nardi. Med Chir 2004; 24: 927-928.

6) L’insegnamento della Medicina Generale nella formazione universitaria del Medico-Chirurgo in Italia. Eugenio Gaudio. Med Chir 2004; 25: 936.

7) L’insegnamento della Medicina di Famiglia nel corso di laurea specialistica in medicina e chirurgia. Giuseppe Delitala, Paolo Tomasi, Giovanni Del Rio. Med Chir 2004; 25: 937-940.

8) Sanità Pubblica e Management nelle Facoltà mediche italiane. Giuseppe Nardi. Med Chir 2005; 29: 1117-1118.

9) L’insegnamento della Medicina Generale nella formazione universitaria del medico chirurgo in Italia. Eugenio Gaudio. Med Chir 2005; 29: 1114.

10) La Medicina di famiglia nel corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. L’esperienza di Bologna. Domenico Berardi, Marcello Salera. Med Chir 2007; 36: 1473-1476.

11) Indagine sull’insegnamento della Medicina del territorio e di famiglia nei CLM in Medicina e Chirurgia. Riflessioni e proposte. Giuseppe Delitala, Gabriella Aggazzotti, Emanuele Belgrano, Evangelista Sagnelli. Med Chir 2007; 40-41: 1676-1680.

12) Progetto “Insegnamento della Medicina Generale e delle Cure Primarie” nel CLM in Medicina e Chirurgia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Maria Angela Becchi, Gabriella Aggazzotti. Med Chir 2008; 42: 1785-1789.

13) La formazione in Cure Primarie e la Medicina di Comunità. Un’opportunità per i futuri CLM riformati secondo il DM 270/2004. Paola Facchin. Med Chir 2008; 42: 1780-1784.

14) Indagine nazionale sull’insegnamento delle cure primarie nel Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia. Italo Vantini, Alfredo Carducci, Carlo Della Rocca, Andrea Lenzi. Med Chir 2010; 48: 2079-2088.

15) La scuola post laurea di Sanità Pubblica Senese. Quindici anni di attività. Nicola Nante, Giuseppe Battista, Simonetta Sancasciani, Giancarlo Rolla, Roberto Di Pietra, Fulvio Moirano, Gian Maria Rossolini, Angelo Riccaboni. Med Chir 2013; 57: 2559-2563.

16) L’integrazione del territorio nel sistema delle cure. Ricadute sul processo formativo. Parte prima Pietro Gallo, Fabrizio Consorti, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Massimo Casacchia, Anna Paola Mitterhofer, Giulio Nati, Maria Stella Padula, Loris Pagano, Maria Luisa Sacchetti, Carlo Saitto, Gianluca Vago, Rosa Valanzano, Italo Vantini, Luciano Vettore. Med Chir 2013; 58: 2599-2605.

17) L’integrazione del territorio nel sistema delle cure. Parte 2a – Proposta di un curriculum “verticale”. Pietro Gallo, Maria Angela Becchi, Fabrizio Consorti, Carlo Della Rocca, Giuseppe Familiari, Pier Maria Furlan, Agostino Palmeri, Carla Palumbo, Rosa Valanzano. Med Chir 2013; 59: 2642-2649.

18) Ospedali di Ricerca e Ospedali di Insegnamento nell’educazione medica. È necessario un dibattito? Giuseppe Familiari, Eugenio Gaudio. Med Chir 2014; 61: 2723-2727.

19) Dalle idee ai fatti. Una proposta (realizzata) per l’introduzione di un percorso longitudinale di Medicina Generale nel curriculum di un Corso di Laurea in Medicina. Pietro Gallo, Loris Pagano, Maurizio Marceca, Giuseppe La Torre. Med Chir 2014; 63: 2842-2844.

Scienze Umane e Medicina

Non è stato facile ripensare la formazione dei medici del terzo millennio senza restare sedotti dallo sviluppo scientifico e tecnologico che continuamente offre nuove soluzioni e nuove opportunità per i pazienti, mentre impone ai medici nuove responsabilità nello sviluppo e nella acquisizione di nuove competenze. Ma presto è emersa la difficoltà di tradurre i nuovi saperi in una relazione di cura sempre più efficace e significativa, sia per il medico che per il paziente. Anzi spesso si è creato l’equivoco, che il sapere disponibile nella comunità scientifica e il livello di soddisfazione del paziente fossero inversamente proporzionali.

Con le Scienze umane non si tratta di imporre agli studenti una particolare dimensione valoriale, ma di farli uscire da quel relativismo anonimo con cui oggi evitano di interrogarsi sul senso della vita e della morte, del dolore e della disabilità; sulla differenza che c’è tra abbandono e accanimento terapeutico; tra responsabilità personale e responsabilità condivisa. Quando in un futuro ormai alle porte, con budget sempre più limitati, dovranno decidere a chi permettere di accedere ad un trattamento particolarmente caro, ma risolutivo, come accade attualmente per l’epatite C, e dovranno dolorosamente decidere tra una persona e l’altra, non saranno solo le competenze tecnico scientifiche a venir loro in aiuto, ma dovranno far riferimento alla loro umanità, alla loro stessa coscienza. Ecco l’obiettivo vero delle Scienze umane: ottenere che il medico agisca sempre in scienza e coscienza, senza concentrarsi solo sulla prima dimenticando la seconda.

