Il Portfolio. Studio preliminare dell’entering behaviour delle competenze, conoscenze e aspettative degli Studenti del CLM in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarien.59, 2013, pp.2637-2641, DOI: 10.4487/medchir2013-59-4

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Abstract

Background: In Italy, the Master’s Degree in Health Sciences and Rehabilitation is a quite recent educational project and at the University of Milan it was inaugurated in 2008. The Master’s Degree focuses on a formative program that encourages the development of the health professions cultural progress through the acquisition of knowledge and skills in three specific areas: research, teaching and management. Students from eight professional first cycle graduate backgrounds can access to this Degree.
Aim: Since an educational project should be constructed on the formative needs and expectations of learners, our purpose was to characterize the freshmen and evaluate if the Master’s Degree curriculum adopted at the University of Milan fits with this criterion.

Methods: Through a portfolio, consisting of a questionnaire on students’ entering behaviour, we carried out a descriptive analysis of the characteristics of the freshmen, their initial level of knowledge and competence in the three formative areas and their expectations towards the post-graduate course and the traineeship. The study took into account 76 students of four different academic years.
Results: The results underline a fluctuating distribution of students age and differences in educational qualification, working experience, role of responsibility. The questionnaire reveals how, between the three formative areas, students consider management and research those of lesser knowledge and, therefore, of greater interest. The analysis of learners’ expectations show how students evaluate the Master’s Degree title as a possibility of professional development, especially towards coordination or managerial positions. Conclusions: Data are important for a correct ideation of the formative course about contents and logistic aspects. This study is an useful starting point for administering the resources among the three formative areas and it should be complemented by a thorough comparison with the world of work in order to highlight on which educational domain focus more in the future.

Articolo

Introduzione

Il processo di formazione delle professioni sanitarie in Italia è caratterizzato da un lungo ed articolato percorso durato circa 60 anni, la cui ultima fase è rappresentata dai Decreti Ministeriali n. 136 del 2 aprile 2001 e n. 270 del 22 ottobre 2004 che hanno istituito rispettivamente i Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie (LM/SNT), individuando le Classi di appartenenza finalizzate a formare laureati secondo gli specifici profili professionali, ed i percorsi di Laurea specialistici poi magistrali1, il cui progetto didattico mira ad assicurare un approccio metodologico specifico-professionale negli ambiti formativi della didattica, dell’organizzazione-management e della ricerca.

La rapida evoluzione con cui in questi anni si sono programmati ed attivati nuovi percorsi formativi e succeduti diversi Ordinamenti didattici, ha permesso di attivare una politica d’innovazione per una migliore formazione, ma la velocità del cambiamento ha reso difficile soffermarsi ad analizzare la correlazione effettiva tra bisogni formativi e progetti didattici, l’efficacia dei percorsi e le proposte educative. In questo caso il ruolo della Conferenza Permanente delle Classi di Laurea delle Professioni Sanitarie è stato fondamentale per colmare spazi vuoti lasciati da una normativa in continua trasformazione, mettendo a disposizione un modello di progetto formativo che, nel rispetto della transizione delle normative, fosse vantaggioso sotto il profilo della formazione2.

Nonostante siano trascorsi alcuni anni dall’avvio dei Corsi di Laurea Magistrale (CdLM), sul territorio italiano si continua ad evidenziare disomogeneità nei percorsi e contenuti formativi, nei piani curriculari e negli obiettivi pedagogici.

Uno studio condotto in dodici sedi didattiche italiane, oltre ad aver evidenziato una variabilità rispetto ai settori scientifico-disciplinari attivati negli Ordinamenti didattici e nei Piani di Studio dei percorsi magistrali ed al valore in crediti loro attribuiti, ha anche dimostrato una grande difformità dei crediti formativi del percorso di tirocinio in termini di  differenze quantitative tra le diverse figure professionali della Classe e tra il I e il II anno di corso ed in termini di numero di ore corrispondenti. Infine, lo studio descrive anche una vasta discordanza tra le proposte pedagogico-formative dell’esperienza di tirocinio: esse possono, infatti, riguardare la formulazione di un progetto di tirocinio, l’esperienza in ambito pedagogico-formativo, la partecipazione ad attività tutoriali, la frequenza in Unità Operative-Reparti e l’esperienza in ambito manageriale. Ancora più ampia autonomia è lasciata alla definizione dei contenuti, degli obiettivi, delle finalità e dei metodi3.

