Editorialen.69, 2016, pp. 3117

Autori: Andrea Lenzi
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Schermata 2016-01-15 alle 10.19.04Da questo numero inizia per la nostra rivista un nuovo progetto, quello di renderla una risorsa non solo per la letteratura medica nazionale, ma anche, gradualmente, per quella internazionale.

È un’azione partita con la preziosa collaborazione del past Presidente Giovanni Danieli, del vice Presidente Stefania Basili e di tutti i Presidenti della Conferenza; è una iniziativa che vede come primo atto il rinnovamento della testata, oggi Medicina e Chirurgia – The Journal of Italian Medical Education – JIME. Il titolo sottolinea il proposito di scavalcare i confini nazionali e di mantenere il ruolo di innovatore continuo della formazione medica che la Conferenza da trent’anni svolge nel nostro Paese con una  ininterrotta, fervida attività.

Rossana Ugenti, del Ministero della Salute, apre la strada verso l’Europa parlando di uno studio pilota che riguarda la programmazione del fabbisogno di medici. Luigi Roberto Biasio ci porta verso una delle problematiche delle quali più si discute in questo momento in ambito sanitario ossia la vaccinologia, proponendo un inserimento di questa disciplina nel curriculum degli studi, preferibilmente a ridosso dell’ultimo anno, nel momento in cui si traghetta lo studente verso la professione medica, così da facilitarne  la comprensione del proprio ruolo nel complesso ambito della prevenzione primaria. Tra “I lavori delle Conferenze Permanenti” spicca lo scritto sulla disabilità, che ci stimola nell’applicare, anche all’ambito universitario, un concetto di cultura inclusiva, che non mortifica la diversità ma la rispetta dandole un valore, uno spazio perché possa esprimersi come opportunità per tutti. Lorenzo M. Donini e Maurizio Muscaritoli,  con il loro  incisivo scritto sulla  “nutrizione umana”, riferiscono sui diversi progetti accademici finalizzati al miglioramento delle conoscenze in ambito nutrizionale nei CL di Medicina, che potrebbero trovare una collocazione nel nostro “core curriculum”.

Inoltre, una bella storia come quella della Conferenza è costellata da episodi con un lieto fine ma con anche un lungo impegno lavoro alle spalle, e questo è il grande lavoro svolto da tutti noi, e qui raccontato da me e da Carlo Della Rocca, per il dieci anni del progetto di “Site Visit”. Il processo di trasformazione del Progetto Site Visit in un vero sistema di accreditamento tra pari è ormai vicino alla conclusione; i requisiti minimi di accreditamento,  stilati e condivisi, sono ormai un importante punto di riferimento per l’attività dei CdL e le linee guida per il loro raggiungimento/mantenimento sono ora utilizzate e utilizzabili.

Infine, nel Syllabus pedagogico è raccontata l’iniziativa di Firenze sui “Tutors in itinere”, mentre in un pregevole saggio Giulia Frezza presenta la figura e l’opera di Bernardino Ramazzini e le origini dell’odierna  medicina del lavoro.

Da ultimo, quello cui tengo di più e credo sia così per noi tutti, la vera storia della Conferenza è quel piccolo filo rosso che ci unisce ogni giorno e che ci fa pensare, ragionare, immaginare insieme; questo filo rosso è sostenuto tra l’altro dall’attività dei nostri Gruppi di lavoro che verrà raccontata in ogni numero della rivista per dare spazio alla voce di tutti noi; di tutti quelli che credono fortemente che si possa fare, si possa migliorare, si debba ancora pensare e lottare.

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