Paola Binetti

Articoli pubblicati

1) Istanze per uno sviluppo delle scienze umane. Gian Mario Mariuzzi. Med Chir 2000; 14: 476-478.

2) L’apertura alle scienze umane nel nuovo curriculum. Paolo Benciolini. Med Chir 2000; 15: 527-530.

3) Educazione medica e Scienze umane. Oreste Terranova, Giovanni Federspil, Paola Binetti. Med Chir 2001; 16: 576-579.

4) Medicina e scienze umane, una riflessione. Giovanni Federspil e Oreste Terranova. Med Chir 2002; 19: 723-726.

5) Si possono apprendere e insegnare le Medical Humanities? Luciano Vettore. Med Chir 2005; 27: 1016-1021.

6) Le Scienze Umane, come nuova frontiera della formazione in medicina. Paola Binetti, Oreste Terranova. Med Chir 2005; 29: 1109-1113.

7) Medicina narrativa. Luciano Vettore e Franca Parizzi. Med Chir 2006; 34: 1348-1356.

8) Miniatelier pedagogico sulla Medicina narrativa. Pietro Gallo, Lorenza Garrino, Franca Parizzi, Maria Grazia Strepparava e Luciano Vettore. Med Chir 2007; 37-38: 1595-1601.

9) A proposito di La vita è uguale per tutti. Paola Binetti. Med Chir 2009; 46: 1973-1975.

10) In tema di spiritualità della Medicina. Brevi riflessioni ed una proposta. Giuseppe Familiari, Giuseppe Midiri, Luciano De Biase, Paolo Marchetti, Pietro Gallo. Med Chir 2010; 48: 2094-2096.

11) Arti figurative e formazione in Medicina. Potenzialità e prospettive. Giuseppe Familiari, Vincenzo Ziparo, Rosemarie Heyn, Michela Relucenti, Luciano De Biase, Pietro Gallo, Luigi Frati. Med Chir 2010; 49: 2143-2150.

12) Le Scienze Umane in Medicina. Medical Education & Medical Humanities. Prima parte. Paola Binetti. Med Chir 2011; 52: 2312-2315.

13) Il Corso sperimentale di Etica Clinica alla Facoltà di Medicina della Sapienza, Università di Roma. Gianfranco Tonnarini, Valentina Gazzaniga. Med Chir 2011; 53: 2363-2365.

14) Medical Education & Medical Humanities, 2a parte. Paola Binetti. Med Chir 2011; 53: 2366-2369.

15) ll contributo delle Scienze Umane nella formazione delle Professioni Sanitarie della riabilitazione, Adriano Ferrari, Vittoria Mamoli. Med Chir 2011; 53: 2343-2346.

16) Malato per un giorno. Rosa Valanzano, Giovanni Guerra. Med Chir 2012; 54: 2396-2398.

17) La “cura” in una prospettiva antropologica. Mariella Pandolfi. Med Chir 2013; 57: 2528-2531.

18) Medicina narrativa e counselling. Strumenti di educazione alla medicina partecipativa per il miglioramento della relazione tra medico e paziente. Luciano Vettore. Med Chir 2014; 64: 2874-2880.

L’etica del docente e dell’Insegnamento

Quest’area tematica è relativamente recente, ed è strettamente correlata all’area dedicata all’insegnamento delle scienze umane in medicina. E’ un tema importante in ambito internazionale, percepito come problema su cui deve essere posta grande attenzione, perché basilare per una funzione docente efficace ed efficiente.

La Funzione docente deve rappresentare il punto di partenza di un processo di formazione, per i nostri studenti, che non si esaurisca negli anni di corso, ma che sia la base metodologica, etica e riflessiva che duri tutta la vita; per una vita professionale corretta.

L’insegnante infatti educa (saperi, cultura, norme), valuta (l’apprendimento e la formazione), orienta, guida e sostiene l’allievo, modellando su di lui tutto il suo operato; il docente opera all’interno di una micro-comunità (il Corso integrato, il Corso di Laurea, la Facoltà/Scuola, l’Università) e partecipa attivamente ai suoi processi, ai suoi problemi, alle sue pratiche; progetta, svolge un ruolo di programmatore, di costruttore di itinerari teorici e pratici, didattici e formativi. E’ quindi necessario che il docente si ponga il compito di fissare la propria etica, di esplicitarla, di articolarla a sua volta e di pubblicizzarla in modo adeguato.

L’etica del docente si colloca nel punto di unione e di tensione di tre forme etiche: l’etica dell’impegno, l’etica della responsabilità e l’etica della comunicazione; anche se la dialettica tra le forme etiche deve trovare il giusto baricentro sulla responsabilità per poter essere organicamente costruttiva.

Giuseppe Familiari

Articoli pubblicati

1) La Carta di Firenze. Gian Franco Gensini, Alessandro Mugelli. Med Chir 2005; 28: 1092-1094.

2) La comunicazione e la relazione con il malato: quale formazione nelle Facoltà mediche italiane? Presentazione del Progetto Gargnano. Gruppo Gargnano. Med Chir 2007; 40-41: 1670-1675.

3) Indagine sulla conoscenza e sull’insegnamento dei “valori della professione medica” nel CLM in Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova. Domenico Montemurro, Michele Negrello, Edgardo Picardi, Caterina Chiminazzo, Dania El Mazloum, Tommaso Cirillo, Anna Chiara Frigo, Paola Arslan, Maurizio Benato, Giorgio Palù, Raffaele De Caro. Med Chir 2011; 52: 2289-2291.

