Il saluton.72, 2016, pp.3262

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Schermata 2017-01-31 alle 14.59.23Nella seconda metà degli anni Ottanta veniva avvertita in tutte le facoltà di Medicina del nostro Paese, così come in quelle di tutta Europa,  l’esigenza di un rinnovamento globale dei processi formativi. In realtà – è una citazione storica, ma la ripeto volentieri –  in quegli anni  la formazione in medicina seguiva ancora i principi contenuti nella Riforma Gentile, nella quale le discipline oggetto di  prove di verifica erano  elencate in quella che nel testo appariva come tabella diciottesima, divenuta poi tabella diciotto nel linguaggio corrente.

Iniziava in quegli anni un acceso dibattito che doveva successivamente portare ad alcune importanti innovazioni nei corsi di laurea. Cito tra queste: istituzione dei semestri, tempo pieno e definito per lo studente, riduzione spiccata della didattica frontale in favore di quella pratica e del tirocinio ospedaliero, fusione delle discipline in corsi integrati, core curriculum, strumenti diversi di valutazione dell’efficacia didattica.

Ora la tabella diciotto è stata superata dal nuovo Ordinamento, ma per molti anni fu al centro dei lavori della Conferenza dei Presidenti dei corsi di laurea in Medicina, che dapprima ne curò l’applicazione coerente al testo, in un secondo tempo e sulla base dell’esperienza vissuta ne fece oggetto di critica e quindi di proposte migliorative.

In questo grande fervore di studi, in questo ritrovato entusiasmo per la formazione medica, nacquero i Quaderni, voluti da Luigi Frati all’epoca nostro straordinario Presidente, per far giungere a tutti i corsi di laurea i suggerimenti che la Conferenza forniva con il fine di ottenere un armonico sviluppo della formazione in tutte le sedi. Venivano prodotti in realtà, sotto la spinta di Luigi Frati e attraverso l’opera di gruppi di lavoro, più documenti che presentavano risultati di ricerche, inchieste, proposte di modelli didattici innovativi, raccomandazioni periodiche, guide alla corretta lettura ed applicazione del nuovo Ordinamento didattico. Quest’opera di informazione e allo stesso tempo di formazione continuò sotto le presidenze di Luciano Vettore, Guido Coggi e di chi scrive, mentre la rivista espandeva le proprie radici divenendo nel contempo anche il periodico della Conferenza dei Presidi, della Conferenza dei corsi di laurea in Odontoiatria e, appena  istituiti, dei corsi di laurea delle Professioni sanitarie. Assumeva infine  nell’anno 2000 l’attuale veste tipografica.

Si è assistito poi, con la presidenza di Andrea Lenzi,  ad una fase di ulteriore crescita della Conferenza e, in parallelo, dei Quaderni che si sono arricchiti di nuove rubriche ed hanno visto la definizione delle nuove norme editoriali, periodicità trimestrale, acquisizione dell’ISSN,  sommario e riassunti in lingua inglese, edizione on line della rivista. Accogliendo poi in apposite rubriche gli interventi in Conferenza di esperti della formazione in medicina o di personalità della Sanità o di altri settori il nostro periodico  è progressivamente divenuto la sede di un proficuo dibattito inter-istituzionale.

Ora per me  è il momento di lasciare la rivista dopo circa trent’anni, lasciare con la serenità di chi sente di aver svolto il  compito con la passione che mi proviene dalla terra d’origine ed il metodo di lavoro che ho appreso dal mio Maestro; lasciare facendo mie le parole di San Paolo a Timoteo, Bonum certamen certavi, cursum consummavi, fidem servavi.  Lasciare ringraziando ex abundantia cordis Luigi ed Andrea che mi hanno concesso il privilegio della loro amicizia, del loro affetto e della loro stima e l’opportunità di condividere con Loro in letizia e lealtà trent’anni per me esaltanti di impegno per una Università migliore; mi hanno fornito il modello di uomini che vivono nell’Istituzione per l’Istituzione e non li dimenticherò mai. Ringrazio infine, con affetto, riconoscenza e commozione, tutti gli amici Colleghi che mi hanno offerto con grande generosità quella preziosa collaborazione senza la quale tutto quello che per la rivista è stato fatto non si sarebbe realizzato.

Giovanni

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