Il CLM in Medicina e Chirurgia del San Luigi Gonzaga – Curriculum verticale, approccio clinico anticipato e apprendimento nel territorion.59, 2013, pp.2624-2629, DOI: 10.4487/medchir2013-59-2

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Abstract

The aim of this paper is to describe the changes introduced in the San Luigi Medical School student syllabus in order to provide a clinical approach from the first year and a training in all the various healthcare settings. The curriculum has been transformed longitudinally, anticipating some medical courses from the first year on, as well as training in wards tutored by senior nursing students. Contemporaneously, basic sciences like Anatomy, Biochemistry, Physiology, Physics have been partly postponed, merged and matched with specialised integrated courses (e.g. part of the above subjects were inserted in the course of Neurology and Psychiatry held in the fourth year). A basic problem solving clinical “backbone” accompanies students from the second to the fifth year and in these years they actively participate in two Basic Life Support + Defibrillation modules. The Italian healthcare system is characterised by an increasing transfer of care from the hospital to the community which is responsible for all the non hospital care and assistance: GPs, polispecialised medical centers, medium and long stay residential, emergency services (ambulance and operator triage). Students do part of their training in all these community facilities from the fourth year on. To introduce these changes part of the teaching faculty had to transform traditional attitudes oriented to preserve the disciplinary identity of their subject.  

Articolo

Il polo assistenziale e didattico insediatosi presso l’Ospedale San Luigi Gonzaga si è costituito gradualmente negli ultimi trentacinque anni nell’attuale terza sede dell’antico ospedale per le malattie polmonari. Dopo aver raggiunto il completamento del triennio clinico e di numerose discipline di base, quattordici anni or sono laureò i primi studenti formati in autonomia dalla sede principale dell’Ospedale S. Giovanni- Molinette di Torino. Il 6 febbraio 2008 diventava IIa Facoltà di Medicina dell’Ateneo Torinese, aggregando oltre al CLM in Medicina e Chirurgia, i CLM in Discipline infermieristiche, in Tecnico della riabilitazione psichiatrica e specialistico in Scienze della riabilitazione e cinque scuole di specialità. La L. 240/2010 ha riportato la Facoltà a “Polo didattico” della nuova “Scuola di Medicina” costituito da due dipartimenti, “Scienze cliniche e biologiche” e “Oncologia”. Il CLM in Medicina, che debuttò con 75 matricole/anno, ne accoglie oggi 130. La sede è Azienda Ospedaliera Universitaria, con oltre 400 letti, costituita da 22 strutture complesse cliniche a direzione universitaria e 12 ospedaliere; il suo territorio di riferimento è l’ASL TO 3 di 585.000 abitanti e comprende la cintura ovest di Torino e le c.d. Valli Olimpiche con otto ospedali e nove “Distretti”; offre, quindi, una “catchment area” con le condizioni ideali per una formazione clinica e assistenziale comprensiva anche dei luoghi delle cure non ospedalieri e una popolazione dalle caratteristiche sociali, epidemiologiche e con domande di salute molto diversificate.

Il Corso di Laurea in Medicina e Chirurgia “San Luigi Gonzaga”, con il DM 270/2008, ha introdotto delle modifiche1 orientate alle necessità degli studenti e all’allargamento della didattica a tutti i luoghi delle cure. Il nuovo piano di studi è caratterizzato dalla “early clinical exposure”, dall’integrazione per aree tematiche finalizzate all’approccio al malato nella sua totalità e non alle singole malattie, alla comprensione clinica per problemi, all’ampliamento delle capacità metodologiche e semeiotiche estendendo l’osservazione a tutti i contesti della pratica medica extraospedaliera, territoriale e della medicina d’urgenza (118). Si è voluto, quindi, trasmettere agli studenti che i percorsi clinici e assistenziali debbono sempre di più abbandonare il procedere per “one to one step2 ed erogare un’assistenza centrata sulla totalità e complessità del malato e del suo ambiente e includere l’esercizio dell’interprofessionalità con tutti gli operatori della salute.