La popolazione studentesca del percorso magistrale presenta caratteristiche sensibilmente diverse rispetto a quella delle lauree di primo livello. I discenti dei Corsi di Laurea triennali sono generalmente un gruppo omogeneo per età, formazione e vissuto professionale; essi devono imparare il sapere (campo intellettivo), il saper essere (campo della comunicazione) e il saper fare (campo gestuale) secondo la tassonomia di Guilbert. Viceversa gli studenti dei CdLM, sono largamente eterogenei per età, formazione di base e post base, esperienza e competenze maturate in campo lavorativo e ruolo professionale ricoperto, ed esprimono anche aspettative difformi rispetto alla nuova esperienza formativa.

La storia relativamente recente dei CdLM giustifica in parte l’assenza di una valutazione della loro strutturazione, in termini di contenuti ed organizzazione, e della loro finalità in relazione alle richieste dei discenti ed a quelle che giungono dal mondo lavorativo in continua evoluzione. Pertanto, partendo dal presupposto che un progetto educativo debba essere costruito tenendo in considerazione le esigenze formative dei discenti, questo studio di tipo qualitativo si prefigge di valutare, attraverso la caratterizzazione degli studenti, se ed in quale misura il curriculum adottato presso il CdLM in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie dell’Università degli Studi di Milano risponde a questo prerequisito4,5.

I risultati di questo studio preliminare potranno risultare degli utili indicatori per rilevare punti di forza e di debolezza dell’impianto formativo in termini di contenuti, processi e metodi, così come fornire delle strategie per risolvere le criticità individuate.

Metodo

Lo studio qualitativo ha coinvolto la totalità degli studenti immatricolati al CdLM in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie dell’Università degli Studi di Milano (n=101) negli anni accademici dal 2008/2009 al 2012/2013. Nello specifico la coorte presa in esame è costituita da 67 Fisioterapisti, 4 Ortottisti, 4 Logopedisti, 4 Educatori professionali (EP), 9 Tecnici della Riabilitazione Psichiatrica (TeRP), 2 Terapisti Occupazionali (TO), 11 Terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TNPEE).

Al momento dell’immatricolazione al CdLM agli studenti è stata proposta la compilazione di un Portfolio rappresentato dalla scheda Entering behaviour (riportata in http://www.quaderni-conferenze-medicina.it/), un questionario semi-strutturato costruito ad hoc per indagare il livello iniziale di conoscenze, competenze maturate, attitudini, convinzioni e motivazioni del discente6,7,8. Il questionario è stato accompagnato da una lettera di presentazione dello studio. Le risposte sono state raccolte in un database di Microsoft Access®.

Risultati

Età anagrafica

Al fine di descrivere la distribuzione dell’età anagrafica degli studenti, sono state individuate quattro classi di uguale ampiezza: 21-30, 31-40, 41-50 e 51-60. La classe 21-30 anni è quella maggiormente rappresentata, mentre la classe 51-60 anni risulta quella meno numerosa. Inoltre, nel corso dei cinque anni accademici considerati, si assiste ad un progressivo aumento di discenti appartenenti alla classe 21-30 anni e, parallelamente, ad una diminuzione di quelli della classe 51-60 anni. Le due classi intermedie sono entrambe caratterizzate da un trend fluttuante, ma se considerate nell’insieme, la numerosità è costante (Tab. 1).

Background formativo

I dati dimostrano un progressivo aumento degli studenti in possesso del titolo di Laurea di I livello delle professioni sanitarie della Classe L/SNT2 e, allo stesso tempo, una diminuzione di quelli che accedono al corso magistrale con il Diploma universitario che, tuttavia, rappresenta il titolo di studio del 30% degli immatricolati al CdLM nel quinquennio considerato. Un numero modesto di studenti ha conseguito un Master di I livello (9%) e solo 1 è in possesso di un titolo di Laurea in altro ambito formativo (Tab. 2).

Profilo professionale

I profili professionali dei discenti non sono equamente distribuiti e rappresentati: la maggioranza degli studenti ha il titolo di Laurea in Fisioterapia (67%), mentre si evidenzia l’assenza di laureati in Podologia dal momento che rappresentanti di questa figura professionale non hanno nemmeno mai partecipato  al test di ammissione. Le altre figure professionali della Classe 2 sono rappresentate in modo variabile  nei diversi anni accademici (Fig. 1).

Esperienze lavorative e di docenza

L’85% degli intervistati è occupato (Fig. 2) e, tra questi, il 13% ricopre ruoli di responsabilità (posizione apicale o di coordinamento).

Il 42% documenta pregresse esperienze di insegnamento o tutorato in ambito accademico nel ruolo di docente a contratto, tutor o assistente di tirocinio in Corsi di Laurea triennali.

Autovalutazione delle conoscenze in ambito formativo, organizzativo-gestionale e di ricerca

I risultati descritti nella Fig. 3 mostrano come la maggioranza degli studenti ritenga inappropriate le proprie conoscenze pregresse in ambito organizzativo-gestionale e della ricerca.

