La Scuola bolognese di Domenico Campanacci

Print Friendly, PDF & Email

Il Prof. Campanacci giunse nell’Università di Bologna – Cattedra di Patologia speciale medica e Metodologia clinica – nell’ottobre del 1953; proveniva dall’Università di Parma e portava con sé alcuni Allievi, tra i quali Ugo Butturini, Bruno Magnani, Giuseppe D’Antuono, Giuseppe Gunella e Mario Passeri.

Era uomo di grande cultura, leggeva di tutto e su tutto amava dissertare; brillantissimo oratore, era capace di stabilire un immediato e solido rapporto con gli uditori; medico di enorme successo, dotato di straordinario carisma, esercitava un grande fascino su Pazienti, Allievi, Studenti; nell’insegnamento distribuiva scienza, ma anche professionalità, umanità e rigore morale.

Era consapevole che la grande espansione della medicina non consentiva ad un solo internista di risolvere tutto l’insieme dei  problemi di salute, per cui la sua prima preoccupazione fu quella di inviare all’estero, uno o due per anno, i propri allievi, che partendo da una solida base internistica, poterono perfezionarsi in un determinato settore.

Nacque così il primo Dipartimento di Medicina interna articolato in Sezioni e da queste si costituirono successivamente i primi Reparti di Medicina Interna specialistica nel Policlinico S. Orsola di Bologna.

Dalla nostra Patologia medica derivarono infatti a Bologna l’Istituto di Cardiologia (Bruno Magnani prima e dopo Angelo Branzi, con la Cardiologia pediatrica di Fernando Picchio), quello di Ematologia (Sante Tura prima e Michele Baccarani dopo), i Reparti ospedalieri a direzione universitaria, Nefrologia (Vittorio Bonomini prima e Sergio Stefoni poi), Pneumologia (Giuseppe Gunella), Angiologia (Sergio Coccheri), Farmacologia clinica (Ettore Ambrosioni). Fuori da Bologna, Clinica medica (Ugo Butturini prima, Mario Passeri dopo) ed Endocrinologia (Angelo Gnudi) a Parma; Clinica Medica, Ematologia ed Immunologia clinica ad Ancona (Giovanni Danieli prima, Armando Gabrielli oggi; Pietro Leoni, Maria Montroni) e numerosi Primari portarono ovunque lo stile del loro Maestro, da Biella (Giorgio Casa) a Lecce (Augusto Melica), passando da Codogno (Giovanni Capretti), Bologna (Daniele Bracchetti, Pier Roberto Dalmonte, Carlo Giro, Mario Sanguinetti, Gianangelo Zampa, Pietro Zucchelli). In Romagna furono primari Walter Telò a Cervia, Maurizio Fusaroli e Aleardo Maresta a Ravenna, Enzo Pretolani e Salvatore Pignatari a Forlì, Francesco Pasi a Faenza, Gian Domenico Geminiani a Lugo, Edoardo Spada a Conselice; in Toscana Enrico Pieragnoli (Firenze), Mauro Sasdelli (Arezzo), Antonio Petrella (Prato); nelle Marche Filippo Altilia e Clara Lamieri (Ascoli Piceno), Vittorio Mioli e Luigi Miti (Ancona), Gianni Verlicchi (Loreto); infine a Foggia Alberto Cavalli.

La scuola produsse dell’ottima ricerca ed un Manuale di Patologia medica in cinque volumi – segretario scientifico ed editoriale Bruno Magnani – che almeno per venti anni è stato il principale testo di riferimento in molte Facoltà mediche italiane.

Disegno acquarellato a mano della pittrice Marisa Calisti (www.marisa-calisti.it)

Comments are closed.