Il curriculum è stato modificato in senso verticale3, anticipando l’esperienza clinica, rendendo più contestuali e affini gli insegnamenti biologici con quelli clinici attraverso Corsi integrati (C.I.) che posticipano i primi e anticipano i secondi e accompagnandoli con “dorsali” cliniche interdisciplinari orientate alla complessità e alla soluzione di problemi. Le modifiche sono state introdotte a partire del cluster dell’anno accademico 2008/2009 e, ove possibile, anche inserite nel cluster del DM 509 che si esaurirà nel 2015.

Aspetti generali

Il I° anno vede un’immediata frequentazione degli immatricolati in reparti clinici; gli studenti, a gruppi di 2/3, frequentano reparti ospedalieri prescelti per 8 pomeriggi, accompagnati da studenti del III° anno del CLM in Infermieristica nel ruolo di “peer coach” e sotto la supervisione di un tutor clinico e di uno infermieristico4. L’attività in reparto è preceduta da un incontro informativo e da uno conclusivo, dedicato alla discussione di quanto appreso. Sono trasmessi tutti gli elementi di base per l’approccio al corpo e alla persona del malato e le basi dell’ interprofessionalità, ricorrendo all’“Apprendimento basato su problemi (PBL) e al “Role playing”. Il tirocinio è collegato con il C.I. di 4 CFU “Introduzione alla medicina” di Medicina interna, di Psichiatria, Igiene e sanità pubblica e Sociologia generale (E-SPS/07) che verte su: concetti generali di semeiotica, elaborazione del concetto di malattia e delle sue determinanti sociali e individuali, rapporto medico paziente, tecniche di ascolto, unità mente- corpo e comunicazione nelle fasi di accoglienza, diagnosi e trattamento, politiche della salute e management sanitario.

Quest’anno mantiene i corsi delle discipline di base (anatomia, biochimica, biologia, fisica, fisiologia, istologia), ma numerosi CFU di queste discipline sono distribuiti nei C.I. dei II°, III°, IV°, V° a. Sono inoltre forniti tre corsi di riallineamento (Fisica, Chimica, Biologia5). Da quest’anno sono stati attivati corsi liberi, per un massimo di 32 CFU, per coloro che non hanno superato il test d’ingresso.

La redistribuzione sino al V° a. delle discipline di base consente al II° anno una forte anticipazione di materie cliniche, con il C.I. di “Metodologia clinica e semeiotica” di 12 CFU, che include, oltre a Medicina, Chirurgia, Psichiatria-Scienze del comportamento e Radiologia, l’introduzione della annuale “Dorsale clinica-Evidence Based Medicine e Problem Based Learning6”, coordinata da Medicina Interna (dal prossimo anno anche con Farmacologia) e che prosegue sino al V° a., coordinata dai principali C.I. annuali. Inoltre sono stati anticipati parte dei “Metodi quantitativi in medicina” con Igiene generale e applicata, Tecnologie dell’informazione e Statistica. In quest’anno si svolge il primo tirocinio di “Basic Life Support” in piccoli gruppi con i dirigenti del 118, prima limitato al V° a., dove viene mantenuto con l’aggiunta della pratica della Defibrillazione (BLSD).

Nel III° anno sono anticipate nel C.I. “Apparato cardiovascolare e respiratorio” le cliniche e chirurgie specialistiche con gli argomenti specifici di Anatomia, Fisiologia, Biochimica e Psichiatria per l’ansia e le somatizzazioni. Nel C.I. “Organi di senso” sono riunite numerose cliniche specialistiche, prima distribuite tra il IV° e V° a., cui si affianca Fisiologia e nel C.I. “Apparato locomotore” Anatomia approfondisce l’apparato muscolo scheletrico; Ortopedia dilaziona 1 CFU al VI° a. nel C.I. Medicina d’urgenza. Analoga forte integrazione BIO/MED per i C.I. “Malattie endocrino- metaboliche” e “Malattie dell’apparato gastro-enterico” che coordinano la “Dorsale clinica”.