4) Etica della docenza: Per un insegnamento eticamente fondato nei CLM in Medicina e Chirurgia. Giuseppe Familiari, Fabrizio Consorti, Rosa Valanzano, Luciano Vettore, Massimo Casacchia, Gilda Caruso, Carlo Della Rocca, Pietro Gallo. Med Chir 2012; 54: 2383-2391.

5) Sportello counselling, accoglienza studenti “fatti vivo!”. Un’opportunità per gli studenti della Sapienza. Gabriele Cavaggioni, Claudia Lia, Eliana Lai. Med Chir 2012; 54: 2407-2411.

6) Proposta di Codice di comportamento del Docente tutor e dello Studente. Giuseppe Familiari, Pietro Gallo, Vincenzo Ziparo, Andrea Lenzi ed Eugenio Gaudio. Med Chir 2012; 55: 2468-2470.

7) Indagine sulla conoscenza e sull’insegnamento dei Valori della professione medica nel CLM in Medicina e Chirurgia dell’Università di Padova. Domenico Montemurro, Michele Negrello, Edgardo Picardi, Caterina Chiminazzo, Dania El Mazloum, Tommaso Cirillo, Anna Chiara Frigo, Paola Arslan, Veronica Macchi, Andrea Porzionato, Maurizio Benato, Giorgio Palù, Raffaele De Caro. Med Chir 2012; 55: 2439-2442.

8) La salute globale. Stefano Semplici. Med Chir 2012; 55: 2430-2435

9) Il Corso di Comunicazione e Relazione in Medicina. Punti fermi, cambiamenti e sfide aperte a dieci anni dalla sua introduzione. Daniela Leone, Elena Vegni, Egidio A. Moja. Med Chir 2012; 56: 2511-2514.

10) “Progetto accoglienza”. Partecipazione e valutazione del livello di gradimento degli studenti coinvolti. Pietro Apostoli, Antonio Imbasciati, Alberto Ghilardi, Roberto Bresciani, Anna Maria della Vedova, Chiara Buizza, Carlo Cristini. Med Chir 2013; 57:2532-2535.

11) Il dialogo e la comunicazione tra paziente, medico e professionisti dell’area sanitaria. Adelfio Elio Cardinale. Med Chir 2013; 57: 2524-2527.

12) Studio individuale e studio guidato. Concetti, bisogni e approcci. Alvisa Palese, Lucia Cadorin. Med Chir 2013; 58: 2596-2598.

13) Il Servizio di Ascolto e Consultazione per Studenti. L’esperienza del S.A.C.S. dell’Università degli studi dell’Aquila. Ida De Lauretis, Natascia Giordani Paesani, Chiara Di Venanzio, Rocco Pollice, Rita Roncone, Massimo Casacchia. Med Chir 2013; 58: 2582-2585.

14) Quale formazione per i laureati in Medicina? Scienziati applicati al malato o Medici che si prendono cura della persona? Giuseppe Realdi. Med Chir 2014; 61: 2720-2722.

15) Il Medico del 3° Millennio. Proposta di una “Carta dei valori e delle competenze degli studenti”, in un curriculum formativo rinnovato, in Italia. Giuseppe Familiari, Massimo Volpe. Med Chir 2015; 65: 2925-2930.

16) Tentazioni, codici, esempi. L’etica del docente nell’Università della docenza umiliata. Stefano Semplici. Med Chir 2015; 66: 2969-2973.

17) Responsabilità sociale, salute e formazione in medicina. La proposta della RIISG e un’esperienza con i richiedenti protezione internazionale e rifugiati presso la Sapienza Università di Roma. Giulia Civitelli, Giuseppe Familiari, Alessandro Rinaldi, Maurizio Marceca, Gianfranco Tarsitani e la RIISG. Med Chir 2015; 66: 2978-2984.

Le scuole Mediche: un’introduzione

Tra gli insegnamenti che Giovanni Federspil – indimenticato Clinico Medico all’Università di Padova, e valente studioso si metodologia medica, prematuramente scomparso nel 2010 – rivolgeva ai suoi allievi ed estendeva ai suoi collaboratori, c’è una considerazione riguardante le storiografia scientifica in genere e la storia della medicina in particolare che, a distanza di qualche anno dalla Sua scomparsa, ha dato origine ad un’originale ricerca sul significato e il ruolo delle Scuole Cliniche Italiane, ricerca che Lui non riuscì a portare a termine venendo pertanto portati alla stampa a cura di alcuni suoi Colleghi (tra cui chi scrive) [GiovannFedersppil – Le Scuole Cliniche Italiane. A cura di Giuseppe Realdi, Cesare Scndellari, Nicola Sicolo Roberto Vettor. Padova University Press, 2011. Ristampa ampliata nel 2014]

La considerazione è la seguente: La Storia della scienza, e in particolare la Storia della Medicina- è stata in massima parte scritta sulla base delle figure dei maggiori ricercatori scientifici e delle loro scoperte. Questo modo di concepire e di scrivere la Storia della Medicina è strettamente connesso ad un particolare modo di intendere l’evoluzione della l’attività dello scienziato secondo il quale, il progresso della scienza sarebbe sostanzialmente opera di menti creative o di ricercatori dotati di speciali caratteristiche, quali capacità di lavoro, abilità sperimentali, fortuna, spirito sistematico, ecc. Sotto questa concezione, i risultati osservativi o sperimentali che appaiono particolarmente importanti e innovatori, ricevono il nome di ‘scoperte’ e trovano spazio nei manuali di storia come acquisizioni definitive della conoscenza medica. Siffatte ‘scoperte’ – presentate come costituenti l’ossatura fondamentale del sapere scientifico – vengono per lo più attribuite a singoli Autori di particolare lustro mentre agli scienziati ‘minori’ viene attribuito il solo merito di aver eventualmente aggiunto qualche particolare mancante, necessario a completare il quadro generale.