Aspettative

Come descritto in Fig. 4, il 48 % degli studenti si aspetta che il percorso magistrale possa essere utile per un upgrade professionale verso ruoli manageriali all’interno del Sistema Sanitario Nazionale.

Dalle risposte degli studenti si evince, inoltre, come l’interesse verso il campo della ricerca sia ritenuto puramente fine ad un miglioramento culturale personale e non direttamente spendibile per ottenere miglioramenti del ruolo professionale. Infine, gli studenti ritengono che il CdLM possa esclusivamente consolidare le loro conoscenze in ambito didattico dal momento che le stimano di livello già sufficiente.

Discussione

In questo studio il questionario Entering behaviour è stato proposto per mappare le caratteristiche degli iscritti al CdLM in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie al fine di verificare se e cosa modificare del curriculum formativo e nel progetto di tirocinio per meglio adattarlo alle necessità ed alle aspettative degli studenti. Gli aspetti maggiormente significativi ottenuti dall’elaborazione dei dati sono quelli relativi all’età, al profilo professionale, alle competenze pregresse e al livello di conoscenze al momento dell’immatricolazione.

Dai dati raccolti risulta come, a partire dall’anno accademico 2009/2010, ci sia stato un progressivo aumento di studenti di età compresa tra i 21 e 30 anni ed una parallela e diminuzione di quelli tra i 51 e 60 anni. Le due classi di età intermedia (31-40 e 41-50 anni) sono caratterizzate da un trend oscillate, ma se vengono considerati unitamente il loro numero è costante e rappresenta circa la metà della popolazione totale (49%). I dati sembrano in accordo con quanto discusso in recenti eventi nazionali, durante i quali si è sottolineata una progressiva riduzione dell’età dei discenti ed una maggiore attrattività del CdLM verso i neolaureati. Lo studio evidenzia, inoltre, come un’età anagrafica più avanzata correli, nella maggioranza dei casi, con una maggiore e più varia esperienza in ambito professionale con soggetti che ricoprono ruoli apicali dirigenziali e di coordinamento. Nel complesso, queste informazioni suggerirebbero come il percorso formativo sia attrattivo indipendentemente dall’età e dal ruolo professionale: per i neolaureati la formazione magistrale potrebbe significare l’occasione per un maggiore approfondimento di conoscenze e competenze richieste per intraprendere opportunità occupazionali future e solo marginalmente acquisite nel percorso di I livello o nei pochi anni di esperienza professionale, mentre per i soggetti più anziani, l’occasione formativa per consolidare il ruolo già ricoperto.

La popolazione dei discenti è caratterizzata per la maggior parte da fisioterapisti (65%): questa  massiva presenza potrebbe trovare ragione e giustificazione nell’elevato numero di posti legiferati annualmente dai Decreti Ministeriali per i corsi di studio, definiti sulla base di specifici fabbisogni sia a livello regionale che nazionale, rispetto agli altri profili della Classe 2. Inoltre, è ragionevole ipotizzare che in Italia, il titolo di Dottore Magistrale possa essere maggiormente valutato e spendibile nelle progressioni di carriera dei fisioterapisti rispetto agli altri profili professionali della Classe di più recente istituzione. Tuttavia tra gli immatricolati al CdLM, soprattutto negli ultimi anni accademici, la presenza di fisioterapisti è leggermente in calo a fronte di una crescita, seppur ancora modesta, di altre figure professionali come i TNPEE e i TeRP; resta costante l’assenza di laureati in Podologia. Se questa situazione dovesse essere confermata negli anni accademici futuri, è auspicabile che il CdLM prenda in considerazione opportune modifiche di Ordinamento, Regolamento e Piano di studi introducendo nuovi insegnamenti disciplinari in ragione del raggiungimento degli obiettivi formativi della Classe.

L’85% dei discenti si definisce studente-lavoratore: questo aspetto ha un peso rilevante sull’organizzazione logistica del CdLM dal momento che influenza direttamente la sua attrattività. Poiché il percorso magistrale, da Regolamento didattico, presuppone la frequenza obbligatoria ai corsi, è evidente che in futuro il progetto formativo dovrà tenere in considerazione questa particolare necessità promuovendo azioni che mettano gli studenti-lavoratori nelle condizioni di poter più facilmente accedere ai corsi attraverso, ad esempio, una calendarizzazione delle lezioni in giorni non lavorativi e forme di insegnamento alternative rispetto a quello d’aula come l’e-learning. L’uso di tecnologia multimediale trova, infatti, sempre più spazio non solo come complemento alla formazione in presenza, ma anche come percorso didattico rivolto ad utenti aventi difficoltà di frequenza in presenza9,10. Infine, la miscellanea di studenti-lavoratori con esperienza professionale e studenti non lavoratori senza esperienza professionale rappresenta un punto chiave nella realizzazione di un progetto pedagogico che definisca contenuti appropriati ai bisogni formativi degli studenti per i vari curricula ed equilibrati rispetto alle tre aree formative (didattica, management e ricerca).