Il IV° a. si caratterizza per un ulteriore affiancamento di numerosi corsi di base: Anatomia, Biochimica, Fisiologia oltre a Farmacologia nel C.I. “Malattie neurologiche e del comportamento” con Psichiatria già in parte presente nel I°, II° e III° a.. Il C.I. di “Nefrologia e Malattie dell’apparato urogenitale” comprende 1 CFU di Farmacologia. Anatomia patologica, svolge 12 CFU riservandone uno al V° nel C.I. di Oncologia. In quest’anno iniziano i tirocini presso i Distretti territoriali, i MMG, la Centrale operativa 118 (CO) e le Ambulanze medicalizzate (MSA). Questi tirocini sono stati inseriti anche nel cluster della 509. Psichiatria coordina il C.I. e la “Dorsale” con Genetica e verte su casi di alcoolismo, dipendenze e patologie somatiche discussi con Medici di medicina generale (MMG) coinvolti nei tirocini. Neurologia e Psichiatria si avvalgono di una didattica interattiva computerizzata.7

Nel V° anno, il C.I. di “Oncologia” raduna numerosi insegnamenti di base tradizionalmente distribuiti nei primi anni: Istologia, Biologia molecolare, Patologia Generale e comprende alcuni CFU specifici di Anatomia patologica, Radiologia, Anestesiologia e Psicologia clinica; inoltre coordina la “Dorsale”. Fisica svolge 1 CFU nel C.I. di Radiologia e il C.I. “Medicina materno infantile e della riproduzione” integra 1 CFU d’Istologia.

Il VI° anno comprende il C.I. ”Emergenze medico chirurgiche” con argomenti specifici sostenuti rispettivamente con 1 CFU dal direttore del DEA e dal Direttore Regionale del 118, entrambi del S.S.N. Il C.I. di “Sanità pubblica” include 1 CFU di SECS-P/10 (Organizzazione aziendale) svolto da un economista dirigente dell’AOU.

Tirocini territoriali

Distretti

Il principio informatore è stato quello di correggere una visione “ospedale centrica” introducendo i principi che “la salute si costruisce nel territorio” e “si mantiene nell’interazione ospedale-territorio-ambiente”.

Hanno collaborato 58 dei 9 Direttori dei Distretti dell’ASL TO 3, selezionati per motivi geografici, ciascuno con una popolazione di c. 70.000 ab. I Direttori accolgono gli studenti del IV°, V° e VI° a. in gruppi di 3/5 per due settimane, con una descrizione del sistema di erogazione delle cure e del funzionamento delle strutture e del personale del territorio. Evidenziano la complessità dell’assistenza erogata, da quella territoriale alla poliambulatoriale specialistica, delle cure primarie, della prevenzione e degli screening, dell’assistenza domiciliare (da quest’anno sarà attivo presso l’ASL TO 3 il servizio di telemedicina9), dei SERT, della Salute mentale, delle fasce deboli, delle diverse residenzialità, dei consultori, delle unità di valutazione; in seguito gli studenti frequentano a scelta una di queste strutture. Sono messi a conoscenza delle campagne di educazione e di prevenzione sanitaria e delle diseguaglianze all’accesso e alla fruizione dei servizi. I Dirigenti, con la collaborazione di un gruppo di studenti10, hanno redatto due macro obiettivi suddivisi, a loro volta, in 10 obiettivi specifici11.