Come si è detto, anche la storia della medicina non fa eccezione a questa descrizione storiografica essendo stata generalmente descritta soprattutto come una storia di grandi ingegni, operanti in solitudine in un contesto isolato, in grado di giungere ad importanti conquiste per proprio esclusivo merito. Le conquiste di Vesalio, D’Acquapendente, Harvey, Morgagni, Mendel, Bernard, Pasteur, Koch, Ehrlich rappresentano – nella tradizionale storiografia – altrettanti esempi di questa visione del progresso medico, tendente a dedicare invece poca attenzione alle relazioni che si vengono a creare fra gruppi di ricercatori che lavorano all’interno di un medesimo orizzonte teorico e ai risultati che questo lavoro comune produce o ha prodotto.

In realtà,continuoava Federspil, basta uno sguardo anche molto superficiale alla riflessione critica contemporanea sulla scienza e sulla storia della scienza negli ultimi quattro secoli, per convincersi facilmente che le cose non vanno affatto come ritiene la concezione standard, appena ricordata.

Ogni impresa umana – anche se attribuita ad un solo Autore, – è opera di collaboratori che a vario titolo hanno contribuito al successo dell’impresa stessa. La scoperta dell’America – per fare un esempio del tutto banale – è attribuita al solo Cristoforo Colombo anche se l’impresa non sarebbe stata possibile senza il lavoro di tutti i componenti dell’equipaggio, dai primi ufficiali ai più umili marinai o – per fare un esempio più vicino alla attività medicina – non è pensabile che la complessità delle tecniche di laboratorio impiegate da Claude Bernard per lo studio della sua Medicina Sperimentale potessero essere programmate e portate termine senza il contributo di colleghi e/ o collaboratori, che tuttavia non compaiono nelle relaioni storiografiche.

Ma non è solo una questione di priorità versonei confronti di una o l’altra scoperta. Ogni semplificazione comporta perdita di dettagli e, nei casi consederati la perdita di informazioni e di dettagli facilmente consistono in perdita di idee, di concetti e di pensieri.

In realtà, l’avanzamento della medicina non è soltanto il frutto dell’opera di isolati studiosi quanto piuttosto il risultato di relazioni intellettuali all’interno di gruppi di ricerca e di lavoro, ciò che chiamiamo ‘scuole cliniche’. Pertanto, l’analisi approfondita di queste realtà non rappresenta solo uno studio limitato alle vicende del passato potendo mettere in luce aspetti della storia della ricerca biomedica finora trascurati o sfuggiti e fare emergere molto elementi finora trascurati ma di grande rilievo storico.

Come tutte le realtà umane, le Scuole mediche si sono evolute nei secoli, determinando talora anche rivalità e contrapposizioni finendo anche per influenzare i principi stessi dell’agire medico.

Quello che inizialmente era stato un fenomeno puramente culturale e scientifico, ha finito per essere pesantemente – per non dire completamente trasformato – anche da fattori sociali. Il progressi stessi della medicina e della clinica avanza su numerosissimi fronti, in continua evoluzione e rapida trasformazione, strettamente interconnessi. L’eterogeneità degli interessi e dei progetti, ha finito per rendere non solo anacronistico ma addirittura impensabile l’esistenza di un unico indirizzo di pensieroo un’unico maestro. La quantità dei riultati è divenuto un aspetto tassativo nella ricrca, compresa quello medica e quella clinica. Ricerca con il risultato che i numeri prevalgono sui pensieri, le tecniche si impongono sui ragionamenti metodologici. i protocolli e le linee guida sostituiscono l’esperienza del Maestro

Rappresentano, le attuali Scuole Mediche solo i resti di una battaglia persa? E’ augurabile di no. La speranza è infatti quella che un riflessione sul concetto originale di scuola e sulle vicende che ne hanno accompagnato – se non determinato – il suo scadimento – possa ridare forza e significato e al concetto di scuola di pensiero e aiutare a recupera valori attualmente considerati obsoleti ed inutili al miglioramento della Medicina.

Questa speranza non può che passare per una riqualificazione della figura del Caposcuola ch per primo deve essere convinto che la scuola deve essere strumento i cultura e solo secondariamente di potere accademico, considerando gli altri componenti – in particolare gli allievi – non tanto come persone sempre in semplice ascolto, poiché – citando Claudio Rugarli- un Maestro non è chi solo insegna qualcosa agli altri, ma è anche capace di influenzarli in grado e si propone che li influenza lasciando in loro un’impronta perman ente per quanto riguarda il comportamento e lo stile del pensiero.