L’autovalutazione delle proprie conoscenze ha evidenziato come più della metà degli studenti si giudichi impreparata nell’ambito organizzativo-gestionale e della ricerca (rispettivamente 60% e 59%). Tali risultati potrebbero essere giustificati dal fatto che né il management né la ricerca sono tra i principali obiettivi formativi dei Corsi di Laurea triennale. Competenze in ambito organizzativo-gestionale sono dichiarate non del tutto adeguate anche per quei soggetti che ricoprono ruoli apicali o di coordinamento: questo dato potrebbe essere motivato dal fatto che tali posizioni sono talvolta attribuite per lo più per anzianità di servizio che non per competenze acquisite.

L’ambito della ricerca è quello che, al momento dell’immatricolazione, evidenzia le maggiori lacune formative: questa situazione potrebbe trovare un’ulteriore spiegazione nel fatto che, ad oggi, in Italia la ricerca nell’ambito delle professioni sanitarie ha un ruolo poco rilevante e quindi anche professionisti con una lunga carriera difficilmente si sono trovati ad operare in un contesto dove venisse promossa ed attuata.

Infine, la buona considerazione degli studenti nei confronti delle loro competenze didattiche potrebbe derivare dal fatto che molti hanno ricoperto il ruolo di docente a contratto, di tutor o di assistente di tirocinio in ambito accademico a differenti livelli e per periodi di tempo diversi.

Prendendo in considerazione le aspettative nei confronti del percorso magistrale, è evidente come gli studenti si aspettino di usufruire del titolo per accedere a posizioni lavorative di maggior prestigio, identificate soprattutto nei ruoli di coordinamento e manageriali nel contesto del Servizio Sanitario Nazionale. Pertanto anche il loro interesse si focalizza maggiormente sulla formazione in ambito organizzativo-manageriale, sottovalutando o non conoscendo del tutto l’ampia applicabilità e spendibilità lavorativa del titolo di laureato magistrale al di fuori del sistema sanitario.

Nel complesso, i dati di questo studio riferiti ai titoli di studio di base e post base, al background culturale e professionale e alle aspettative dei discenti risultano, inoltre, importanti nell’orientare le scelte metodologiche per la costruzione del progetto di tirocinio che prevede un percorso secondo un obiettivo formativo ricompreso negli ambiti specifici del profilo del laureato magistrale (ricerca, didattica, management), programmato, pianificato, progettato e supervisionato dal formatore e predisposto con rigore riconoscendo le competente iniziali.

Conclusioni

I dati ottenuti dall’autovalutazione possono essere considerati un interessante punto di partenza per meglio gestire le risorse a disposizione del CdLM nei tre diversi campi formativi. Infatti, questo tipo di valutazione potrebbe divenire utile per la costruzione un programma ed un progetto didattico nel rispetto dell’Ordinamento ed adeguati alle aspettative ed ai bisogni del discente, ed essere un feedback per stimare l’eccellenza dell’impianto formativo per obiettivi, contenuti, processi e metodi, anche nell’ottica del processo di accreditamento avviato dall’ANVUR11.

Tuttavia, per dare maggiore credibilità al percorso di studi, i dati qui presentati dovrebbero essere integrati con una successiva ricerca sull’outcome e sullo stato occupazionale in modo tale da valutare quali competenze curriculari siano maggiormente richieste dal mondo lavorativo e il loro l’effettivo raggiungimento. Parte della scheda Entering behaviour potrebbe infatti divenire ulteriore materia di studio per valutare se e come le conoscenze del discente si siano modificate dopo il processo di apprendimento, se ed in che modo siano state applicate anche a distanza di tempo (6-12 mesi) nella pratica lavorativa ed, infine, come ed in che misura l’apprendimento sia stato motivo di cambiamento sia nell’approccio alla professione che nel ruolo ricoperto.

Bibliografia

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Cita questo articolo

Bernardelli G., Vizzotto L., Mari D., Bernabè B., Filippini F., Moscheni C., LIl Portfolio. Studio preliminare dell’entering behaviour delle competenze, conoscenze e aspettative degli Studenti del CLM in Scienze Riabilitative delle Professioni Sanitarie, Medicina e Chirurgia, 59: 2637-2641, 2013. DOI:  10.4487/medchir2013-59-4

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