Medici di Medicina Generale (MMG)

La frequentazione degli studi dei MMG ha una durata di due settimane (dal prossimo anno 4 in due turni al IV° e V° con due MMG diversi). Danno la propria disponibilità 24 medici coordinati da un medico esperto12. Sette hanno studio in Torino e tutti gli altri sono distribuiti nei comuni dell’ASL TO3. Il rapporto è uno a uno. I MMG collaborano a stretto titolo gratuito grazie a un’alta motivazione. Due anni or sono la Facoltà, con la collaborazione della SIMG e della Società di Pedagogia Medica ha organizzato un corso di tutoraggio di due giorni ove sono stati definiti scopi, strumenti e competenze basilari tecnico-metodologiche proprie della pedagogia medica e relazionale. Sarà ripetuto ogni biennio.

I macro-obiettivi13 che sottendono ulteriori obiettivi specifici qui non riportati, sono stati tratti dal core curriculum e concordati con i MMG, i docenti e gli studenti.

118-Centrale Operativa (CO)-Ambulanze medicalizzate (MSA)

Con il servizio regionale dell’urgenza è stata siglata quattro anni or sono una convenzione che consente la frequenza della CO per Torino e provincia, ove sono smistate e si dà corso alle richieste d’intervento. La centrale funziona su quattro centralini gestiti da personale infermieristico e un quinto con due medici che offrono assistenza quando le condizioni non rivestono carattere d’urgenza. La frequenza presso la CO è di due giorni pieni durante i quali gli studenti acquisiscono buone capacità di “triage” e di presa in carico dei diversi mezzi del servizio, oltre che di interprofessionalità, grazie alla disponibilità del personale le peculiarità e le modalità operative del protocollo comunicazioni tra CO-118 e MSA e le modalità di raccolta dati, la compilazione della scheda missione, le peculiarità del paziente e i modelli di relazione nella loro trasmissione ai colleghi (passaggio di consegne). La seconda parte della prima settimana e un’intera successiva sono dedicate ai turni di pomeriggio/sera di 8 ore sulle MSA. Acquisiscono competenze in tema di: valutazione-triage del singolo paziente, modalità di esecuzione e applicazione del BLS e del BLS-D su ogni tipologia in emergenza;  questo tirocinio si sta interfacciando sempre di più con il C.I. di “Medicina e chirurgia d’urgenza del VI° anno” e frequentazione nel DEA. Sono in via di definizione corsi specifici di soccorso alpino e d’intervento in condizioni di catastrofi. Sono sempre più numerose le richieste e le Tesi sull’esperienza condotta presso il 118.

Gli studenti compilano alla fine del ciclo di tirocinio una relazione sulla casistica clinica e su quanto appreso accompagnata da considerazioni aperte e suggerimenti d’implementazione discussa con i coordinatori dei Distretti, dei MMG, del 118 e la commissione didattica. È in elaborazione una modalità di verifica dell’apprendimento e dell’esperienza più oggettivabile14.

Discussione

Positività e debolezze

Alcune delle seguenti considerazioni sono derivate da elaborazioni scritte e discussione con gli studenti e per i tirocini da un’analisi SWOT e dalle valutazioni “Edumeter”.

Tirocinio iniziale del primo anno con laureandi in Sc. Infermieristiche

Oltre a un precoce contatto con il paziente e l’ospedale, l’esperienza degli studenti di medicina di lavorare in affiancamento a studenti d’infermieristica e di familiarizzare con la loro figura professionale in un primo contatto fra pari, sancisce la necessità del lavoro in gruppo, pone in essere l’acquisizione di comportamenti15 e intacca alcuni stereotipi di ruolo. Molti studenti riferiscono di trarne anche un beneficio emotivo. Quest’attività richiede al corpo docente un grande sforzo organizzativo, poiché i 130 studenti di medicina del primo anno sono inviati nei reparti in gruppi di due/tre. È necessario pertanto pianificare la loro distribuzione nell’arco di due mesi fra il termine del corso d’introduzione alla medicina e il suo esame, renderla compatibile con l’affiancamento in tirocinio degli studenti d’infermieristica, con i calendari esami di entrambi i corsi coinvolti e con la possibilità dei reparti di accoglierli. Il grande sforzo richiesto è tuttavia compensato dalla soddisfazione che gli studenti manifestano per questa primo rapporto con il paziente, così precoce e diverso rispetto a quanto avveniva con l’ordinamento precedente. Anche il gradimento degli studenti di Scienze infermieristiche è elevato così come la, seppur graduale, collaborazione del personale dei reparti.