Cesare Scandellari

Articoli pubblicati

1) La Scuola bolognese di Domenico Campanacci. Giovanni Danieli. Med Chir 2012; 56: 2522.

2) La Scuola biochimica bolognese di Giovanni Moruzzi. Amos Casti. Med Chir 2013; 58: 2617-2618.

3) La Scuola internistico-metodologica padovana di Mario Austoni. Cesare Scandellari. Med Chir 2013; 59: 2659-2661.

4) La scuola internistica padovana di medicina clinica e sperimentale di Gino Patrassi. Giuseppe Realdi, Achille Cesare Pessina. Med Chir 2013; 60: 2710-2711.

5) La Scuola internistica di Alessandro Beretta Anguissola. Alessandro Rappelli ed Ettore Bartoli. Med Chir 2014; 61: 2760-2762.

6) Cataldo Cassano, il Personaggio, la Scuola e l’Università. Domenico Andreani. Med Chir 2014; 62: 2819-2822.

7) La Scuola di Lorenzo Bonomo. Franco Dammacco. Med Chir 2014; 63: 2864-2865.

8) La Scuola di Melli Zanussi. Claudio Rugarli. Med Chir 2014; 64: 2907-2912.

9) Luigi Migone, un Maestro da ricordare. Almerico Novarini con la collaborazione di Alberico Borghetti, Giorgio Cocconi, Pier Paolo Dall’Aglio, Mario Savi. Med Chir 2015; 65: 2955-2958.

10) La Scuola (Ferrata, Introzzi) Larizza. Fabrizio Grignani. Med Chir 2015; 66: 2994-2997.

I libri che hanno fatto la storia della Medicina

Nell’era della medicina genomica, quando in pratica nessun medico o ricercatore legge più un libro, ma aggiorna quotidianamente le proprie conoscenze e competenze rincorrendo freneticamente articoli o capitoli accessibili online mesi prima della pubblicazione cartacea, che senso può avere conoscere o a leggere i classici della storia della medicina?

E’ facile rispondere. Anche se le sfide per il pensiero medico sono cambiate nel tempo, le caratteristiche del ragionamento e delle risposte emotive umane sono rimaste le stesse, per cui le diverse applicazioni, in tempi e ambiti differenti, dell’intelligenza e dell’etica dei medici del passato alla soluzione di problemi intellettuali, morali o sociosanitari contengono ancora insegnamenti formidabili. Trasmettono, a secoli di distanza, argomenti, metodi, regole di comportamento, sensibilità verso i pazienti e i colleghi, etc. che sono o invarianti o acquisizioni stabili per la medicina scientifica e per l’etica medica.

I medici non accrescono soltanto la loro erudizione leggendo o riflettendo sui libri che hanno fatto la storia della medicina, ma rafforzano anche l’intelligenza e la qualità morale della loro pratica.

Gilberto Corbellini

Articoli pubblicati

1) Il giuramento di Ippocrate. Vivian Nutton, Med Chir 2013; 58: 2609-2615.

2) Anatomia, libri e auctoritas: Galeno di Pergamo. Valentina Gazzaniga. Med Chir 2013; 59: 2652-2658.

3) De humani corporis fabrica di Andrea Vesalio. Stefania Fortuna. Med Chir 2013; 60: 2705-2709.

4) Il libro per chi fa a meno dei (degli altri) libri, di Abū’l-Qāsim Khalaf ibn ‘Abbās al-Zahrāwī. Paola Carusi. Med Chir 2014; 61: 2753-2759.

5) Il De motu cordis di William Harvery: scienza, medicina, politica. Maria Conforti. Med Chir 2014; 62: 2814-2818.

6) L’Opera omnia di Marcello Malpighi (1628-1694). Stefano Arieti. Med Chir 2014; 63: 2859-2863.

7) Le Tabulae anatomicae di Bartolomeo Eustachio. Stefania Fortuna Med Chir 2014; 64: 2913-2917.

8) Il Canone di Medicina di Avicenna. Paola Carusi. Med Chir 2015; 65: 2946-2954.

9) Questa mia senile fatica. Giovan Battista Morgagni e il De sedibus et causis morborum per anatomen indagatis. Valentina Gazzaniga. Med Chir 2015; 66: 2998-3003.

10) Patologia di Rudolph Wirchow. Anne Droscher. Med Chir 2015, 67 in corso di stampa

11) Introduzione alla medicina sperimentale di Claude Bernard. Fiorenzo Conti. Med Chir 2015; 67 in corso di stampa.

Le problematiche giuridiche – Irnerio Lumen Juris

La conoscenza degli aspetti legislativi della professione medica costituisce un punto essenziale per il corretto raggiungimento della stessa competenza professionale. In questo ambito, nella rivista sono stati trattati numerosi argomenti, tra cui spiccano quelli sulla responsabilità del medico, e la serie di articoli sul consenso informato, o meglio del consenso “condiviso”.

