La Scuola internistico-metodologica padovana di Mario Austoni

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Mario Austoni nacque a Brescia nell’ottobre del 1912 e si laureò in Medicina e Chirurgia a Padova nel 1936 a pieni voti e lode. Dopo la laurea trascorse un anno e mezzo come medico interno nell’Istituto di Farmacologia della nostra Università, allora diretto dal prof. Egidio Meneghetti, di cui ammirò molto il rigore scientifico e la dirittura del suo stile di vita.  Si trasferì poi a Roma, nel 1937, come medico interno, nella Clinica Medica diretta dal prof. Cesare Frugoni. Nello stesso anno vinse una borsa di studio ministeriale che gli permise un primo soggiorno a Berkley in California, dove frequentò l’Istituto di Biochimica e la Clinica Medica.

Tornato a Roma nel ’39 vi rimase due anni come assistente del prof. Frugoni. Nel ’41, in seguito a vicende familiari e belliche, tornò all’Università di Padova dove era allora Patologo Medico il prof. Giulio Andrea Pari. Ricoperse l’ufficio di Assistente (durante il richiamo alle armi) e quindi di Aiuto fino al ’49 anno in cui il prof. Pari morì improvvisamente. Il prof. Austoni si trovò allora a dirigere, per alcuni mesi, come Direttore interino, l’Istituto di Patologia Medica, rimasto senza Direttore.  All’inizio dell’anno accademico 1949-50, venne nominato Patologo Medico a Padova, il prof. Gino Patrassi il quale volle mantenere al suo fianco, come Aiuto, il prof. Austoni.

Nel ’53 il prof. Austoni vinse un’altra borsa di studio americana e si recò per la seconda volta a Berkley dove frequentò, questa volta, l’Istituto di Fisica Medica. Lì apprese  i principi delle applicazioni mediche dei radioisotopi, tecnologia che egli al suo ritorno a Padova applicò alla diagnostica ed alla terapia di alcune patologie, dando avvio a quelle attività cliniche che, negli anni seguenti, culmineranno nella costituzione all’Università di Padova, di un Centro di Medicina Nucleare  che, a sua volta, si trasformerà più tardi in una Cattedra omonima.

La Medicina nucleare era allora utilizzata prevalentemente per la diagnostica e la terapia di alcune endocrinopatie e di alcune emopatie: da ciò originarono gli interessi del prof. Austoni per entrambi questi settori medici che rappresentarono poi uno dei primi e principali filoni di attività dell’Istituto di Semeiotica Medica. Si interessò inoltre di Malattie Infettive, disciplina che insegnò negli anni dal ‘51 al ’54 e che lo portò alla stesura di una monografia sulle Leptospirosi, assai apprezzata in quei tempi nei quali questa malattia era assai più frequente di oggi. Altro campo cui il prof. Austoni diede particolare impulso è quello dell’Immunologia Clinica soprattutto nel campo delle malattie autoimmuni.

Tuttavia, nonostante l’apparente differenziazione e frammentazione dell’attività clinica e scientifica nei diversi settori ora ricordati, sui quali il prof. Austoni indirizzava e promuoveva le ricerche dei suoi allievi, a livello clinico era fermamente convinto della necessità che la Medicina non dovesse essere divisa in settori tra loro separati, per non “trascurare – sono parole Sue – la globalità dell’essere umano malato”. Riconosceva l’importanza e la necessità delle Specializzazioni, ma sosteneva con altrettanta convinzione che coloro che si dedicano alle diverse specializzazioni devono costruire le proprie competenze su solide fondamenta costituite dalla perfetta conoscenza della Medicina e della Chirurgia generale. Questo atteggiamento olistico della Medicina clinica ha rappresentato il germe su cui il prof. Austoni ha poi costruito la peculiare caratteristica del suo insegnamento e della sua Scuola: l’atteggiamento metodologico.

Nel 1954, il prof. Austoni assunse la titolarità come incarico, dell’insegnamento ufficiale della Semeiotica Medica, insegnamento allora complementare e lo mantenne fino al 1959 quando pervenne alla cattedra di Semeiotica Medica come Professore straordinario e, come Professore ordinario, nel 1962. In quest’anno venne ufficialmente costituito l’Istituto di Semeiotica Medica, che il prof. Austoni diresse fino al suo collocamento a riposo, nel 1982.

Quando fu fondato, nel ’62, l’Istituto di Semeiotica Medica, il prof. Austoni accolse con sé un limitato numero di collaboratori: Pasquale Carenza, Donato Ziliotto, Romeo Lazzaretto, Sergio De Biasi, Felice Casson, Antonio Girolami, Cesare Scandellari, Nicola Conte. Mentre D. Ziliotto, A. Girolami e C. Scandellari intrapresero, negli anni seguenti, la vita universitaria, gli altri si dedicarono per lo più alla vita ospedaliera dove contribuirono a far conoscere i principi metodologici imparati durante la permanenza nell’Istituto del prof. Austoni. Alcuni di loro poterono raggiungere – il primariato ospedaliero, sia in Divisioni di Medicina Generale (come P.Carenza, F. Casson e N. Conte) sia in Centri di Diagnostica di Medicina nucleare (come F. Ferlin, D. Casara e A. Vianello, entrati a far parte, in un’epoca successiva, dell’Istituto di Semeiotica Medica).