Corsi integrati

Circa lo scorrimento di materie di base lungo il percorso curriculare con attinenze specifiche alle materie cliniche e l’anticipazione di corsi clinici con frequentazione in corsie16 pare opportuno non soffermarsi sugli aspetti positivi, comprovati non solo dall’abbondante letteratura ma anche dall’esperienza personale di molti docenti. Tuttavia è stato un processo non scevro da difficoltà e, sebbene avanzato, ancora perfezionabile. Malgrado la buona volontà della maggior parte dei docenti, ha trovato delle resistenze solo in parte dovute a criticità oggettive. Alcuni ritenevano che la redistribuzione dei CFU in altri C.I. o, peggio, negli anni avrebbe sottratto specificità alla propria disciplina ovvero avrebbe creato disomogeneità didattiche, difficoltà di apprendimento (“non esistono libri così strutturati”), incoerenze nel coordinamento e disomogeneità nelle verifiche. Parte di queste considerazioni hanno evidenziato criticità reali ma che si sono dimostrate superabili. Indubbio che per molti docenti si è trattato di rivedere completamente le proprie procedure didattiche, di stabilire coerenze tematiche tra le discipline sino a ridurre alcuni argomenti potenziandone altri. Ovviamente alcune discipline sono più naturalmente integrabili, altre meno; altre ancora potranno essere ulteriormente incrementate. L’introduzione alla medicina dovrà comprendere una maggior presenza di una Storia (critica) della medicina. Alcuni C.I. soffrono di difetti di programmazione iniziale e d’integrazione, più dovuti a personali attaccamenti a consuetudini che a incompatibilità tematiche oggettive. Certe disomogeneità nelle frequenze, dovute alla preparazione degli esami sono state contenute riducendo a 6 le “finestre” esami (da 4 proposte si è convento su 6 richieste degli studenti). Altri C.I. presentano delle difficoltà nella valutazione dell’apprendimento per materie a cui si ovvierà nel corrente anno stabilendo un criterio minimo di base per tutti i C.I. Pochi sono gli studenti che preferirebbero ritornare all’unità settoriale delle discipline, spesso per difficoltà legate a singole unità didattiche. Nel complesso, tuttavia, adattamento e soddisfazione sono molto elevati, come anche dimostrato dalle indagini Alma Laurea.

Attività nei Distretti e nel territorio

Il giudizio degli studenti è positivo ma nel rapporto scritto discusso con i Tutor e i docenti concordano che parte delle due settimane svolte negli uffici del distretto, in particolare sulle “cure primarie”17 potrebbe essere sostituita da lezioni frontali e da una maggior frequentazione delle strutture di cura e residenziali. In realtà all’inizio i dirigenti dei Distretti avrebbero dovuto individuare una casistica particolare da seguire in un percorso con i MMG, gli specialisti ambulatoriali e gli addetti alla continuità delle cure; problemi organizzativi non ovviabili hanno suggerito di demandare i percorsi ai soli MMG. Gli studenti sottolineano, comunque, quanto questa esperienza abbia loro fornito la conoscenza della complessità delle attività territoriali.

Medici di Medicina Generale

La maggior parte degli studenti è favorevole a dedicare un maggior tempo, portandolo da due a quattro settimane, suddivise in due cicli distinti e con due MMG diversi, modalità che sarà attuata dal prossimo anno. Un consistente numero di MMG afferma di aver trovato nel rapporto con i tirocinanti un incentivo motivazionale e professionale. Aspetti critici sono la difficoltà nel conciliare il tempo da dedicare al tirocinio con le lezioni, che porta spesso a sacrificare vacanze e finestra esami, nonché alcuni disagi per spostamenti scomodi anche perché il tirocinio è singolo senza possibilità di condividere con compagni l’automezzo.