Possiamo leggere, in uno degli articoli pubblicati su questo tema (Callipari N. Med Chir 2012; 54: 2417-2419): “la relazione tra medico e paziente si inserisce in un contesto culturale del tutto diverso rispetto a qualche decennio fa. Nella moderna società il cittadino conosce, infatti, gli enormi successi e progressi della medicina, che ha raggiunto un grande livello scientifico-tecnico. La medicina contemporanea, infatti, rende possibili e plausibili molteplici iniziative diagnostiche e cure terapeutiche di diversa invasività e rischiosità che esigono la ponderazione di una molteplicità di elementi valutativi che non sempre sono di esclusiva competenza medica, ma che implicano necessariamente il coinvolgimento del paziente. Sicuramente per ottenere un consenso consapevole e partecipato, è necessario che esso sia preceduto da un attento ascolto da parte del medico e da un effettivo dialogo con il paziente. Il consenso deve essere, dunque, non solo informato ma anche condiviso.

Oggi il paziente ha bisogno di condivisione più che si semplice informazione, nel senso che egli sente sempre più l’esigenza che la decisione sulla cura sia adottata insieme al medico, attraverso un rapporto dialogico. Consenso informato-condiviso significa, dunque, che il paziente esprime la propria volontà di sottoporsi o meno ad una determinata terapia soltanto a seguito di un dialogo con il medico che lo abbia informato sulla diagnosi, sulle conseguenze, sui rischi e sulle scelte terapeutiche alternative”. Parole che tutti i nostri colleghi e i nostri studenti dovrebbero ben conoscere.

Giuseppe Familiari

Articoli pubblicati

1) La riforma didattica. Maria Paola Landini, Paolo De Angelis. Med Chir 2003; 22: 879-885.

2) Nuovi strumenti di integrazione didattica nell’Unione Europea del sapere. Maria Paola Landini e Paolo De Angelis. Med Chir 2004; 24: 924-926.

3) Anagrafe nazionale degli studenti e dei laureati delle università. Maria Paola Landini e Paolo De Angelis. Med Chir 2004; 25: 941-942.

4) Gli Organi principali del Sistema Universitario Italiano. Maria Paola Landini e Paolo De Angelis. Med Chir 2004; 26: 1009-1012.

5) L’accesso agli atti prima della legge 15/05. Maria Paola Landini e Paolo De Angelis. Med Chir 2005; 27: 1042-1045.

6) Il responsabile del procedimento. Maria Paola Landini e Paolo De Angelis. Med Chir 2005; 28: 1087-1091.

7) L’accesso ai documenti amministrativi dopo le leggi numeri 15 e 80 del 2005 Maria Paola Landini, Paolo De Angelis. Med Chir 2006; 32: 1294-1310.

8) Le autorità amministrative indipendenti (Authority) nell’Ordinamento giuridico italiano. Maria Paola Landini, Paolo De Angelis. Med Chir 2006; 34: 1385-1388.

9) La responsabilità medica. Maria Paola Landini, Paolo De Angelis. Med Chir 2007; 36: 1521-1527.

10) Associazioni e Fondazioni: dal Codice Civile alla legislazione speciale. Paolo De Angelis, Sergio Stefoni. Med Chir 2008; 42: 1811-1814.

11) La responsabilità medica. Analisi della più recente giurisprudenza, Sergio Stefoni, Paolo De Angelis. Med Chir 2009; 47: 2064-2067.

12) Il consenso informato quale parte integrante della prestazione sanitaria. Natale Callipari. Med Chir 2010; 48: 2107-2110.

13) La responsabilità medica. Responsabilità del medico, responsabilità per omesso consenso informato e responsabilità della struttura sanitaria. Natale Callipari. Med Chir 2010; 49: 2173-2174.

14) Il consenso informato. Fonti normative e contenuto dell’informazione. Natale Callipari. Med Chir 2011; 51: 2255-2257.

15) La forma del Consenso Informato. Natale Callipari. Med Chir 2011; 53: 2360-2362.

16) Dal concetto di consenso informato a quello di consenso condiviso. Nicola Callipari. Med Chir 2012; 54: 2417-2419.

17) Il consenso informato e i soggetti fragili. Natale Callipari Med Chir 2012; 56: 2485-2486.

18) Le linee guida e i loro effetti sulla colpa penale medica. Natale Callipari. Med Chir 2013; 59: 2650-2651.

Medicine alternative e complementari

Le cosiddette “Medicine Alternative e Complementari” (CAM) rappresentano un folto, ma disomogeneo e non ben definito insieme di pratiche mediche e paramediche e di tecniche ed approcci alla salute ed alla malattia non integrate nel “corpus” delle conoscenze della medicina scientifica odierna.

La Conferenza permanente ha affrontato questa problematica senza pregiudizio, attraverso ampie ricerche ed analisi delle fonti. La Conferenza ha preso atto che le CAM sono pratiche diffuse e di ampia popolarità, che vengono praticate anche da laureati in medicina, e che esiste una ricerca, sviluppata in anni più recenti, promossa da istituzioni ed agenzie pubbliche.

La Conferenza ha sempre affermato il dovere e la responsabilità dei Corsi di Medicina e Chirurgia nel formare un medico con competenze capaci di rispondere ai bisogni di una società moderna attraverso un percorso educativo coerente con l’ordinamento della Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Questo si identifica in un articolato progetto formativo di caratura internazionale, finalizzato all’acquisizione di criteri scientifici e metodologici nell’ambito di una logica interdisciplinare e che fa riferimento alle relazioni tra metodo scientifico e clinica, alla Medicina Basata sulle Evidenze come strumento formativo, alle prove di efficacia dei trattamenti. La Conferenza ha anche sottolineato come l’approccio basato sulle evidenze non sia meccanicistico né riduzionistico e che, applicato correttamente, consideri l’individualità del paziente, la sua complessità ed il valore professionale dell’esperienza come componenti qualificanti.