Tra gli allievi che negli anni seguenti si unirono all’Istituto di Semeiotica Medica, uno ha rappresentato in particolare un elemento essenziale per il successivo orientamento di tutta a Scuola austoniana. Ci si riferisce a Giovanni Federspil (prematuramente scomparso nel 2010)  che con la sua profonda cultura umanistico-filosofica seppe dare un contributo fondamentale alle riflessioni  sulla metodologia medica e clinica. E furono queste riflessioni e queste ricerche  gli elementi che diedero forma e sostanza agli orientamenti metodologici che avrebbero , da allora in poi, caratterizzato la Scuola padovana di Austoni, rendendola particolarmente nota e apprezzata soprattutto in Italia ma anche in altri Paesi Europei (Belgio e Svizzera).

Come già è stato detto, il prof. Austoni, nel 1959 vinse la Cattedra di Semeiotica medica, evento che più d’ogni altro ha segnato la sua vita universitaria: cioè la sua decisione – in gran parte condizionata, come sempre accade, da vicende  contingenti, ma non per questo meno convinta – di dedicarsi interamente alla Semeiotica Medica. Fu un connubio – se così può essere chiamato –  fortunato ed estremamente significativo sia per la stessa disciplina Semeiotica Medica che per il prof. Austoni.

Risultò fruttuoso per la Semeiotica – che a quei tempi era considerata la disciplina cenerentola della Medicina Interna – poiché proprio dalla passione e dalla dedizione che ad essa profuse il prof. Austoni, trasse nuova linfa vitale, ottenendo finalmente, non solo presso il corpo docente universitario padovano ma anche nell’ambito nazionale, quella considerazione e quel prestigio che la Semeiotica Medica merita in funzione della sua rilevanza per la formazione del futuro medico. Questa valorizzazione della Semeiotica Medica venne ottenuta dal prof. Austoni dimostrando che questa disciplina non deve essere limitata agli aspetti esclusivamente tecnici di esame del malato, com’era sempre stata considerata – anche se tutti i suoi allievi sanno quanto il prof. Austoni pretendesse e quanto ci tenesse alla correttezza della raccolta anamnestica ed alla cura dell’osservazione obiettiva del malato. Il grande merito del prof. Austoni è stato quello di arricchire ed ampliare questa disciplina alla riflessione sul metodo e sul ragionamento clinico. Pretese – in sintesi – che ogni suo collaboratore, ogni medico che con lui operava, si chiedesse sempre, di fronte ad ogni decisione che riguardasse l’ammalato: perché faccio questo? e: quale valore ha la decisione che mi accingo a prendere?

L’incontro con la Semiotica Medica, fu d’altro canto fondamentale anche per il prof. Austoni poiché, coltivando questa disciplina, Egli potè esprimere e sviluppare al meglio, tutte le sue doti di clinico, di studioso, di docente. Alla Semeiotica Medica il prof. Austoni dedicò tutta la sua carriera.

Quando, assieme ad alcuni Colleghi di altre Università, ottenne la Cattedra venne chiesto loro l’impegno di non considerare quella Cattedra come un primo gradino verso i ruoli della Patologia Medica e della Clinica Medica, che al tempo rappresentavano le due uniche fasi della progressione di carriera nell’ambito della medicina interna e, in quanto tali, ambite e contese nelle Facoltà Mediche. Il prof. Austoni – a differenza di qualche suo collega – si sentì vincolato sul suo onore a questo impegno che mantenne lungo tutta la Sua carriera, al punto di rifiutare l’opportunità – che pure in anni successivi gli si presentò – di acquisire gli insegnamenti allora ritenuti più prestigiosi di Patologia Medica e di Clinica Medica. Fece questo “grande rifiuto” – come venne definito anche da qualche suo collaboratore – sia per favorire due suoi allievi (Girolami e Scandellari) che poterono acquisire l’insegnamento per incarico di Patologia Medica – ma soprattutto per coerenza verso l’impegno che aveva preso quando vinse la Cattedra. Ma verosimilmente, il vero e più decisivo motivo, era costituito dall’attaccamento sentimentale culturale e intellettuale che Egli provava per la Semeiotica Medica e per il ruolo che questa disciplina gioca nella formazione del medico.

E quando nel 1982, lasciò l’insegnamento per raggiunti limiti d’età, volle  come successore non tanto uno dei due suoi allievi con titolarità all’epoca più prestigiosa (Patologia Medica) preferendo che la continuazione del suo insegnamento si mantenesse nel solco della Semeiotica Medica: suo successore fu quindi Donato Ziliotto, allora  cattedratico di Semeiotica Medica all’Università di Verona.