Centrale operativa e Ambulanze medicalizzate-118

L’interesse per CO e 118 è elevato anche se inevitabilmente legato alla tipologia e alla frequenza delle chiamate e degli interventi. Gli studenti propongono di ridurre a una giornata e a una lezione frontale gli aspetti della CO e di aumentare la frequenza con dei turni notturni nelle ambulanze, il che, tuttavia, contrasta con la frequenza didattica diurna. Gli studenti insistono per un aumento della frequenza anche nelle diverse tipologie del 118 sottolineando che dopo l’abilitazione le prime possibilità di lavoro saranno offerte proprio dalle sostituzioni e dalle guardie mediche.

Corsi di riallineamento

Numerosi studenti, nel corso degli anni, hanno espresso un crescente disagio per il livello degli insegnamenti delle materie di base del primo anno. Infatti, compulsando i risultati dei test di ammissione è stato agevole osservare che, seppur ammessi, presentavano risultati disomogenei sintomo di preparazioni molto sbilanciate nelle diverse discipline18. Sono quindi stati organizzati dei corsi di riallineamento in chimica, fisica e matematica, biologia generale e d’organo grazie a fondi del FSE attraverso il progetto regionale dell’Alta Formazione. La frequenza, volontaria, è stata mediamente di 15/20 allievi. Inizialmente erano emerse rilevanti difficoltà tra il corpo insegnante universitario, i docenti dei corsi, per lo più provenienti dalla scuola secondaria e gli stessi allievi che ponevano delle richieste specifiche distanti dalle loro programmazioni. Anche qualche perplessità erano espresse dai docenti universitari ritenendo superflua l’integrazione ai loro corsi. Un anno di rodaggio e un accordo tra docenti e studenti ha nettamente migliorato l’integrazione. La maggior criticità è ora determinata dal rischio d’interruzione delle risorse economiche regionali.

Conclusioni

Il processo d’integrazione, anticipazione e posticipazione non è stato agevole per il timore di alcuni docenti “tradizionalisti” di vedere compromessa l’identità della propria disciplina. Per altri si è trattato di modificare sensibilmente (in particolare per le materie di base) la struttura didattica e la continuità di certi argomenti nonché di partecipare a riunioni di coordinamento, spesso e inizialmente, faticose. Anche concordare in maniera soddisfacente per le discipline e per gli stessi studenti le modalità di valutazione ha generato delle difficoltà. Alcune di queste permangono ma la maggioranza è stata risolta, in generale e grazie allo spirito trainante dei docenti, soprattutto delle materie di base, e dei clinici che hanno anticipato parte dell’insegnamento a discapito dell’idea di una generale immaturità degli allievi. Altre iniziative vorrebbero essere riproposte e introdotte: un C.I. di medicina di genere, una maggior attenzione alle medicine non convenzionali, al rischio clinico, alla bioetica, alla medicina gestionale ed economica, alla farmacovigilanza e al rischio clinico e un maggior accordo sul core curriculum, in particolare sull’eliminazione di ridondanze e ripetizioni.

Bibliografia e Note

1 Non sono descritte le ADE, i Seminari e le attività integrative, volendo sottolineare gli aspetti più salienti della modificazione del curriculum volto a diversificare i Corsi Integrati e la parte della didattica orientata al territorio e all’emergenza-118.

2 Non è presa in considerazione in questa sede la frequentazione dei laboratori di ricerca, peraltro soddisfacente data la contiguità dei laboratori delle discipline di base e di quelli delle specialità cliniche.

Furlan P.M. I Luoghi delle cure. Pg. 3-21, in I nuovi luoghi delle cure. A. Campana, G. Costa, PM. Furlan, Vol I°-IV Celid, 2006.