La Conferenza ha pertanto ritenuto che le CAM siano in genere incoerenti con questi principi e che l’acquisizione di specifiche competenze in questo settore non rappresenti obiettivo didattico per lo studente del CLM.

Peraltro, la diffusione delle CAM impone che il laureato sia in grado di fornire informazioni sulle più comuni CAM al paziente, aiutandolo ad esercitare in modo consapevole il proprio diritto ad una libera scelta e, nello specifico contesto clinico, di delinearne limiti ed eventuali rischi.

Italo Vantini

Articoli pubblicati

1) Riflessioni sulle medicine alternative e complementari ed il Corso di Laurea Specialistica in Medicina e Chirurgia Alessandro Lechi e Italo Vantini. Med Chir 2004; 24: 919-923.

2) Riflessioni sulle medicine alternative e complementari ed il corso di laurea magistrale in Medicina e Chirurgia. Alessandro Lechi, Italo Vantini. Med Chir 2005; 29: 1115-1116.

3) L’insegnamento delle Medicine non Convenzionali nell’Università: l’esperienza di Firenze. Alfredo Vannacci, Pierangelo Geppetti, Gian Franco Gensini e Alessandro Mugelli. Med Chir 2007; 37-38: 1591-1594.

4) L’insegnamento delle Medicine Alternative e Complementari (CAM) nel Corso di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Posizione della Conferenza Permanente dei Presidenti di CLM. Italo Vantini, Calogero Caruso, Antonio Craxì. Med Chir 2011; 53: 2331-2332.

5) Insegnare nelle Università la Fitoterapia e l’Agopuntura? Calogero Caruso, Claudio Rizzo, Italo Vantini. Med Chir 2013; 60: 2668-2678.

6) Perchè la pseudoscienza trova ascolto. Gilberto Corbellini. Medicina e Chirurgia 65: 2922-2924, 2015.

Aspetti regolatori, sociali e argomenti di attualità nell’insegnamento della medicina

L’insegnamento e l’apprendimento della medicina, in un’ottica legata all’acquisizione delle competenze professionali, non può prescindere dalla conoscenza reale di quelli che possono essere definiti come aspetti regolatori e psico-sociali della medicina. In molti casi, si tratta di veri e propri argomenti di attualità, in grado di contestualizzare l’apprendimento della medicina con le istanze e le esigenze sociali di oggi.

Per quanto riguarda gli aspetti regolatori, basti fare riferimento alla farmacovigilanza e alla contraffazione dei medicinali, mentre per quanto riguarda i teni psico sociali, sono stati affrontati i temi delle dipendenze, del tabagismo, della medicina di genere, quelli legati alle malattie rare, alle cure palliative, alla vaccinologia. Temi di grande impatto sociale, in cui debbono essere coinvolti direttamente gli studenti, anche con esperienze dirette all’interno di setting privilegiati quali quello della medicina di comunità e la medicina delle aree rurali e disagiate.

L’impegno della conferenza permanente su questo tema è stato massiccio, denso di contributi interessanti, dai quali sono scaturiti applicazioni concrete nell’ambito delle diverse sedi Universitarie italiane.

E’ questo un tema relativamente recente, sul quale andranno concentrati ulteriori sforzi della Conferenza.

Andrea Lenzi, Amos Casti

Articoli pubblicati

1) L’insegnamento della Farmacovigilanza nella Facoltà di Medicina e Chirurgia. Alfredo Vannacci, Francesco Lapi, Alessandro Mugelli. Med Chir 2007; 36: 1489-1491.

2) Proposta di inserimento dell’insegnamento della disciplina Tabagismo e problemi fumo-correlati nelle Facoltà mediche. Domenico Enea, Giacomo Mangiaracina. Med Chir 2008; 44: 1869-1871.

3) La formazione alle cure palliative. Gianluigi Cetto. Med Chir 2011; 51: 2228-2231.

4) Un’esperienza didattica di promozione della salute per le matricole dei Corsi di Laurea della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Francesco Donato, Andrea Festa, Deodato Assanelli, Daniela Cocchi, Gianpiero Carosi, Guido Ferretti, Alberto Matteelli, Claudio Orizio, Corrado Paganelli, Emilio Sacchetti, Sandra Sigala, Antonio Vita, Claudia Zani, Roberta Benedetti, Lorenzo Alessio. Med Chir 2011; 51: 2232-2236.

5) I master di cure palliative e terapia del dolore.Guido Biasco, Francesco Amato, Mario Amore, Gianluigi Cetto, Maria Grazia de Marinis, Rita Maria Melotti. Med Chir 2012; 55: 2436-2438.

6) La contraffazione dei medicinali. Cosa insegnare allo studente in medicina del terzo millennio. Luisa Valvo. Med Chir 2012; 56: 2476-2480.

7) Le tematiche didattico-pedagogiche delle Cure Palliative. Silvio Scarone, Guido Biasco, Gianluigi Cetto, Mario De Marchi, Francesco Di Virgilio, Paolo Golino, Laura Mazzanti. Med Chir 2013; 58: 2580-2581.

8) Corsi di Laurea e post-Laurea di Formazione in Farmacovigilanza. Luca Pani. Med Chir 2013; 58: 2571-2574.