Sebbene non possano essere considerati di secondaria importanza i filoni di ricerca e di applicazione clinica coltivati dalla Scuola di Austoni negli ambiti più tradizionali per una Scuola Medica –  quali quello Endocrinologico affidato tra gli altri a Donato Ziliotto, a Franco Mantero, B. Busnardo, I. Mastrogiacomo, M. Boscaro, L. Varotto, E. Girelli, D. Armanini, C. Foresta; quello Ematologico curato da Antonio Girolami, Fabrizio Fabris  G. Cella, C. Scaroni, M.L. Randi, S. Casonato e altri; quello immunologico-clinico, sviluppato da Franco Bottazzo, P. Borini, C. Betterle ; quello Metabolico, sviluppato da Giovanni Federspil, Trisotto,  Roberto Vettor e Nicola Sicolo; quello relativo alla Medicina Nucleare (C. Macrì, F. Ferlin, A Vianello, D. Casara); quello della Medicina dello Sport (M. Zaccaria) – è indubbio che fu l’indirizzo metodologico quello che fruttò maggior notorietà alla Scuola austoniana come centro di innovazione dell’atto medico. E’ vero che le nozioni di Metodologia non erano all’epoca, del tutto nuove: già nel 1965 Enrico Poli, primario medico al Fatebenefratelli di Milano, aveva pubblicato un libro intitolato Metodologia Medica, che tuttavia non ebbe al momento molta risonanza tra la classe medica. Migliore fortuna – forse anche perché i tempi erano mutati – ebbero le pubblicazioni della Scuola Auatoniana: è del 1975 il libro “Principi di Metodologia Clinica” scritto dallo stesso Austoni con la collaborazione di Giovanni Federspil mentre dieci anni dopo, nel 1985, Cesare Scandellari e Giovanni Federspil ottennero la possibilità di esporre all’intera Comunità internistica italiana, riunita a Sorrento per l’86° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Interna, una esauriente relazione sui contenuti e sul significato della Metodologia Medica indicandola come elemento derivato dalla metodologia scientifica ed elemento basilare per la medicina clinica. Veniva così a compiersi il progetto tanto vagheggiato dal prof. Austoni di dare nuova sostanza e più efficacia al modo di fare medicina.

Gli Allievi*

Hanno raggiunto la titolarità di Cattedre di Prima Fascia:

Donato Ziliotto                     Endocrinologia               (attualmente a riposo per limiti di età)

Antonio Girolami                 Medicina Interna             (attualmente a riposo per limiti di età)

Cesare Scandellari             Medicina Interna            (attualmente a riposo per limiti di età)

Giovanni Federspil              Medicina Interna            (deceduto  2010)

Fabrizio Fabris                    Medicina Interna

Franco Mantero                  Endocrinologia

Roberto Vettor                         Medicina Interna

Carlo Foresta                           Endocrinologia

Gian Franco Del Prete               Med. Int e Immunoallergologia      (deceduto  2010)

Corrado Macrì                          Medicina Nucleare                       (deceduto  2008)

 

Hanno raggiunto il Primariato in Ospedali di Provincia:

Pasquale Carenza                  Padova                                      Medicina

Felice Casson                         Chioggia (Ve)                             Medicina

Nicola Conte                           Treviso                                      Medicina

Rodolfo Scarpa                      Chioggia                                    Geriatria

Giorgio Ferlin                          Treviso                                      Medicina Nucleare

 

Gianfranco Bottazzo è stato per alcuni anni Head of Department of Immunology al St. Batholomew’s and the Royal London School of Medicine and Dentistry – London (UK)

Principali linee di ricerca

Linea Internistica: Pasquale Carenza, Felice Casson, Romeo Lazzaretto, Nicola Conte, Rodolfo Scarpa, Maurizio Benato, Sergio De Biasi, Mario Lazzarin, Daniele Fioretti, Marco Zaccaria (Medicina dello Sport), Renato Guido

Linea Metodologica: Cesare Scandellari, Giovanni Federspil

Linea Ematologica: Antonio Girolami, Fabrizio Fabris, Giuseppe Cella, Maria Luigia Randi, Sandra Casonato, Adriano Brunetti, Giovanni Maurizio Patrassi, Nicoletta Borsato, Renzo Dal Bo Zanon

Linea Endocrinologica: Donato Ziliotto, Franco Mantero, Carlo Foresta Benedetto Busnardo, Giuseppe Opocher, Nicola Sicolo, Carla Scaroni, Ismaele Mastrogiacomo, Decio Armanini, Maria Elisa Girelli, Francesco Fallo, Giovanni Luisetto, Guglielmo Bonanni, Francesco Fallo, Marco Rossato, Pietro Maffei, Chiara Martini, Roberto Mioni

Linea Metabolica: Giovanni Federspil, Roberto Vettor, Carlo De Palo, Silvio Dal Fabbro

Linea Immunologica: Gianfranco Bottazzo, Corrado Betterle, Alberto Trisotto, Gian Franco Del Prete, Paola Borini

Linea Medicina Nucleare: Corrado Macrì, Giorgio Ferlin, Franco Bui, Dario Casara, Paolo Ridolfi

Linea Medicina di Laboratorio: Ferdinando Callegari, Giuseppe  Piemonte

*Gli elenchi sono tratti da registri appartenuti all’ex-Istituto di Semeiotica medica ora disattivato. E’ pertanto possibile che contengano qualche lacuna.

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