3 Gallo P., Vettore L., Cittadini a., Della Rocca C., Familiari G., Maroder M. , Tocco PL., Vago GL, Valanzano R. L’integrazione “verticale” delle conoscenze e delle competenze  nella formazione professionale dei medici . Med.Chir. 43,1851-1861, 2008.

4 Il corso è stato elaborato in collaborazione con il Coordinatore del CdS in Scienze infermieristiche Prof. Ginetto Menarello.

5 Con fondi EU della Regione. Numerosi studenti, nel C.I. degli anni, hanno espresso un crescente disagio per il livello degli insegnamenti delle materie di base del primo anno. Infatti, compulsando i risultati dei test di ammissione è stato agevole osservare che numerosi ammessi presentavano risultati disomogenei con punteggio scarso in alcune materie. Un gruppo di lavoro con la Direzione Scolastica Regionale ha confermato rilevanti diversità tra i programmi dei singoli Licei, senza trascurare, inoltre, che circa il 30% degli idonei provenivano da maturità classica e il 12 % da altre maturità, con rilevanti lacune nelle materie di base, peraltro presenti anche nel 58% proveniente dai Licei scientifici, senza contare che un 25% degli idonei era al secondo o terzo tentativo e che provenivano da primi anni di altre Facoltà. Sono quindi stati organizzati dei corsi di riallineamento in chimica, fisica e matematica, biologia generale e d’organo grazie a fondi del FSE attraverso il progetto regionale dell’Alta Formazione. La frequenza, volontaria, è stata mediamente di 15/20 allievi in particolare l’anno successivo all’introduzione di queste possibilità. Inizialmente sono emerse rilevanti difficoltà tra il corpo insegnante universitario e i docenti dei corsi, per lo più provenienti dalla scuola secondaria e gli stessi allievi che ponevano delle richieste specifiche distanti dalle loro programmazioni. Anche qualche docente universitario esprimeva delle perplessità, ritenendo scorretta l’integrazione nei loro confronti. Un anno di rodaggio e un accordo tra docenti e studenti ha nettamente migliorato l’integrazione. La maggior criticità è ora determinata dal rischio d’interruzione delle risorse economiche regionali.

6 Gallo P. et al. cit.

7 Il software ideato dal prof. Luca Durelli rende interattiva la didattica con due studenti per postazione di computer che interagiscono con il docente rispondendo a domande o correggendo delle risposte. Questo modello già esteso alla psichiatria, verrà gradualmente esteso a tutte le materie del C.I., Anatomia, Fisiologia, Biochimica e Farmacologia.

8 Ha assunto funzioni di coordinatrice la Dr.ssa Paola Fasano, Direttrice del Distretto di Collegno, coadiuvata dalla Dr.ssa Barbara Vinassa Direttrice del Distretto di Orbassano.

9 È allo studio con il DG dell’ASLTO3, dott. Gaetano Cosenza, e il Dirigente della “Continuità delle cure” dott. Silvio Venuti una convenzione ad hoc per gli studenti tirocinanti.

10 Gli studenti sono Enrico Boero ora laureato e Marta Alesina.

11 Aver compreso che la tutela globale della Salute del cittadino non viene interamente soddisfatta dai servizi ospedalieri.

Obiettivi specifici 1: partecipare all’attività di un distretto socio-sanitario; illustrare le metodologie per l’integrazione ospedale-territorio e per la reale utilizzazione della rete dei servizi distrettuali; descrivere le procedure per l’inoltro di domande appropriate di assistenza individuale ai servizi sanitari e sociali e per l’attivazione della partecipazione di individui, famiglie e comunità alla tutela della salute; illustrare le modalità operative e i vantaggi del lavoro multiprofessionale e interdisciplinare nell’attuazione di progetti obiettivo

Criteri: ha compreso l’importanza del programma di attività territoriali (PAT)? Conosce il ruolo del Comitato dei Sindaci? Conosce il significato degli Accordi di Programma tra ASL ed enti gestori?