9) L’insegnamento della Vaccinologia nei Corsi di Laurea Magistrale in Medicina e Chirurgia. Luigi Roberto Biasio. Med Chir 2013; 59: 2630-2636.

10) Le tematiche didattico-pedagogiche delle Malattie Rare. Guido Biasco, Gianluigi Cetto, Mario De Marchi, Laura Mazzanti, Silvio Scarone. Med Chir 2013; 60: 2679-2682.

11) Identificazione precoce e intervento breve nei confronti del bere a rischio. Cosa insegnare ai futuri medici. Maria Fiore, Gaetano Catania, Maria Grazia D’Agati, Vito Margherita, Luca Leon, Roberto Fallico, Gian Battista Modonutti, Margherita Ferrante. Med Chir 2014; 61: 2728-2731.

12) Il Master di secondo livello in Medicina d’Emergenza-Urgenza. Esperienza dopo tre anni di attivazione. Giuliano Bertazzoni, Riccardo Pini. Med Chir 2014; 61: 2732-2734.

13) Medicina di genere. Una nuova sfida per la formazione del medico. Giovannella Baggio, Stefania Basili, Andrea Lenzi. Med Chir 2014; 62: 2778-2782.

14) Il tabagismo e le strategie di cessazione. Roberta Pacifici, Ilaria Palmi. Med Chir 2014; 63: 2845-2848.

15) Dipendenza da nicotina e terapia del tabagismo. Come formare una cultura medica per l’epidemia da fumo del XXI secolo. Maria Caterina Grassi. Med Chir 2014; 63: 2849-2852.

Internazionalizzazione della Medicina

La reale internazionalizzazione della medicina è un tema importante, nel quale la Conferenza, sin dalle origini, ha contribuito nel dare le giuste e concrete indicazioni. Deve essere notato che i nostri laureati in medicina e chirurgia acquisiscono il loro titolo accademico sulla scorta di regolamenti della Comunità Europea; è quindi di stretta importanza l’interesse a che l’insegnamento/apprendimento della Medicina in Italia sia svolto con criteri di eccellenza e sia garantito da standard di qualità di tipo internazionale.

La internazionalizzazione non si raggiunge semplicemente erogando la didattica del corso in lingua inglese, anche se l’insegnamento in inglese costituisce un forte incentivo per il reclutamento di studenti stranieri. Vera internazionalizzazione si raggiunge con l’acquisizione della qualità di eccellenza della didattica e della ricerca scientifica, riscontrabile nei migliori Atenei internazionali. L’internazionalizzazione si raggiunge con la condivisione internazionale dei metodi della ricerca scientifica e della pedagogia avanzata, come nei più accreditati Atenei internazionali, con la partecipazione ai grandi network internazionali, con l’apertura nel territorio e con una maggiore mobilità internazionale, come negli Atenei più prestigiosi.

Al termine di uno degli articoli più recenti pubblicati su Medicina e Chirurgia (n. 10) una studentessa scrive: In conclusione riteniamo di poter auspicare che i punti di forza del sistema formativo italiano, costituiti dal rilievo dato alla formazione scientifica e fisiopatologica, vengano preservati, ma che lo spazio dedicato alla didattica frontale tradizionale venga ridotto per favorire lo sviluppo di modelli innovativi di pedagogia medica e garantire una più precoce ed estesa interazione con il paziente.

Andrea Lenzi, Giuseppe Familiari

Articoli pubblicati

1) Association of Medical Deans in Europe: appunti sulla conferenza. Sergio Curtoni. 75012 Med Chir 1990; 4: 148-151.

2) Verso l’Europa. Luigi Frati. 75012 Med Chir 1993; 8: 237-238.

3) Report and Recommendations on undergraduate medical education. Paolo Carinci, Gaetano Salvatore. 75012 Med Chir 1993; 8: 239-243.

4) La mobilità internazionale nell’ambito della didattica dei Corsi di laurea delle Professioni sanitarie. Rita Roncone. Med Chir 2004; 23: 907-909.

5) Association for Medical Education in Europe (AMEE). Condividere risorse ed esperienze. Giuseppe Familiari. Med Chir 2009; 47: 2071.

6) The international dimensions of Medical Education. Giuseppe Familiari. Med Chir 2013; 57: 2537-2538.

7) Best evidence medical education and essential medical teaching skills. Two important keys to the internationalization of medical education. Giuseppe Familiari, Fabrizio Consorti. Med Chir 2013; 59: 2662-2663.

8) AMEE 2014: Excellence in Education – The 21st Century Teacher. Giuseppe Familiari, Fabrizio Consorti. Med Chir 2014; 61: 2763-2765.

9) Studiare Medicina in Europa. Andrea Lenzi. Med Chir 2014; 62: 2777.

10) Studiare Medicina in Europa. Dai piani di studio all’esperienza sul campo. Alice Accorroni, Riccardo Zucchi. Med Chir 2014; 62: 2783-2790.

11) AMEE 2014. International Conference, Milan, Italy. Excellence in Education – The 21st Century Teacher. A brief Report. Giuseppe Familiari, Fabrizio Consorti. Medicina e Chirurgia 2014; 64: 2901-2904.

12) Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia di fronte alla direttiva europea 2013/55/UE. Riccardo Zucchi. Medicina e Chirurgia 2014; 64: 2881-2887.

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