2. Saper descrivere gli aspetti organizzativi del sistema assistenziale socio-sanitario e di aver compreso  l’importanza dell’integrazione nelle attività territoriali.

Obiettivi specifici 2: definire le caratteristiche e le modalità di accesso alle varie forme di assistenza domiciliare (assistenza domiciliare integrata, in residenze protette e in altri presidi) in particolare per il paziente anziano; indicare le strutture territoriali di riferimento per specifiche necessità (anziani, disabili, tossicodipendenti, malati psichici, ecc.) secondo la normativa e la missione delle stesse; illustrare le caratteristiche dei servizi specifici per il recupero dei tossicodipendenti, degli emarginati, dei disadattati. Indicare i punti in comune tra servizi sociali e sanitari; discutere i principi e le possibili applicazioni di campagne di educazione sanitaria e di educazione alla salute come strumento di promozione della salute e di prevenzione di malattie; descrivere le principali metodologie utilizzate nell’ambito di campagne di educazione alla salute con riferimento a quelle principali in atto o previste nel territorio; illustrare le peculiarità di interventi di educazione sanitaria in diversi campioni di popolazione (popolazione generale, comunità, strutture sanitarie, istituzioni scolastiche, ambienti di lavoro). Discuterne la possibile integrazione con campagne di screening e l’utilità per la Medicina Generale .

Criteri: Conosce lo sportello unico socio-sanitario? Conosce l’attività dell’unità valutativa geriatrica e dell’unità valutativa per minori e disabili? Conosce i vari servizi che consentono l’erogazione delle cure territoriali?

12 Il Dott. Giuseppe Ventriglia.

13 1) aver acquisito competenze di base in tema di prevenzione, diagnosi e cura delle richieste tipiche del contesto territoriale, per la persona, la famiglia e la collettività. 2) Saper individuare gli strumenti e le strategie necessarie per gestire i pazienti con patologie molteplici, pluriterapie, problematiche bio-psico-sociali. 3) Aver appreso i modelli di relazione e di negoziazione di progetti di cura condivisi; acquisire le basi della comunicazione e del “counselling”. 4) Aver compreso l’importanza di informare i pazienti sulle offerte del SSN e di educarli all’uso corretto e razionale delle risorse disponibili. 5) Coniugare i concetti fondanti della EBM-Medicina Basata sulla Realtà con la pratica quotidiana in tutte le variabili ad essa correlate.

14 Il rapporto con i Pediatri di libera scelta al momento non è inserito curricularmente per problemi logistici. Si ritiene superabili dal prossimo anno, pur partecipando un loro rappresentante alle riunioni di coordinamento.

15 Forum. Sulle attività professionalizzanti. Med.Chir 49, 2137 – 2142, 2010.

16 Becchi MA, Aggazzotti G. Progetto insegnamento della Medicina Generale e delle Cure Primarie” nel CLM in Medicina e Chirurgia dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Med.Chir. 42, 1785-1789, 2008.

17 Un nostro gruppo di lavoro con la Direzione Scolastica Regionale ha confermato rilevanti diversità tra i programmi dei singoli Licei, senza trascurare, inoltre, che circa il 30% degli idonei provenivano da maturità classica e il 12 % da altre maturità, con rilevanti lacune nelle materie di base, peraltro presenti anche nel 58% proveniente dai Licei scientifici, senza contare che un 25% degli idonei era al secondo o terzo tentativo e che provenivano da primi anni di altre Facoltà.

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Furlan P.M., Il CLM in Medicina e Chirurgia del San Luigi Gonzaga – Curriculum verticale, approccio clinico anticipato e apprendimento nel territorio, Medicina e Chirurgia, 59: 2624-2629, 2013. DOI:  10.4487/medchir2013-59-2

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